Gianni Boncompagni, il rivoluzionario della radio italiana

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Gianni Boncompagni, morto nella giornata di Pasqua all’età di 84 anni, è stato il vero pioniere della radio in Italia. Ripercorriamo insieme le sue idee innovative che negli anni hanno fatto la storia.

Nella giornata di Pasqua è venuto a mancare Gianni Boncompagni, pioniere della radio in Italia. Colui che aveva dato inizio ad un corso, che con il passare del tempo ha determinato le radici della radio moderna.

I giovani forse non lo sanno, ma la radio di oggi deve tanto a lui. Con le sue idee innovative è riuscito a introdurre un nuovo modo d’intenderla.

Tutto partì negli anni ’60, l’epoca d’oro dove radio e tv iniziavano a delinearsi. Gli show radiofonici incominciavano a strizzare l’occhio alla musica oltre confine, per questo nacque l’idea di creare un programma per i giovani. Da lì iniziò l’era di Bandiera Gialla.

L’era di Bandiera Gialla

A tutti i maggiori degli anni 18, a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi.

Iniziava così Bandiera Gialla, il programma ideato da Gianni Boncompagni e Luciano Rispoli, che andò in onda dal 1965 al 1970 sul Secondo Programma Rai (l’attuale Radio 2).

Lo show era a cadenza settimanale e veniva condotto dallo stesso Boncompagni con la partecipazione di Renzo Arbore. Durante la puntata venivano presentate 12 canzoni inedite e il pubblico presente in sala (composto da 40 adolescenti) doveva decretare il Disco Giallo, cioè il brano preferito in base ai loro gusti.

Bandiera Gialla divenne un vero e proprio fenomeno di costume, che portò una grossa rivoluzione anche nel mondo della discografia, promuovendo artisti che fino a poco tempo prima erano sconosciuti al popolo italiano.

Da sinistra Gianni Boncompagni e Renzo Arbore.
Da sinistra Gianni Boncompagni e Renzo Arbore.

Gli ascoltatori diventano protagonisti con Chiamate Roma 3131

Quando diciamo che Gianni Boncompagni è stato il pioniere della radio moderna, non ci riferiamo solamente all’introduzione della musica internazionale nei palinsesti radiofonici italiani. Grazie a lui nacque anche il concetto di “interattività con il pubblico”.

In seguito all’esperienza con Bandiera Gialla iniziò la sua avventura sull’attuale Radio 1, con il programma Chiamate Roma 3131. Questo show era il più ascoltato in Italia, con un pubblico pari a 10 milioni di ascoltatori.

Per la prima volta l’ascoltatore entrava in diretto contatto con il proprio programma preferito, cosa che oggi accade normalmente. Il tutto fu abbastanza rischioso, anche perché le telefonate non venivano filtrate da una redazione, ma l’esperimento riuscì comunque alla perfezione.

I conduttori della prima edizione di Chiamate Roma 3131. Da sinistra: Gianni Boncompagni, Federica Taddei e Franco Moccagatta
I conduttori della prima edizione di Chiamate Roma 3131. Da sinistra: Gianni Boncompagni, Federica Taddei e Franco Moccagatta

Il ritorno con Arbore in Alto Gradimento

L’esperienza di Gianni Boncompagni con Chiamate Roma 3131, durò solamente per una stagione. Dal 1970, e nei 6 anni a seguire, tornò in onda su l’attuale Radio 2, insieme al suo compagno fidato Renzo Arbore, con lo show Alto Gradimento.

Furono i primi a portare un programma comico, goliardico e demenziale nel mondo della radiofonia italiana. Tanti programmi di oggi si sono ispirati a quel genere lì. Nacquero tanti personaggi, che fecero la storia di Alto Gradimento. Il successo di tale genere non venne ben visto da alcuni dirigenti Rai, infatti si narra che le registrazioni del programma vennero bruciate da uno di questi, perché i protagonisti vennero ritenuti “dei semi imbecilli”.

La reunion del cast di Alto Gradimento. Da sinistra: Mario Marenco, Franco Bracardi, Gianni Boncompagni e Renzo Arbore.
La reunion del cast di Alto Gradimento. Da sinistra: Mario Marenco, Franco Bracardi, Gianni Boncompagni e Renzo Arbore.

Ecco perché la radio di oggi deve tanto a Gianni Boncompagni, il primo vero rivoluzionario della radio in Italia.

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