Young Blood

I fashion Mavericks di Lucas Straetmans

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Maverick è una parola dalla storia affascinante, nata nel gergo dei cowboy del Far West per designare un vitello disperso, senza mandria, che perciò appartiene a colui che per primo riesce a marchiarlo a fuoco. Da allora essa è divenuta sinonimo di cane sciolto, outsider, individuo ribelle che va avanti per la propria strada, incurante dell’opinione altrui, ed è stata cementata nella cultura popolare dal personaggio del tenente Pete “Maverick” Mitchell in Top Gun (1986): pilota geniale interpretato da Tom Cruise, è sicuramente uno che di insubordinazione e rischio se ne intende parecchio.

Non mi stupisce affatto che il giovanissimo designer Lucas Straetmans abbia scelto proprio questa parola per intitolare la sua ultima fatica: una collezione di tredici silhouette monocromatiche dalle decise tinte fluo, che definire sopra le righe sarebbe un eufemismo. Ho cercato a lungo le frasi giuste per descrivere questo lavoro, ma alla fine credo che parlare di tessuti, texture e proporzioni sarebbe insensato. Perciò, seguitemi: immaginate dei Power Rangers in trip da acido. Fatto? Bene, a questo punto ci serve uno scenario, delle coordinate spazio-temporali; direi che New York – fine anni ’80 circa – potrebbe funzionare. Ora non resta che aggiungere dei folli copricapi in plexiglass e spargere qui e là delle orecchie da coniglio che un po’ ricordano quelle indossate dal ragazzino protagonista di Gummo, film del 1997 diretto da Harmony Korine.

Solo così potrete forse avere una vaga idea dell’universo strampalato portato in passerella da Lucas, che con questa collezione si è aggiudicato pure un premio, il Movex-Award del Flanders Fashion Institute, che ogni anno seleziona le collezioni di laurea più interessanti realizzate dagli studenti di moda del Belgio. Mavericks è infatti la collezione con cui il designer ventiduenne ha concluso il suo master’s degree all’accademia Kask di Ghent, scuola che si conferma così fucina di talenti della moda belga, insieme alle più celebri “sorelle” Royal Academy di Anversa e La Cambre di Bruxelles. 

Un esordio assai promettente per un autentico maverick della moda, che di sicuro non teme di correre dei rischi; Lucas Straetmans infatti sfida i generi e le convenzioni, esplorando con leggerezza e divertimento le possibilità di esteriorizzazione dell’identità personale concesse dall’abito. Lo ha già fatto in passato (qui trovate anche le sue collezioni precedenti) e credo che continuerà a sorprenderci in futuro. Nell’attesa di poter finalmente indossare le sue bizzarre creazioni, potete seguirlo su twitter, instagram e naturalmente facebook.

Le foto che vedete in questo post sono state scattate da Aaron Lappeire per Lucas Straetmans.

 

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