Pantone 259

#IceBucketChallenge

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Pantone 259 per il sociale, e se lo fa il mio omonimo Andrea Diprè chi sono io per tirarmi indietro!Sempre che non abbiate vissuto le ultime settimane chiusi in una grotta, avrete ben presente il fenomeno virale a scopo benefico noto come “Asl Ice Bucket Challenge”. #IceBucketChallenge per gli amanti dell’hashtag.

Le regole dell’iniziativa sono semplici: fare una donazione di almeno 100 dollari in favore della ricerca sulla SLA  (Sclerosi Laterale Amiotrofica) oppure tirarsi addosso una secchiata d’acqua gelida mentre qualcuno riprende la scena. Prima di immolarsi sotto fiumi di acqua ghiacciata però bisogna sfidare uno o più amici a fare altrettanto per poi condividere il video sui vari social network.

Premesso che non voglio entrare nel merito schierandomi a favore o contro chi stigmatizza #IceBucketChallenge come l’ennesima opportunità per celebrities e non di mettersi in mostra, fingendo interesse filantropico quando invece sono solo alla ricerca di un po’ di popolarità e una manciata di likes in più, cavalcando l’hashtag del momento. I numeri però non mentono (a parte quelli che era solito snocciolare Silvio Berlusconi riguardo a riforme, percentuali di gradimento, centimetri del suo pene.) e c’è un dato di fatto: negli Stati Uniti i proventi di questa iniziativa hanno ormai superato i 42 milioni di dollari contro i poco più di 2 milioni raccolti nello stesso periodo del 2013.

#IceBucketChallenge quindi funziona, che piaccia o meno anche a quelli che dicono “si poteva fare di più”: La solita figura meschina la facciamo noi italiani che abbiamo preferito tirarci secchiate d’acqua – non fosse sufficiente la pioggia di queste settimane – piuttosto che fare qualcosa di concreto.

Se vi state domandando “Ma Andrea, dov’è la pheega? Noi siamo qui per la patata e ci stai frantumando le pelotas con questa #IceBucketChallenge… we’re here to see some pussy!”

State calmi che ora vi accontento tutti. Tutto questo raccogliere fondi ha avuto un effetto collaterale direi più che positivo: una moltitudine di ragazze consapevoli di essere portatrici sane di hot bodies non vedevano l’ora di farsi riprendere tutte bagnate, striminzite in tshirt bianche trasparenti con i capezzoli turgidi, in bikini o in intimo mentre saltellano per il freddo facendo ballonzolare qualche tetta importante. Sul tubo è già pieno di compilation come questa:

Non dimentichiamoci però che la SLA non è un hashtag modaiolo, io non mi sono rovesciato addosso nessun secchio ricolmo di cubetti di ghiaccio e acqua gelida e ho preferito fare la mia donazione ad aisla.it perché anche in Italia abbiamo i nostri malati.

Così come la redazione di Gushmag, Condividete e Donate!

#IceBucketChallenge from gushmag on Vimeo.

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