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HEDY KRYSSANE, a tu per tu con regista del corto ” La festa più bellissima”

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La festa più bellissima, il cortometraggio di Hedy Krissane, in questi giorni alla mostra del cinema di Venezia nell’ambito del progetto Migrarti 2018. Tunisino di nascita e torinese di adozione, Krissane, è un regista e attore pluripremiato ed è un profondo conoscitore del tema dell’immigrazione che è sempre stato al centro dei suoi racconti. La storia del cortometraggio ruota attorno al compleanno di Amin, un bambino figlio di immigrati, vivace e molto socievole, che non vede l’ora di festeggiare il proprio compleanno con i suoi compagni di classe. Il cast è formato da Sean Ghedion Nolasco, Tezeta Abraham e Miloud M. Benamara. Un progetto ambizioso che si aggiunge alla collezione di Krissane, regista che ancora una volta dimostra grande sensibilità e talento.

 Come nasce il titolo del cortometraggio?

Ho voluto mettere un errore di ortografia, proprio per sottolineare che l’integrazione nel nostro paese non è ancora perfetta e completa. Nel corto il protagonista, Amin, organizza una festa di compleanno a cui però non va nessuno.

E l’idea?

Il soggetto del corto nasce da un’esprerienza vissuta realmente da Tezeta Abraham, che nel corto interpreta la madre di Amin. Lei mi aveva raccontato che nei primi anni a Roma, quando era bambina, più volte è rimasta delusa perché veniva sistematicamente esclusa dalle feste dei suoi compagni di scuola. Facendo un ricerca sul web ho scoperto che questo problema ancora oggi coinvolge molte mamme. E non riguarda solo gli stranieri ma tutte le persone che vivono una diversità. Quindi insieme al mio cosceneggiatore Gero Giglio, ci siamo messi al lavoro per proporre il racconto al bando Migrarti. Attraverso la testimonianza diretta della protagonista e la lettura dei fatti di cronaca, la storia si è praticamente scritta da sola… ed è questa la cosa più sorprendente. Guardando il film, l’impianto della storia sembra un po’ ricalcare le fiabe di un tempo quelle morali che, alla fine del racconto ci insegnano qualcosa.

Cosa hai appreso da questi insegnamenti?

Mi fa piacere che parli di favole perché, in ogni favola che si rispetti c’è un orco, una strega… insomma: un nemico potente e apparentemente imbattibile. E, infatti, anche nel mio film questo personaggio c’è e ha un nome ben preciso: si chiama “incomprensione”. Lo vediamo nelle cronache di tutti i giorni: la paura del diverso, la diffidenza per il vicino, il senso d’ansia per la perdita di ciò che diamo per scontato. Ecco, per combattere questo “mostro” l’unico antidoto è la cultura e Migrarti un piccolo passo ma importante che auguro continui ad esistere anche con questo nuovo governo. Tu hai fatto anche altri film e corti. Nei tuoi lavori sembra che si siano due fili conduttori: l’ironia e una visione della realtà spiazzante dove niente è come sembra. Diciamo che questa è un po’ la mia cifra stilistica. Io, come spettatore, quando vado al cinema voglio divertirmi. Voglio saziarmi di belle immagini ma anche riflettere e, uscito dalla sala, voglio che il film mi abbia lasciato qualcosa. Se da spettatore voglio questo, come regista non posso dare nulla di meno. In questo corto, abbiamo voluto rappresentare la storia con un vero e proprio “realismo magico” perché in ogni storia, anche la più piccola, c’è sempre un pizzico di magia: basta saperla vedere e narrarla con la giusta voce.

Nuovi progetti?

Sì. È un lungometraggio su cui ci sto lavorando da anni. Un progetto a cui tengo molto e spero di avere il sostegno giusto per farlo.

Un assaggio della storia?

È una storia tratta da un fatto realmente accaduto, una aggressione a sfondo razziale su una ragazza di origine marocchina fa da pretesto per parlare di immigrazione e integrazione di rapporto padri e figli nell’Italia di oggi. Il film dal titolo La Notte di Sharif avrà come protagonista oltre allo stesso Krissane l’attrice Esther Elisha e Il bravissimo Francesco Acquaroli.

 

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