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Io odio San Valentino.

Non ho mai nutrito alcun tipo di sentimento positivo nei riguardi di questa ricorrenza, non so perché esattamente, solo non mi è mai piaciuta. Ma dato che per questo 2015 mi ero ripromessa di essere un po’ più buona, meno acida e meno sarcastica ho deciso di andare ad informarmi riguardo la storia di San Valentino. E il mio disinteresse per questa ricorrenza si è trasformato in fastidio misto ad odio. Addio buoni propositi del 2015.

Diciamo che leggendo qua e là non ho trovato proprio una storia univoca per cui vi riassumerò alla bell’e meglio quello che sono riuscita ad estrapolare dai vari racconti. Come nasce la celebre “festa degli innamorati”? La sua origine coincide con un disperato tentativo della chiesa cattolica di “cristianizzare” un rito pagano per la fertilità. La cosa parte già male, no? E tutto il romanticismo svanisce in un nano-secondo; comunque, proseguiamo. Nell’antica Roma, febbraio era il mese in cui si preparava alla stagione della rinascita e si celebravano i riti dei Lupercali; i sacerdoti di questo ordine entravano nella grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo, e qui compivano sacrifici propiziatori. Contemporaneamente lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali (ooooh, estremamente romantico, non trovate?). I nomi di uomini e donne che adoravano questo Dio poi venivano inseriti in un’urna e mischiati; quindi un bambino estraeva i nomi di alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. La chiesa cattolica reputò tutto questo immorale, indecente e tentò disperatamente di sostituirlo. Senza un chiaro motivo logico (ma si sa che religione e logica fanno a cazzoti) la chiesa sostituì il dio Lupercus con un santo più carino ed eticamente vicino al cattolicesimo… e nominarono Valentino.

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Ah, Valentino, fatto santo e poi sconsacrato, fu torturato e trucidato; mi sembra coerente nominarlo stato degli innamorati. San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C. e morto a Roma il 14 febbraio 273, era un vescovo romano. Quindi voi festeggiate l’amore nel giorno in cui un vescovo è stato ucciso, mah! Cerchiamo di capire a questo punto perché sia stato scelto proprio lui. In sintesi la leggenda vuole che sia considerato il patrono degli innamorati poiché fu il primo religioso a celebrare nella storia l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. Ma veniamo al più “bello”: C’è qualche racconto particolare che lo riguarda? Certo che c’è, e a mio avviso è vomitevole. “Si dice che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì”. Mamma mia che banalità, una delle storie più truci che abbia mai sentito; preferisco leggermi un saggio sulle ragioni storiche della Guerra delGolfo piuttosto.

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Un’altra interessantissima storia narra come Valentino fosse stato graziato dalle persecuzioni cristiane e affidato ad una nobile famiglia. Durante la permanenza egli compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del padrone di casa. Il santo, quando stava per essere decapitato, salutò la ragazza con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole “…dal tuo Valentino”. Non è chiaro se fosse innamorato della giovane o se provasse solo affetto ma il fatto è stato preso e riportato al presente come firma degli innamorati. Va beh, io più leggo e meno mi viene voglia anche solo di sentir parlare di San Valentino.

Detto ciò, ora che avete in mente un piccolo excursus storico sulla festa, che ne pensate? Personalmente, ho appena riletto quanto ho appena scritto e il quadro che ne esce è quello di una bisbetica single con turbe affettive.. ma non rinnego i miei sentimenti iniziali: continuo a non sopportare questa festa. Ma perché c’è bisogno di dedicare un giorno all’amore? Perché rinchiudere la potenza del sentimento più bello della storia in un unico giorno? Perché legare l’amore alla storia malata di un santo? Io non ci sto; a me proprio non va giù. Io sono un’inguaribile romantica e lo sarò sempre, ma a modo mio, in maniera intima e preziosa, io sono gelosa del mio amore e non lo voglio di certo affiancare ad una storia così triste come quella di San Valentino. L’amore è un sentimento nobile e va rispettato, ogni giorno della vita e in ogni maniera. L’amore non è in una scatola di Baci Perugina, né in una rosa comprata di corsa dal fioraio sotto casa tanto per far felice la compagna; l’amore è nel sorriso di prima mattina, è nell’abbraccio inaspettato quando fa freddo, è nello sguardo complice, è nelle battute stupide che solo voi due potete capire. L’amore è personale, l’amore è mio e tuo, è nostro. L’amore siamo noi, non sei di certo tu, Valentino.

Ps. Quest’anno passerò uno dei San Valentino migliori della vita: lavorando in un Irish Pub durante il Sei Nazioni….!!! That’s life!

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