Figli delle stelle

Gli anni 80 eran tanto tempo fa

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Sono nato nel 1977, l’anno in cui è uscito il singolo di Alan Sorrenti che dà il nome a questa rubrica. Figli delle stelle. Stelle cosmiche, comete durate poco, ma piene di succo da spremere, stelle con punte insanguinate per qualcuno e luccicanti e strobo per altri. Personaggi simbolo che oggi fanno ridere, ridicoli in tutto il loro colore, nella loro esuberanza eccessiva. Ma anche no. Come diceva molti anni dopo in una memorabile battuta di Aprile Nanni Moretti: “non c’entra però c’entra”. Lui parlava della mutazione dei giovani comunisti degli anni 70, che guardavano a Fonzie come modello culturale.

Allo stesso modo il singolo di Sorrenti fa uscire dalla finestra le velleità riformiste post-sessantottine e le fa rientrare dalla porta vestite di paillettes, pronte a ballare senza porsi troppi problemi ideologici sulla bontà o meno del dancefloor.

Lo slogan “anni 80” è simbolo di yuppismo, moda, edonismo, Milano da bere, paninari, valanghe di suoni elettronici e nuovi modi di farsi i cazzi propri lasciando molte volte da parte la politica per uno svacco/  disimpegno totale. Marketing spinto per una tag che oggi è tornata di moda: le spalline, i cocktail e tutto quello che girava intorno allo spirito di quel tempo si è trasformato in retrofilia che in quella magica decade trova ancora tantissimo da cui attingere per nuovi spunti, siano essi memorabili o meno.

Nel mondo succedono cose pazzesche. Negli Stati Uniti inizia l’era Reagan, muore Bob Marley, Gorbačëv viene eletto segretario generale del partito comunista in Unione Sovietica, sangue in piazza Tienanmen a Pechino, caduta del muro di Berlino, scoperta del buco dell’ozono, esce il Commodore 64. In Italia cade l’aereo a Ustica, un terremoto devasta l’Irpinia, sparano a Papa Giovanni Paolo II, muore Berlinguer, esce Il nome della Rosa di Umberto Eco e la nazionale di calcio vince i mondiali nel 1982.

Con questa rubrica cercherò di parlare dei musicisti più rappresentativi di quell’epoca, puntando principalmente sull’Italia. Tenterò anche di trovare i punti di contatto con le realtà britanniche o americane, non focalizzandomi solo sulla musica: qualche volta capiteranno fra le mani anche vecchi VHS smagnetizzati di cui sarà doveroso parlare. Sigla!

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