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Germania-Italia 7-6 (dcr): le pagelle

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Euro 2016 | Germania-Italia 7-6 (1-1) dopo i calci di rigore: che sofferenza!

Ai quarti di finale di Euro 2016, la Germania batte l’Italia confermandosi campione del rigore. Non solo quello economico-finanziario imposto dalla cancelliera Angela Merkel ma anche quello tirato dagli 11 metri.
Doveva essere una partita scontata ed invece la Germania ci ha perfino temuto. Non è stata una vittoria facile. Anzi. Ai campioni del mondo in carica ci sono voluti diciotto (18!) calci di rigore per accedere alle semifinali. E parliamo chiaro: nei 120′ di gioco è stato pareggio. Quindi, non ci hanno battutto alla fine. Neanche questa volta. Riescono a passare il turno, ma soffrendo come non si immaginavano.
Però rimane tantissima amarezza. Almeno a me.
Perché gli 11 operai del CT Antonio Conte nonostante la conclamata inferiorità, se la sono giocata senza timore. La Germania campione del mondo, quella dell’1-7 al Brasile passato alla storia come il Mineirazo pareva una montagna invalicabile.
Perché Conte ha impostato la partita con l’unico obiettivo di annullare l’avversario, finendo però di annullare anche la sua squadra. Capisco la superiorirà dell’avversario, ma le partite si vincono tirando in porta e se non fosse stato per il cervello di Jerome Boateng che all’improvviso ha deciso di prendersi una pausa, l’Italia non avrebbe mai tirato in porta.
Perché una volta ripresa la partita per grazia ricevuta e finita ai rigori, bisogna cercare di essere concreti.  I rigori non non sono una lotteria. L’ho sempre pensato: non  è questione di culo. Calciare un rigore fa parte dell’educazione tecnica calcistica. Dei così detti fondamentali, perché è un tiro in porta. Da fermo. Certo ci sono anche altre variabili da valutare, come la lucidità mentale. E il carattere. Graziano Pellè aveva sui piedi la palla buona per il miracolo. Ha dimostrato che anche per i miracoli c’è un limite, come perl’intelligenza.
Se questa partita doveva essere spiegata ai bambini, mi vengono in mente le tante favole di mostri: le favole non insegnano ai bambini che i mostri non esistono ma che i mostri possono essere sconfitti. Se hai carattere.
Dicono tutti che siamo usciti a testa alta. A me sta molto sulle scatole questo modo di dire. Perché nasconde una certa quantità di rimpianti. E’ vero, hanno giocato due partite in più di quello che si pensava. E’ già stato tanto. Ma quando porti i campioni del mondo a rigori, insomma, cerchi di giocartela meglio.

Germania-Italia 7-6: le pagelle

Buffon: la nazionale italiana di calcio è arrivata fino ai quarti finale di Euro 2016 anche grazie alle sue parate. Ci tiene in partita con un altro miracolo su un colpo di tacco di Mario Gomez. Para quello che riesce ai rigori. Quello di Hector gli passa sotto il corpo. Voto: 10

Barzagli: forse non molti si rendono che Barzaglione è uno dei migliori difensori del mondo, uno dei migliori della storia del calcio italiano. E’ una certezza. Calcia un rigore delicato con tranquillità ferale. Voto: 9

Bonucci: immemore del pallone calciato alle stelle nella semifinale di Continental Cup nel 2013, si prende la grandissima responsabilità di calciare un rigore delicatissimo. Peccato per quello sbagliato dopo. Voto: 8

Chiellini: non pare nemmeno lui. Lucido e pulito (soprattutto) in ogni intervento. Cede solo alla fatica di un Europeo che lo ha spremuto. Voto: 8

Zazza (dal 124°): non è tanto la rincorsa, ma è come calcia il pallone che non si può vedere. Appena tornerà in Italia per lui sarà vacanza. Neanche da dire che fuggirà a Maracaibo. Zazzà! Voto: 5

Florenzi: si sostituisce a Buffon deviando con un tacco volante degno di Holly e Benji un tiro di Muller che era già in porta. Alla fine muore anche lui e deve essere sostituito. Voto: 7

Darmian (dall’87°): un cambio scritto, come tutti quelli di Conte. Entra perché Florenzi ha finito la benzina. Non è proprio l’amuleto di Conte. Lo sbrana nella prima partita, lo tiene in panchina per le successive. Lo manda in campo per necessità. Sbaglia il rigore decisivo. Ma si prende la porca responsabilità di tirarlo. Gioca nel Manchester United. Chissà perché le squadre italiane lo snobbano. Voto: 6

Sturaro: come nella Juventus, gioca solo se tre o quattro compagni sono rotti o squalificati. Così entra in campo con poco o niente ritmo partita. Ma lui sopperisce con la sua solita grinta, finché ne ha. Voto: 6

Parolo: uno che alla celebrità preferisce la concretezza. Gioca in silenzio mettendoci le pezze. Dal Cesena dove giocava pochi anni fa, a segnare con freddezza un rigore pesante al portiere campione del mondo. Complimenti. Voto: 7

Giaccherini: cinque partite giocate senza tregua si fanno sentire anche per lui. Si da alla causa: difendere invece di attaccare. Poca lucidità che meno male si tiene per segnare il rigore nella lunga serie dei diciotto. Se si pensa che gioca nel Bologna e non in chissà quale pseudo blasonato club di livello internazionale… Voto: 7

De Sciglio: qualcuno lo ha indicato come l’erede di Maldini. Ha vinto niente in confronto a Paolino ma la qualità c’è. Corsa e tanta personalità: vedasi il rigore calciato contro il (secondo) portiere più forte del mondo. Voto: 7

Pellè: Conte gli ha regalato popolarità andandolo a scovare in Inghilterra. Snobbato dai club italiani (qualche esperienza, alquanto infausta in Serie A) e dalla stampa italiana. Dovrebbe essere riconoscente. Invece, davanti al (secondo) portiere più forte del mondo, fa il gradasso e non becca nemmeo la porta. In tutto il torneo non ha stoppato giusto un pallone per facilitare i compagni. Sta bene dove sta. Anzi, anche troppo! Dovrebbe accendere un cero alla Madonna! Voto: 3

Eder: conferma che è quello che ha giocato nell’Inter: inconsistente, sopravvalutato. Mica perché é brasiliano deve per forza essere un campione. Non lo è. Basta. Inutile insistere. Voto: 4

Insigne (dal 111°): perché? Perché tenere in panchina un giocatore di talento (visto che manca…) capace di saltare l’avversario e di creare superiorità numerica? Tira il primo della lunga serie di rigori quasi da freddo. Lo scugnizzo lo è di più. Voto: 7

Conte: non ho  mai nascosto la mia contrarietà a questo allenatore. Mi rendo conto di essere impopolare dopo tutti gli elogi che Conte sta ricevendo. Ma non mi piace. Saprà tirare fuori il talento da ogni suo giocatore, ma a costi elevati. Ha una gestione della rosa limitata, dando fiducia piena a 11 giocatori e considerando poco gli altri. Questo porta a un sovraccarico per chi gioca e ad una scarsa preparazione psico-fisica per chi deve subentrare.
Parte della sconfitta è anche sua. Probabilmente al Chelsea vincerà. Ma sono capace anche io se il presidente mi compra certi giocatori. Voto: 4

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