Arte in pillole
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Il Bello: piacere per gli occhi e per la nostra sensibilità

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È bello ciò che è bello, o è bello ciò che piace?

Forse, l’oggettività della bellezza la si può mettere in dubbio in qualsiasi ambito estetico, tranne che nel mondo dell’arte.

Quando il bello emoziona, può, probabilmente definirsi Bello, con la B maiuscola.
Quell’aspetto della realtà che se devo definirlo a parole, mi viene da ricondurlo ad una sensazione di solennità, semplicità, armonia delle forme che provoca uno stato di estasi e contemplazione, che ti rassicura e ti riappacifica col mondo.

Il paradiso per la mia sensibilità si trova a Possagno, tra i gessi di Antonio Canova.

Della scultura adoro il fatto che la si può osservare da più punti, le si può girare intorno, la si può analizzare a pochi centimetri di distanza scoprendo delle sottigliezze che fermano il respiro e aumentano il battito cardiaco.

Sono rimasta estasiata nel vedere come Canova non modellasse semplicemente il gesso o non levigasse semplicemente il materiale, ma creasse una vera e propria pelle di marmo alle statue.

Dal suo sapiente lavoro sono nati dei personaggi, dalle fattezze naturali e realistiche ai quali manca esclusivamente lo spirito per potersi liberare dalla staticità del marmo (o del gesso) nel quale sono ingabbiati.

TESEO IN LOTTA COL CENTAURO – 1804 - Wien Kunsthistorisches Museum

TESEO IN LOTTA COL CENTAURO – 1804 – Wien Kunsthistorisches Museum

Il centauro, mentre nella lotta sta per essere sconfitto da Teseo, mette tutta la forza che gli rimane nella mano destra, che stringe prepotentemente il braccio del leggendario re di Atene.
Così, allo stesso modo, tutta la potenza di Teseo è concentrata nel ginocchio che preme contro lo sterno dell’essere bestiale.

teseo in lotta col centauro

Questi corpi così volumetrici, armonici nella ricerca della perfezione classica, vivono delle emozioni: non sono insensibili. Teseo esprime rabbia in quel suo crucio degli occhi, mentre la bocca inarcata verso il basso suggerisce tutta la forza che vuole esternare colpendo il centauro.

Elemento caratteristico di Canova è quello di rappresentare i suoi attori nel momento appena prima della tragedia, poco prima che il cambiamento si verifichi.

ERCOLE E LICA – 1795-1815 – Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

ERCOLE E LICA – 1795-1815 – Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

In questo caso scolpisce la rabbia di Ercole per aver indossato una tunica consegnatagli da Lica, cosparsa del sangue di Nesso mescolato a del veleno, che secondo la leggenda avrebbe fatto prendere fuoco all’eroe.

Ercole appare nel momento di massima tensione muscolare, bloccato nell’atto di sollevare un piede del ragazzo, prima di scagliarlo in mare. Dietro, si vede Lica, disperato mentre urla e cerca di opporre resistenza aggrappandosi all’altare alle spalle dell’eroe e alla pelle di leone, abbandonata ai suoi piedi.

Basta solo avvicinarsi più del dovuto per poter vedere i particolari più sorprendenti di questo gruppo scultoreo: se solo si potesse toccare il gesso si sentirebbero anche al tatto i muscoli tesi e le vene, cariche di sangue e venute in superficie per lo sforzo, nonché la diversa consistenza della carne volumetrica e atletica dell’eroe che alla fine della sua vita aveva superato tutte le sue fatiche.

 

L’arte ci aiuta a contemplare il Bello, ma probabilmente possiamo incontrarlo anche nella nostra quotidianità, basterebbe aprire gli occhi dell’anima.

In fin dei conti è tutta questione di sensibilità.

 

Immagini prese dal Web

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