WasteWatcher_07052013Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Waste Watcher, il 74% degli italiani, 3 su 4, crede nella Green economy come opportunità per la ripresa e la crescita economica. Un modello “verde” che si basa sulle energie rinnovabili e sull’economia circolare che intende il rifiuto non più come scarto, ma come materia prima da reimmettere nel ciclo produttivo. Questa filosofia si allinea con lo sviluppo sostenibile e prevede la tutela del capitale naturale dal quale l’uomo trae ogni sorta di beneficio. Un contesto naturale sano infatti permette le attività agricole, di allevamento ma anche il settore terziario come il turismo.

Immaginate di dover scegliere la meta delle vostre vacanze, in modo spontaneo scarterete zone molto inquinate per preferire paradisi naturali o città artistiche lontane dalle zone industriali. L’inquinamento infatti allontana i turisti ma anche i consumatori, che ogni giorno confrontano ogni tipo di prodotto, da quello alimentare a quello per la casa, per scegliere il meno dannoso e il più sicuro.

L’81% è consapevole che il vero cambiamento verso la Green economy per  la tutela dell’ambiente, avviene attraverso i gesti quotidiani che ognuno di noi dovrebbe compiere. Le buone pratiche di riciclare, riusare, ridurre, scegliere una mobilità sostenibile e prodotti locali,  sono conosciute da quasi tutti gli italiani. Quanti di noi però le mettono in pratica?

Uno dei problemi molto sentito dagli intervistati è legato allo spreco alimentare. Ben il 91% ritiene sia un aspetto gravissimo della nostra società e quasi la totalità insegna ai propri figli a non sprecare, a scegliere prodotti stagionali locali per qualità e risparmio. Lo spreco alimentare in Italia vale in effetti troppo, 16 miliardi annui, ovvero l’1 % del PIL. Nonostante ci sia la consapevolezza del problema, il 71% degli intervistati ritiene che la causa sia da imputare soprattutto alla grande distribuzione e alla ristorazione. La realtà invece è decisamente diversa, il peso dello sperpero è di natura domestica e si aggira tra il 60 e il 70%.

Il quadro appena delineato parla chiaro, crediamo nella green economy, conosciamo le scelte giuste e necessarie per il cambiamento, ma ci adoperiamo troppo poco nella quotidianità per rispettare l’ambiente nel quale viviamo.

 

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