Sciarada

Gli Imbruttiti per Gushmag

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 In 7 mesi 170.000 followers, dai 35 ai 45 mila ne parlano quotidianamente, picchi d’utenza di due milioni su 14/15 attivi su Fb con la prospettiva di raddoppiare i numeri nel giro di un anno.
Dati da lasciare senza parola, come di certo non è lui: il Milanese Imbruttito, la voce di tre ragazzi che – a detta loro – tra corsie dell’esselunga e sciaverde in circonvalla cercano di portare avanti un vero studio sociologico, nato dalle ceneri della comicità meneghina.

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Eventi, magliette, agende e un cocktail tutto vostro: non male per tre imbruttiti, no?
No, tutt’altro, il cocktail poi era la naturale degenerazione di un movimento che si fonda sull’ora dell’aperitivo. La Milano che beve.

Perché avete deciso di dare voce al Milanese e non ad altri?
Perché Milano è ricca di stereotipi e con una cultura autoironica fortissima, purtroppo decaduta negli anni. Iannacci, lo Zelig, il teatro Derby, tutta quella scuola ci ha ispirati e, inconsapevolmente, anche l’utenza voleva e vuole questo. Tutti si rivedono in questo personaggio imbruttito, sia in negativo – negandolo, sia in positivo – ritrovandosi. In questo gioco dei ruoli noi autori siamo super partes e non dare mai un volto è stato fondamentale per portare avanti il gioco.

Quindi Il Milanese Imbruttito chi è?
È tutti e nessuno. Non ha un’identità perché ha l’identità di tutti.

Più di una volta avete detto che questo progetto nasce dai postumi di una sbornia. Come si passa da cercare di sopravvivere all’hanghover a una progetto così?
Perchè tutti si rivedono in questo personaggio imbruttito, sia in negativo – negandolo, sia in positivo – ritrovandosi. In questo gioco dei ruoli noi autori siamo super partes: non dare un volto è stato fondamentale per portare avanti il gioco. Siamo riusciti a fidelizzare i nostri followers, dA qui poi abbiamo creato un marchio e il resto è venuto da sé. Per essere più chiari: la prima linea di magliette è arrivata da una domanda specifica dei ragazzi che ci seguono, come l’agenda e come ci stanno chiedendo l’app: diamo alla gente quello che ci chiede.

Fate breccia con una sorta di populismo che in una realtà di fashion blogger, designer e creativi, dove vi colloca?
In un mondo che vuole l’apparire a tutti i costi noi andiamo in controtendenza, facendo vivere un concetto: il Milanese Imbruttito.

Secondo voi fate ridere?
Non saprei, lavoriamo su larga scala, tante volte quello che fa ridere noi non fa ridere tutti, ma in media si: siamo simpatici. Prendiamo in giro una metropoli che poi metropoli non è: non siamo a New York, che cazzo te ne vai in sbattimento per il traffico.

Il mito indiscusso?
Non c’è, se non quelli che vediamo tutti i giorni tra le mura dell’ufficio, che poi è dove il Milanese Imbruttito si è incubato. Il mito è l’eroe di ogni giorno: il supereroe metropolitano, quello che si è fatto car to go e non lo usa, che c’ha le call, che conosce tutti e nessuno.  Ah, viaggia in Smart sia chiaro.

Una sera con: Fabio Novembre, Lapo – per gli amici Laps – o Bobo Vieri?
A parte che Lapo Elkan è di Torino e Fabio Novembre è un giargiana, se proprio proprio dobbiamo scegliere allora aperitivo al Pandenus con Vieri: Bobo uno di Noi. A meno che non si possa scegliere tutti e tre; possiamo?

…no…
Domanda ricorrente che vi fanno?
Chi ha avuto l’idea e da dove è nata. Come ti abbiamo detto la gente vuole dare un volto alle cose: il segreto è non darglielo.

Perché imbruttito e non altro?
Perché ci faceva ridere ed è una parola sottovalutata. Sai qual è il motto dell’imbruttito?

Eh, no.

Fare meno per fare di più: semplici ma mai banali.
Il Milanese imbruttito è uno e trino, è un’attitudine. Imbruttiti non si nasce ma si diventa, la speranza di diventare imbruttiti è aperta a tutti; è così che un movimento funziona. Chi la ama, chi la odia però tutti vogliono appartenere a questa città.

Quindi il passepartout del social media manager è?
Ironia e autoriconoscimento, che generano condivisione.

A chi dice che siete dei geni cosa rispondete?
Non abbiamo inventato nulla, solo messo nero su bianco quello che ci passava sotto gli occhi; il nostro pregio è avere un po’ più spirito di osservazione in una città in cui la gente non si sofferma più su nulla.

Quante richieste di collaborazione?
Tante

Chiara_Biasi_Mi

E una come Chiara Biasi?
Un buon volano per vendere 200 magliette, è un personaggio influente in un settore che non è il nostro. Lavorare in sinergia con chi è capace in campi che non ti appartengono può essere solo positivo e premia, di sicuro più del prendersi troppo sul serio, come in tutto.

Mi sono sempre chiesta: il milanese imbruttito ascolta la musica?
Si ma non sappiamo cosa, effettivamente è uno dei lati oscuri. Di sicuro gli piace cantare le canzoni che conosce.

Però voi fate anche radio ora, giusto?
Si, ogni martedì con Selvaggia Lucarelli e Fabio de Vivo su M2o. Ogni settimana lanciamo dalla nostra pagina un tema su Milano e attraverso la radio cerchiamo di espanderlo in tutto il resto d’Italia. Cerchiamo di sapere quali abitudini coincidono e quali divergono, per dare uno spaccato della società.

 

Sembra avere il carattere di un vero studio sociologico.
Si, esatto: questa è la cosa più interessante per noi.

Mi dicono salirete in Cattedra, è vero?
Si, è in programma, dovremmo tenere una lezione come veri docenti universitari sulle strategie social, speriamo di riuscire a concretizzare entro la fine del 2013.

Il film cult del MI?
Il Ragazzo di campagna: li dove tutto si era fermato, quando Milano era ancora il punto di riferimento per la comicità. Poi il DoguiGuido Nicheli – in tutte le sue declinazioni. Un genio. Ma anche “Tifosi”: ci sono dei film fantastici.

Di Milanese imbruttito si campa?
No, almeno per ora: ognuno di noi ha anche un lavoro vero. Molto presto cercheremo di campare di imbruttimento.

Quindi tutto per fama e onore….
Per intrattenimento e celebrità, ti diremo di più: l’intrattenimento social, legato a un concetto non a un volto. Il MI prende più like di molte società o multinazionali, pazzesco.

Come la volete concludere questa intervista?
Ringraziando Milano perché in tutti i suoi sbattimenti ci sta facendo divertire. Ringraziamo la pioggia, il Blackberry, gli sbatti, la metro piena di lunedì e tutte le tue giornate che TU non puoi capire.

Mi raccomando il panta, bello dritto.

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