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Giudicare un libro dalla copertina

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La copertina di un libro ha per me da sempre un fascino misterioso.
La sua funzione primaria e originale è quella di proteggere un libro, di custodirne gelosamente le parole, i versi, le idee. Con l’invenzione della stampa essa ha assunto anche e sempre di più un ruolo commerciale: l’importante compito di far desiderare il libro al lettore, da un semplice e fugace primo sguardo. Un compito arduo, un compito d’artista, una scelta editoriale fondamentale. L’avvento di questo mercato di massa coinvolge tutti gli aspetti del libro come la tiratura, il prezzo, la struttura ma anche “la presentazione grafica e materiale del libro: l’illustrazione, la legatura […]. I progressi della legatura industriale […] permettono allora di proporre, a un prezzo modesto, volumetti elegantemente rilegati e illustrati […]”*.

Il fenomeno delle copertine è stato sicuramente amplificato dalla musica, dal momento in cui il disco Long Playing entra in circolo, nel 1948, e in particolare con l’affermazione del rock’n’roll, negli anni 50, quando l’importanza dell’immagine inizia a essere cruciale per il fattore vendite (pensate a Elvis Presley e al divismo che con lui è iniziato).

Album di debutto di Elvis Presley

Grazie all’ampia superficie della loro custodia alcune delle copertine di questi supporti musicali sono entrate nella storia dalla porta principale, fino ad essere equiparate a dei quadri all’interno di un museo, a volte emulandoli o portando la firma di artisti che effettivamente troviamo poi proprio nei musei di tutto il mondo. Chi non conosce la copertina di Sgt. Peppers Lonely Heart Club Band dei Beatles, pur magari non avendone mai ascoltato nemmeno uno stralcio? Se pensiamo a Velvet Underground & Nico che frutto ci viene in mente? Alcune sono diventate talmente conosciute e di moda da essere indossate da teenager che di sicuro non hanno capito il senso di Unknown Pleasures.

E il libri? Per i libri è più difficile entrare nella memoria. Spesso gli editori utilizzano immagini di dipinti classici, quando si parla di un’opera classica. Mentre per i romanzi contemporanei la ricerca sembra essere più varia, sono rari quelli che entrano inequivocabilmente nella cultura popolare. Sapreste elencarne qualcuna di memorabile? Non è semplice, complice anche il fatto che spesso variano a seconda del paese in cui vengono pubblicati. Ma anche se all’apparenza sono genericamente meno memorabili di quelle dei 33 giri, le copertine dei libri entrano comunque nella memoria personale di ognuno di noi, si radicano in qualche oscuro posticino del nostro cervello. Col passare dei giorni e delle pagine, man mano che lo sfogliamo, la copertina di un libro ci diventa familiare, è nostra amica. Ricordo perfettamente la copertina del libro che mi ha definitivamente fatto innamorare della lettura. La facciona di Hemingway sulla copertina del Vecchio e il mare (quando l’ho comprato pensavo fosse solo il vecchio protagonista, non che fosse il buon Ernest). La copertina è lì, e sappiamo che non cambierà mai. Ci dà sicurezza, identifica in modo inconfondibile quello che ci accingiamo a leggere.

A meno che non decidiamo di passare alla lettura digitale, con dispositivi come Kindle, Kobo etc. Si sente spesso dire “eh ma l’odore della carta, eh ma il senso di sfogliare le pagine”. Non è così. Quello che ci manca di più è la copertina e il senso di unicità e di fisicità dell’oggetto che essa conferisce allo strumento libro. Senza di lei, incredibilmente, il libro sembra perdere la propria personalità, o quantomeno parte di essa.
Certo fare l’orecchia su una pagina, sapere “fisicamente” quanto ti manca alla fine del capitolo ha la sua importanza. Ma sono cose di cui io sono riuscito a fare a meno grazie alle alternative fornite dagli ebook reader. Quello che mi mette in difficoltà è la copertina. Non so che “faccia” abbia il libro che sto leggendo. Non so a cosa abbia portato il processo di scelta e mediazione fra l’autore e l’editore, prima di procedere con la stampa. La copertina fa parte del libro. È una parte fondamentale del libro. In alcuni momenti direi quasi che “è il libro”. È impossibile non giudicare un libro dalla copertina. Lei ti entra in testa e rimane lì. “Mi passi il libro il vecchio e il mare? (sì, mi piace Hemingway)”. Qual è? Quello con il vecchio in copertina.

La copertina ci serve per capire quello che stiamo leggendo. Rende “un” libro, “quel” libro. Anzi di più: rende il libro, libro. Un testo infatti “si presenta raramente nella sua nudità, senza il rinforzo e l’accompagnamento di un certo numero di produzioni […] come un nome d’autore, un titolo, una prefazione,delle illustrazioni, delle quali non sempre è chiaro se debbano essere considerate o meno come appartenenti ad esso, ma che comunque lo contornano e lo prolungano, per presentarlo, appunto, nel senso corrente del termine ma anche nel suo senso più forte: per renderlo presente, per assicurare la sua presenza nel mondo, la sua «ricezione»e il suo consumo”**La copertina è il trailer di un libro, con meno tempo di un trailer per farti decidere di acquistarlo.

Tornando alla lettura digitale, io invoco l’aiuto di Amazon & Co. per ridare dignità alla copertina. Fate qualcosa per Dio! Quando sto per coricarmi guardo il comodino e vedo sempre il solito dispositivo: nero, freddo, spento. Ogni sera identico a se stesso. Che io stia leggendo la biografia di Bobo Vieri o “Per chi suona la campana” (sì, è sempre Ernestone) a lui non fa differenza. Ma a chi lo legge cambia eccome. Se leggo la “Recherche” di Proust essa mi terrà compagnia, probabilmente su diversi volumi, per mesi e mesi. La sua immagine è importante perché entra nella mia vita per un bel po’, adorna la mia stanza da letto al pari di un quadro. Anche per questo tutti noi, più o meno consciamente, tendiamo a giudicare un libro dalla copertina. E io voglio continuare a farlo. Jeff Bezos fai qualcosa per favore. Grazie.

E voi cosa ne pensate delle copertine? Le guardate prima di comprare un libro? La vorreste anche sul Kindle?

*F. Barbier, Storia del libro: dall’antichità al XX secolo.
**G. Genette, Soglie: i dintorni del testo.

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