Arte in pillole

Gioielli d’Italia: Il medioevo a… Cividale

0
Like

Da oggi il nostro percorso prenderà il nome di “Gioielli d’Italia: il medioevo a…” e cercheremo di andare a visitare le città che hanno avuto più caratterizzazione da questo periodo.
Salvo imprevisti, dò ufficialmente il via al nostro tour tutto italiano!

La culla, il luogo nel quale si hanno le prime testimonianze è Cividale del Friuli.
Sì, i Longobardi, nel 568 quando scendono dalla Pannonia e arrivano in Italia, decidono di dare vita alla loro civiltà dividendo i territori in Langobardia Major, dove la città più importante diventa proprio Cividale, e in Langobardia Minor, dove la capitale è Spoleto.

Cividale del Friuli è un piccolo borgo fortificato, fondato nel 50 a.C. da Giulio Cesare e per l’appunto diventata la capitale settentrionale del regno longobardo, la storia della cittadina viene inoltre scritta dai Franchi, dal Patriarcato di Aquileia, dalla Repubblica Veneziana, dagli Austriaci, fino al 1866 quando entra a far parte del Regno d’Italia. Come tutte le città del nord, è fortemente segnata dalla storia del Novecento perché è geograficamente situata in un punto strategico e non solo, fungeva da base logistica sia per i soldati che partivano per il fronte che per quelli che vi tornavano.

Divenuta precedentemente Capitale Culturale per il Friuli Venezia Giulia, dal 2011 è anche stata istituita Patrimonio dell’Unesco.
Insomma, è uno di quei borghi tutti da scoprire, ricco di arte e tradizione: dai monumenti alla cucina.

Purtroppo, in questa rubrica mi soffermerò solo sull’arte medievale che Cividale custodisce, ma se siete curiosi vi invito a visitare il sito del Comune.

Proprio sulle sponde del fiume Natisone, sorge un Monastero, denominato anche Tempietto di Santa Maria in Valle, zona nella quale fino all’arrivo dei Longobardi sorgeva la Corte Regia, ovvero la sede amministrativa dei possedimenti del re a Cividale e nel ducato friulano.
Tempietto di Santa Maria in Valle sul Natisone

Il Tempietto è un piccolo edificio comporto da un’aula quadrangolare (zona adibita alle monache per la preghiera) e un presbiterio (dove stavano, come indica il nome, i preti più anziani, ovvero i celebranti) con l’altare.
L’aula quadrangolare è la parte di maggior interesse artistico poiché detiene una particolare decorazione (andata in parte perduta).
Aula quadrangolare

La parete occidentale è quella rimasta più intatta e presenta tre fasce decorative:
in alto, ai lati di una finestrella ad arco decorata riccamente con motivi vegetali stilizzati, vi sono sei figure femminili, scolpite a grandezza naturale, inserite tra due fasce orizzontali di fregi con motivi a stella.
Le due statue più vicine alla finestra sono rivolte verso essa, come per accogliere la presenza divina che si manifesta tramite la luce, le altre quattro, in posizione frontale, portano in mano corone di martiri e una crocetta latina.
Queste statue sono nominate “sante regine” per via del modo in cui sono vestite: due indossano il lòro dell’imperatrice romano-bizantina, mentre le altre indossano un abito di alto rango.
Tale decorazione lussuosa in un monastero è decisamente inadeguata, anzi, è piuttosto un ossimoro, ma c’è da dire che questo tempietto era stato eretto per accogliere le figlie dei duchi che non sposandosi erano destinate alla vita monacale, quindi per quanto fosse un luogo religioso era comunque benestante.
Fascia alta di decorazione: sante regine
Particolare: Sante regine

– la fascia intermedia presenta invece affreschi all’interno e ai lati di lunette racchiuse da archi in stucco. I personaggi raffigurati sono principalmente il Cristo imberbe, sopra l’ingresso principale, gli arcangeli Michele e Gabriele, angeli e santi.
Particolare: affresco in lunetta, Cristo tra gli Arcangeli

in basso invece la parete era interamente mosaicata, ma purtroppo questo particolare è andato perduto.

Diversi elementi di datazione fanno presumere l’erezione del Tempietto attorno alla metà del VIII secolo, in particolar modo la presenza degli stucchi e dei motivi a treccia o a fiori con incastonati vetri colorati: stili decorativi tipici dell’oriente, ma essendo un periodo in cui le maestranze e gli artisti circolavano di zona in zona, oltre a trovare similitudini tra i luoghi si può notare una certa commistione di diverse tecniche.
Come se i motivi orientali fossero stati disposti alla maniera longobarda.

I longobardi, infatti, a dispetto di quanto si pensa di questo popolo, in termini di fioritura artistica, sono molto aperti all’innovazione (mantenendo comunque le tradizioni) soprattutto dopo la loro conversione al cattolicesimo che favorisce il processo di assimilazione della cultura e dell’arte romana.

Interessanti sono i reperti più antichi trovati a Cividale, confrontati con le opere postume all’approccio con la civiltà romana!

Ma di questo, ne parleremo lunedì prossimo!
Buon lunedì culturale con Gushmag!

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM CRISTINA ANTIGO

ENTRA NELLA COMMUNITY