Lo ammetto, pur vivendo all’estero da qualche anno ormai, non mi perdo una puntata di Amici. La De Filippi ha quel potere di farmi sentire a casa, con il suo fare calmo calmo, la sua sensibilità posata, i suoi modi eleganti e la “R” moscia.

Trasmissioni come Amici palesemente strumentalizzino persone e racconti ai fini degli ascolti per inserire la “nota profonda” tra un momento frivolo e l’altro, si sa. Però, a volte, qualche storia si rivela davvero significativa oltre la discutibile fonte che la trasmette. Questo, a mio avviso, ne è un esempio.

Durante la semifinale di Amici, Maria ha introdotto un intervento di Roberto Saviano che ha raccontato a sua volta la storia di Michaela Deprince, una ballerina ventenne originaria della Sierra Leone, adottata da bambina da una famiglia americana dopo un’infanzia segnata da dolore e sofferenze indescrivibili, quasi impossibili da immaginare per la persona media nata e cresciuta nel mirabolante primo fottuto mondo (in questo caso, parlo proprio di me).

È una storia che provoca dolore fisico al solo ascoltarla, fa urlare lo stomaco… finché la sua stessa protagonista, con gli occhi sorridenti e intrepidi, guarisce le ferite dello sconcerto e dello sgomento con parole buone, calde, terapeutiche. È una donna, una ballerina e una vincitrice nata dove vincere, di solito, non si può. Questa è la sua vita del passato e del presente, un regalo non solo nella narrazione, ma nel suo potentissimo messaggio.

Vi invito a vedere l’intervento di Roberto Saviano seguendo il link sottostante e, per chi volesse ho aggiunto anche il link ad un intervento di Michaela stessa a TedX Amsterdam (in inglese).

http://www.wittytv.it/amici/roberto-saviano-e-il-talennto-di-michaela-deprince/541387/

Vorrei lasciarvi solo con un piccolo pensiero, quello che la storia di Michaela ha lasciato in me: le cose straordinarie non capitano a tutti, ma possono capitare a tutti. E fra le cose straordinarie la felicità, intesa in qualunque modo vogliate… Non è mai semplicemente donata, è sognata, voluta, sofferta, ottenuta, condivisa, persa, riconquistata, ancora persa, di nuovo sognata e voluta e sofferta e ottenuta e niente di tutto questo è facile. Ogni giorno, con piccoli o grandi scelte e azioni, partendo dal basso o dall’alto, siamo chiamati a lottare per quella felicità. Nessuno di noi è solo in questo.

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM ANNA BALDISSERA

ENTRA NELLA COMMUNITY