Ho sempre avuto paura delle giostre. Come il circo. Troppi colori, confusione, urla, gente sopra gente, zuccherino filati, sorrisi truccati, vite parallele e corde in aria. Un tumulto di voci e volti.

Poi penso che anche le persone hanno quel lato oscuro, illuminato dall’aggettivo ‘giocoso’ che tanto piace, e mi spaventano molto. La superficiale mancanza di consapevolezza dell’esser mite e colorato di grigio. Mi fa pensar il fatto che si sentano al quanto ‘vivi’ e arricchiti immensamente dal loro io. Mi spaventa moltissimo la moltitudine di esemplari che girano in giostra per vivere. Saltano nelle occasioni oscure col sorriso truccato. Giovani vite appese in un filo sospeso solo per il gusto di girare girare girare.

Io ho osservato con cura le loro anime e poco nulla traspare di lucente in molte, tanto quanto in alcune esplode di gioia. La cosa che più mi spaventa é l’irrimediabile pensiero di viver nel giusto e stendersi viziosi sul divano aspettando il prossimo giro. Che negativa visione del giocoso; che negativa sensazione mi perseguita.

Eppur molto, moltissimo potrebbero dare. Mi piacerebbe spronarli tutti ad esser realmente se stessi e non le brutte copie dei volantini calpestati.

Da giovane ai giovani mi piacerebbe dire di non cercare le occasioni, ma di crearle coscienti della loro unicità e bellezza.

Che paroloni.

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