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Noi, i figli di fine anni ’80

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Le amiche sono una cosa meravigliosa. Ti stanno vicine nei momenti di baldoria e in quelli più schifosi in assoluto, ti dicono parole se fai cavolate e si complimentano esageratamente per i tuoi successi. E ti sopportano nei momenti di sclero totale.

Sarò sincera su questo fronte: sto passando un periodo veramente di merda. Rido, scherzo, trovo sempre una parola per il conforto altrui, ma a me va veramente da schifo. Ormai ho puntato tutto al nuovo anno, quello vecchio ormai non mi lascia speranze. Ma come sempre sono in ottima compagnia, anche per questo! Una delle mie amiche più care, potrei definirla quasi una vena, perchè si può vivere senza un polmone e senza un rene ma senza di lei, no. Qualche giorno fa ci stavamo confrontando ed ho improvvisamente iniziato a ragionare, partorendo questo articolo.

Per la serie “ambarabacciccìccoccò l’esaurita a chi la do”, abbiamo scritto insieme tutto ciò che ci veniva in mente dalla nostra infanzia/adolescenza ad oggi. Nate nel 1988 e cresciute tra gli anni ‘90 e 2000, avremmo voluto che qualcosa fosse stato diverso, avremmo desiderato qualcosa di meglio per le nostre vite.

Noi, i figli di fine anni ’80..

  1. Siamo nati e cresciuti vivendo il pieno dei mitici anni ‘90, ma perdendo il top dei ‘70.
  2. Ci siamo diplomati alle superiori proprio quando hanno proclamato la commissione d’esame mista.. dopo secoli di commissione interna.
  3. Ci siamo iscritti all’università nel pieno delle riforme, non capendo un cazzo per anni di quel sistema malato e incasinato di crediti formativi.
  4. Ci siamo laureati proprio mentre l’ordinamento veniva modificato ed i corsi moltiplicati ed intensificati. Ovviamente, tutto diventava più interessante, quando noi avevamo finito!
  5. Ci siamo affacciati al mondo del lavoro nel bel mezzo della crisi economica.
  6. Abbiamo iniziato a girare il mondo alla ricerca di fortuna proprio quando a guidare gli aerei hanno iniziato a mettere dei pazzi, e dei coglioni dell’Isis hanno iniziato a terrorizzare il mondo.
  7. Abbiamo iniziato a fare progetti di vita senza avere niente di nostro, puntando all’ottimismo.
  8. Abbiamo letto mitici annunci di lavoro come “cercasi apprendista con esperienza 2 anni” oppure “cercasi stagista qualificata” o ancora “cercasi esperto assistente alla poltrona per stage”.
  9. Abbiamo gioito nel firmare un contratto con durata +3 mesi, pensando al primo contratto settimanale firmato per le precedenti e continuative 4 settimane.
  10. Abbiamo visto i peggiori governi degli ultimi trent’anni: Prodi, Monti, Renzi. Dopo di loro solo l’influenza intestinale.
  11. Il salvadanaio era il regalo più gettonato ai compleanni. Peccato aver perso quell’abitudine e aver affidato i nostri pochi risparmi alle banche.
  12. Stiamo sperimentando le modifiche del Job’s act e le minchiate annesse e connesse. Risultato: ogni giorno un cambiamento, impossibile stargli dietro, sono riusciti a confonderci le idee e comunque, a non garantirci uno straccio di lavoro.
  13. Sentiamo quotidianamente al Tg le parole “boom di contratti a tempo indeterminato” mentre siamo con i nostri amici precari/disoccupati/cassintegrati.
  14. Abbiamo visto aziende big chiudere i battenti, il negozietto vicino casa abbassare la serranda, il dirimpettaio imprenditore togliersi la vita per le troppe tasse. Anche l’amico che per anni non ha trovato lavoro e non voleva pesare sui genitori si è ucciso. Ed i soliti noti fare la bella vita in TV, tanto mica c’hanno di questi problemi loro?!
  15. Ci siamo sentiti chiamare “bamboccioni” perchè a quasi trent’anni siamo ancora a casa con mami e papi, ma non ci hanno ancora descritto gli incentivi per chi esce di casa da disoccupato o stagista cronico.

Continuiamo tutt’ora a vedere/sentire/sperimentare i punti da 6 a 15, eppure non molliamo mai. Ci facciamo forza giorno dopo giorno, ci incoraggiamo l’uno con l’altro e crediamo ancora nei valori della famiglia, di un lavoro fisso, di un mondo sereno. Siamo pieni di idee e progetti spesso irrealizzabili, molte volte irrealizzati, ma non vogliamo darci per vinti e vogliamo vincere questa battaglia della sfiga che ci sta perseguitando dalla nascita.

Ora sicuramente qualcuno mi dirà “Sapessi come stavamo noi, voi siete pure fortunati, non lamentatevi”. Attenzione: queste non sono lamentele ma dati di fatto, spunti e punti sui quali fare una risata, una riflessione, trovare la scusa per dire “Può sempre andare peggio”.

Perchè sì certo, siamo molto fortunati rispetto a chi non ha né cibo né acqua, ma vorremmo essere almeno in grado di essere autonomi e diventare grandi, orgogliosamente.

A noi figli degli anni ‘80 sta andando così, ci restano la speranza, l’ottimismo è la buona volontà di migliorarci l’esistenza. E tu, sei anche tu uno dei nostri? Oppure sei stato più fortunato/sfortunato? Raccontacelo, potrebbe essere interessante ascoltare diverse opinioni!

Un grazie alla mia amica Lelle che mi ha offerto spunti che non avevo considerato. E per sopportarmi e supportarmi sempre, comunque e ovunque! L’unione fa la forza, e noi ne sappiamo qualcosa. 

Photo Credit: Osuonomio

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