Odio i ricci

Giuliano Sangiorgi: vi racconto la mia San Francisco

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Un album in classifica da un anno, un tour (ri)partito da poco e come sempre tante, tantissime cose da raccontare. Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, ci ha parlato del suo viaggio a San Francisco e di moltissimo altro, durante un tour che porterà la band in giro per tutta Italia, “Door-to-door”, come dice lui. Giuliano è una persona speciale, una persona che vive di emozioni e che riesce a trasformarle in musica in modo naturale e magico, come in pochi riescono a fare, sarà per questo che “La Rivoluzione sta arrivando” è arrivato dritto al cuore della gente e ci è rimasto.

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‘LA RIVOLUZIONE STA ARRIVANDO’ E’ USCITO DA UN ANNO ED E’ ANCORA IN TESTA ALLE CLASSIFICHE, COSA MOLTO RARA, SOPRATTUTTO IN QUESTO PERIODO. PER CHI VI ASCOLTA, E’ STATO UN ALBUM MOLTO IMPORTANTE, E PER VOI, QUANTO LO E’ STATO?

“La Rivoluzione sta arrivando” è un album molto importante per noi, è una sintesi di tutti i nostri album. Dice esattamente da dove arriviamo e dove vogliamo andare. Dopo tutto questo tempo, sta andando ancora molto bene, ma la cosa bella non sono i numeri, è l’onda di affetto che come ogni volta ci travolge e noi, come ogni volta, ne siamo meravigliati. Ogni brano di questo disco per me è importante. Ho capito tanti anni fa, quando ho scritto “Scusa se non piango”, contenuta in “000577”, che ogni canzone mi deve dare un’emozione forte sempre, quando la scrivo e quando la interpreto. Quel nodo in gola che sento quando scrivo, devo provarlo tutte le volte che entro in contatto con quel brano. Così volevo scrivere e così ho iniziato a scrivere. Altrimenti niente ha senso. In questo album, una delle canzoni che più sento vicina è “Il posto dei santi”, una sorta di rap melodico. Io ho sempre amato il rap, pensa che a otto anni ho acquistato il disco di Public Enemy!

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I NEGRAMARO SONO IN PIENO TOUR, MA TU SEI UNO DI QUELLI CHE FA QUESTO LAVORO PROPRIO PER I LIVE? PREFERISCI LA FASE “ON THE ROAD” O QUELLA CREATIVA?

Quando scrivo, vorrei andare in tour e quando sono in tour, vorrei andare a casa per scrivere! Amo tantissimo la parte “On the road” del mio lavoro, ma a volte mi sento un po’ “imbrigliato” perché non posso scrivere ogni volta che voglio. Nel tour scorso però mi sono organizzato e ho registrato di notte in albergo tutto quello che mi veniva in mente! Durante il tour vivi delle fortissime emozioni che devi mettere in musica immediatamente. Ogni tanto registravo dei video notturni in cui cantavo e li pubblicavo direttamente sui social con l’hashtag #roomservicesong. Io ho proprio bisogno di scrivere, se tengo tutto in testa scoppio! Il tour è ripartito da poco e sono felice perché tocca molte città in cui non andavamo da molto tempo. È una splendida avventura, andare dai nostri fan “Door-to-door” è una cosa fantastica.

VIAGGI MOLTO, PER LAVORO E PER PIACERE. C’E’ UN POSTO CHE TI E’ RIMASTO NEL CUORE? UN POSTO CHE CONSIGLIERESTI AI NOSTRI LETTORI DI VISITARE?

Ho una passione incredibile per gli Stati Uniti e una città che mi è rimasta nel cuore è indubbiamente New York, luogo in cui si respira un’energia davvero particolare. Ma il viaggio che ricordo con più amore, è sicuramente quello che ho fatto a San Francisco. Ci sono rimasto per tre mesi perché abbiamo registrato “La Finestra” proprio lì. Grazie al lavoro che faccio, ho la possibilità di “vivere” i posti in cui vado, non solo di fare un viaggio. Ed è così che amo conoscere il mondo, non sono un turista modello, non prendo la cartina della città e sottolineo musei e cose da vedere, arrivo, esco, cammino, mi faccio trascinare dagli eventi e dagli odori. San Francisco è una città incredibile, molto rock’n’roll! Il posto che frequentavo di più, era il Vesuvio Cafè (255 Columbus Ave) , il bar in cui andava sempre Jack Kerouac a scrivere. Tutto è rimasto come in quegli anni, nessuno specula su questa cosa anche se potrebbe farlo, invece a parte qualche piccolo ricordo di Kerouac appeso, non c’è molto. Niente di turistico, solo la magia del sapere che lui era un cliente abituale. Andavo spesso anche al Cafè Zoetrope (916 Kearny St.) , il ristorante che Francis Ford Coppola ha in città. Anche se la cosa che preferisco fare quando vado in posti nuovi è farmi invitare a cena dalle nonne delle persone che conosco, è l’unico modo per conoscere davvero la tradizione culinaria del paese! Andavo poi nella zona Haight-Ashbury, centro del movimento hippie negli anni ’60 e ora quartiere pieno di edifici colorati, negozi nostalgici con abiti vintage e locali variopinti. Il posto magico in cui mi rifugiavo a San Francisco era la casa che avevamo affittato, il giardino finiva nell’acqua del Golden Gate Bridge! Poi un giorno, ho sentito Fabio Volo e ho scoperto che anche lui era a San Francisco, in mezza giornata ci siamo organizzati e siamo partiti in Motorhome, abbiamo fatto San Francisco – Las Vegas – Los Angeles. Un viaggio del genere ti fa sentire in un film, intorno solo deserto e ogni tanto un distributore di benzina, esattamente come si vede al cinema. Indimenticabile!

 

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www.negramaro.com

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