Quando vivi a Mosca ma dici Aò!

Il Caffè a Mosca : una nuova religione di plastica.

0
Like

In una città dove non si viene per sopravvivere, ma si resta per conquistare, devi continuamente innaffiare col carburante i tuoi battiti.

Ecco, si ha tanto bisogno di caffè.

Qualcuno parla della droga del momento, il maggior male del secolo, la magia nera.
Qui a Mosca è piuttosto un amico, un ottimo compagno di viaggio, un motivo per trovare del tempo in più : per te, per me, per tutti..

Ma ci sono delle regole da seguire.

Il caffè non si beve più seduti su uno sgabello troppo alto, chiedendo al vicino di allungare due bustine di zucchero solitamente di canna.
Non è più quindi SOLO una bevanda, un rito da compire per poter iniziare la giornata, un breve momento di sospiro, una medicina, una tazza di vetro.

Il caffè a Mosca non è una banale pausa!

Si tratta di una religione vera e propria, con dei libri da leggere, codici da rispettare, ricette da eseguire, e un infinito numero di seguaci in ogni angolo della terra.

Questo nuovo Dio nero possiede dei templi sparsi per tutta la città.
A Mosca ci sono più di 50 tipi di bar che si occupano solo ed esclusivamente del caffè.

Quasi come se il nuovo guru della notte non fosse piu il solito barista barbuto dietro il bancone che ti porge una bionda in vetro.

La ricerca della felicità è terminata e si chiama : Starbucks.

Qui ce ne stanno davvero ovunque, la sirena a due code ti spia praticamente da ogni angolo della città e quasi ti sussurra all’orecchio « Entra, dai, vieni da noi..»

DSC09407-Panorama

Il concetto è talmente banale da diventare terribilmente perfetto : Non è il caffè che conta, ma le persone.
Vogliono sapere come ti chiami, vogliono sapere cosa ti piace, vogliono sapere chi sei.

Dopo un paio di volte che ci entri, qui a Mosca cercano di ricordarsi il latte che preferisci e accompagnare il tutto con un sorrisone, augurio di passare un’ottima giornata, una graziosa battuta e magari anche un complimento.
Specifico « qui a Mosca» perchè non ho incontrato lo stesso trattamento dalle altre parti.

C’è da dire, tra parentesi, che il servizio di ristorazione a Mosca è dieci volte superiore a tutti gli altri finora da me provati : Il cliente non soltanto ha sempre ragione, ma dev’essere seguito e accompagnato in ogni momento della sua permanenza.
Deve ritornare, quindi deve averne il motivo, o almeno cento.
E Loro sanno dartene cento.

Le tazze sono bellissime e cambiano colore ogni stagione, le nuove bevande ti fanno l’occhiolino da dietro il bancone e, per finire, troverai un ometto di marzapane, un lecca lecca a strisce viola, un muffin coperto dalla polvere di fata e molto altro alla cassa.

Da brava maniaca del frappuccino, ho letto svariate biografie dei primi contibuenti al progetto Starbucks.

Non subito è diventato ciò che è adesso, eppure, anche nei tempi meno fioriti, tutti i dipendenti ricevevano regolamente lo stipendio, il caffè veniva cambiato gratuitamente ogniqualvolta il cliente non lo gradisse, il sorriso rimaneva li ad aspettarti.
Una piccola magia.
Continuare a dire di Si, nonostante..
La forza del Si è micidiale, unisce, da energia e speranza, apre.

C’è un’altra stella che brilla nella galassia del caffellatte: si chiama “Le Pain Quotidien”.

L’idea è diversa, non vogliono sapere il tuo nome, tutto costa ancora di più, molti sapori nell’aria e sul piatto, qualche pezzettino di Parigi buttato qui e lì.

Citazione del luogo : Cibo per il corpo, cibo per la mente.

DSC09407-Panorama

Il pane diventa un vero e proprio protagonista : con il pecorino o senza, profumato al basilico, poca crosta, tanta crosta, rotondo, quadrato..
Farina, acqua, sale e il Tempo.

Anche qui si parla di unire, ascoltare e trasmettere. (magari con un leggero accento francese)

Si dice che il primo tavolo (Bruxelles, 1990) fu realizzato con delle vecchie tegole prese dai treni locali.
Tavoli esageratamente lunghi, quasi da obbligarti ad origliare il vicino ed una minacciosa assenza del wifi : pare che quelli del pane quotidiano vogliano rompere le barriere sociali a modo loro.
Il tutto è colorato con un beige non tanto beige che riempie il posto di atmosfera.
Calda.

Per concludere, spenderei due parole su un prodotto locale che servì il suo primo caffè nel lontano 1964 : “Шоколадница” / Shokoladniza.
Presto smetterà di avere quel tocco sovietico e si abbandoneraà alla moda europea.
Tuttavia, a differenza dei precedenti, si tratta di un posto molto alla mano con un menu non tanto ricco, ma esclusivo e tipicamente russo.
E un buonissimo cacao all’arancia.

DSC09407-Panorama
Insomma, che sia in vetro o in plastica, l’importante è che dietro ci sia Tu.
Il piccolo cuore pulsante nell’uragano delle anime.

Suvvia, abbiamo pur sempre bisogno della nostra dose quotidiana!

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ANASTASIA

ENTRA NELLA COMMUNITY