L'angolo di Key

“Gramigna” di Michele Cucuzza, un libro che profuma di mare

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Era già l’ora che volge il disio
      ai navicanti e ‘ntenerisce il core

Mi permetto di scomodare il buon Dante per raccontare una bella serata trascorsa in barca, iniziata al tramonto di un giorno bello, caldo e solare.  Eravamo in sedici, uomini e donne appassionati di mare e curiosi di vedere (neanche tanto di nascosto) l’effetto che fa il potere dei libri anche in situazioni inedite e fuori dal comune. Qualche giorno fa in quel di Ancona abbiamo vissuto con lo spirito giusto un evento nuovo, Il primo appuntamento de “Il Mercoledì Letterario”.
Si tratta di un contenitore culturale  che ogni mercoledì di giugno ospita ben 4 scrittori per presentare il loro libro. Dove?  In barca. E si,  veleggiando ad alcune miglia dalla Riviera del Conero. L’organizzazione è a cura della Scuola di Vela Four Sailing di Ancona, ma l’idea è di una di loro, la più riccia, la più caparbia e piacevolmente folle, la prof. Maria Teresa Balestra (alias Teti Bale).

Prima di entrare nel vivo dell’evento, merita di essere conosciuta la grande famiglia Four Sailing. Appassionati di mare, esperti di vela, sostenitori di uno dei grandi valori della vita: l’amicizia. Ma chi sono i pilastri della scuola di vela migliore e più pazza del mondo? Sono gli skipper.

Lamberto

Lamberto Benucci,  skipper di lunga data con regate internazionali alle spalle e una conoscenza mostruosa (di cose ne sa davvero tante!) del mare e dei suoi derivati. Insegna la pratica in mare per chi naviga a motore, teoria della navigazione e il carteggio, lo studio della carte nautiche, temuto da tutti gli studenti e spauracchio d’esame.
Lamberto, per tutti Lamb, naviga sulla meravigliosa Gemini.

Riccardo

Riccardo Refe
, un ingegnere con il vizio della vela. E che vizio! Un vizio di nome Ringhio I, un Bavaria stupendo e incredibilmente performante. Temuto dagli avversari, Ringhio si presenta sempre agguerrito ad ogni regata cui partecipa, portando a casa meritati riconoscimenti. Lui è il Comandante Rik.

Grazie alla loro professionalità, alla loro bravura e ai loro insegnamenti è bello andare a scuola di vela. Diventi consapevole di ciò che  il mondo della nautica sa regalare: avventura, natura, il fascino del mare aperto, la profondità, la condivisione in barca, la forza e l’unione di un equipaggio.

“Chi conosce il mare, vede meglio le cose.” E’ una frase che ho letto in un libro poco tempo fa, e l’ho fatta mia.
Chi sa timonare una barca, il mare lo conosce molto bene. Deve.
La Scuola di Vela Four Sailing, però, ha una marcia più. In quello che fanno gli skipper e gli amici che fanno parte dell’associazione c’è un quid in più, quel valore aggiunto che fa la differenza: la passione per la vela.

La reazione delle persone che viaggiano, per la prima volta, in barca a vela è molto strana: o l’amano o la detestano. Se l’amano, l’amano per sempre. In caso contrario potranno imparare ad apprezzarla, ma non vivranno mai fino in fondo il vero spirito di questo mondo.
Secondo il navigatore e scrittore francese Moitissier

La vela è una religione … ha i suoi riti. Se fa bello, fa bello. Se c’è vento, c’è vento. E se non c’è vento, si aspetta, si sorveglia. Hai fame, mangi. Hai sete, bevi. Ti prende sonno, dormi. È una scuola di pazienza.”

Vero. Non solo, è anche e soprattutto una scuola di vita.
L’equipaggio è una famiglia, quando è il momento di condividere la quotidianità lungo il viaggio. E’ una squadra, quando si deve raggiungere il porto e mantenere la rotta.

Ringhio

Gemini 3

I ragazzi della Four Sailing hanno capito che, senza snaturare il vero significato della navigazione a vela, su questo tipo di barche si può fare tutto: dalla scuola per patenti nautiche alle vacanze in traversata, dalle degustazioni enograstronomiche agli eventi letterari. E si. Proprio gli eventi letterari. Da un’idea di Teti nasce “Il mercoledì letterario”, quattro appuntamenti nel mese di giugno che vedono salire a bordo delle barche di Rik e Lamb scrittori noti o emergenti, pronti a presentare il loro libro a chi si prenoterà per la passeggiata al tramonto. Un’idea pazzesca e bellissima allo stesso tempo. Vincente.

Il primo a salire a bordo è stato il noto giornalista Michele Cucuzza. E già, l’evento è partito alla grande con la presentazione in mare aperto del libro “Gramigna” (Edizioni Piemme)  in cui Michele racconta la storia di Luigi Di Cicco, un ragazzo campano, figlio di un boss appartenente a uno dei più grandi clan camorristici dell’aversano. Il libro testimonia la sua fuga dalla camorra alla ricerca di una vita diversa, pulita. Legale.

Michele al Timone

Una volta a bordo, dopo aver veleggiato alle pendici del Conero con una sfida al’ultimo nodo tra Gemini, timonata da Michele Cucuzza, e Ringhio del Comandante Rik,  Michele stesso ha voluto fortemente collegarsi telefonicamente con Luigi. Voleva far sentire al pubblico presente la viva voce di colui che ce l’ha fatta. Luigi è riuscito a costruirsi il proprio destino. Oggi è un onesto e stimato ristoratore di Civitavecchia. Si è fissato l’obiettivo di una vita leale e lo ha raggiunto.

Presentazione Gramigna

Luigi Di Cicco in collegamento telefonico

Michele a bordo

Voleva percorrere un cammino stretto e complicato ma onesto, lontano dalle orme di suo padre che ama e rispetta nonostante tutto, ma del quale non condivide le scelte di una vita, facile, una strada “larga” ma sporca. Che profuma di soldi e potere ma puzza di sangue.“Tutti ci meritiamo il meglio” – scrivono Michele e Luigi nel libro – “per riuscire ad ottenerlo, tocca a noi impegnarci personalmente.”

Un libro che ha portato a bordo speranza, che guarda al futuro con la sete di migliorare il nostro paese. Con la voglia di incoraggiare i giovani a credere nelle loro capacità.

Un libro che da oggi profuma di mare.

Gramigna a bordo

 

 

 

 

 

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