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Il boom del volontariato in Italia

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Sono impressionanti le cifre che parlano del fenomeno del volontariato in Italia. Gli ultimi numeri consolidati sono quelli forniti dalle indagini ISTAT per il 2013 che ci raccontano di una realtà, quella del no profit italiano, in continua espansione.

Sembra infatti che alla fine dello scorso anno fossero registrate in Italia oltre 300 mila tra associazioni ed onlus, a cui poi vanno aggiunti quei gruppi che non hanno ancora istituzionalizzato la loro posizione e che però sono comunque attivi nel sociale.

Il numero di queste associazioni risulta essere aumentato del 28% in dodici anni; un boom frutto della maggior consapevolezza che é dovere di tutti, soprattutto di chi sta bene, provvedere a garantire un minimo di supporto a chi invece quel benessere, che possa essere esso fisico, psichico o economico, non lo vive.

La crisi economica ha poi acuito gli strati di sofferenza spingendo d’altro canto una nuova fetta di popolazione a dedicarsi a favore di coloro che nel frattempo sono rimasto indietro.

Si arriva così alla cifra monstre di quasi 5 milioni di volontari equamente sparsi da Torino ad Agrigento, a cui poi si affiancano 681 mila dipendenti che operano nel quarto settore, 271 collaboratori esterni e quasi 5 mila lavoratori a tempo.

Cifre che ci fanno capire come, la solidarietà oltre a portare aiuto a chi la riceve, se bene organizzata e strutturata, può diventare anche una forma di sostentamento a lungo termine per chi la opera.

C’è poi una grande fetta di popolazione italiana che pur non potendo cooperare attivamente ai tanti progetti di volontariato in corso, cerca comunque di dare una mano attraverso un sostentamento economico che può essere quella della donazione diretta come il 5×1000 o quella che passa attraverso piccoli acquisti durante le iniziative di raccolta fondi.

Raccolte fondi durante le quali si vende (e quindi si acquista) un po’ di tutto; dai dolci alla pasta, dalle piantine ai manufatti.

Chi infine non ha la possibilità di contribuire tramite donazioni dirette, ha comunque la possibilità di dare un aiuto concreto ad onlus ed associazioni semplicemente scegliendo di acquistare presso questi enti ciò che altrimenti sarebbe comunque costretto ad acquistare altrove.

Nascono in quest’ottica iniziative come la vendita di bomboniere solidali per una laurea o per un’altra cerimonia famigliare o la vendita al minuto di prodotti dell’agricoltura come gli ortaggi e la frutta, lavorati all’interno di campi che associazioni ed onlus a loro volta ottengono da altre donazioni o dalle confische di immobili perpetrate dalla magistratura.

Acquisti che alimentano quindi un mercato parallelo in cui il business non è più la ragione primaria quanto piuttosto un mezzo per arrivare ad un fine più ampio che è il sostentamento dei progetti di aiuto o la possibilità di dare lavoro ad individui svantaggiati.

 

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