Scienza & Gnorri

Futurama tra scienza e fantascienza – Vol. 1

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Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di Scienza & Gnorri, l’ultima prima della pausa estiva. Oggi dedicheremo la rubrica ad uno dei cartoni animati più riusciti negli ultimi anni: Futurama. In particolare ci concentreremo nel rapporto tra la vera scienza e la sua rappresentazione nel cartone. Benvenuti dunque a Futurama tra scienza e fantascienza.

Partiamo facendo un piccolo recap della trama di base del cartone: Philip J. Fry, alla vigilia del 1° gennaio 2000, finisce accidentalmente dentro una capsula per il sonno criogenico. Si risveglierà ben mille anni dopo, il 31 dicembre 2999.

Futurama tra scienza e fantascienza - Criogenesi

Futurama tra scienza e fantascienza – Criogenesi

Proprio da qui partirà la nostra analisi: Fry capitombola all’interno di una capsula criogenica. La domanda quindi è: cos’è la criogenia? Esiste davvero? La criogenia è una branca della fisica che tratta le temperature molto basse, la loro produzione, l’applicazioni in altri campi e il comportamento dei materiali in tali condizioni. Con temperature basse intendiamo al di sotto dei -150° C. Il sonno criogenico, chiamato anche ibernazione, è invece una condizione biologica in cui le funzioni vitali di un corpo vivente vengono ridotte al minimo. Forse vi ricorderete la puntata dedicata ai Tardigradi. Alcuni scienziati avevano tentato con successo di ibernare e poi rianimare queste piccole creature. Anche il letargo degli animali può essere considerato un caso di ibernazione temporanea. In medicina l’ipotermia preventiva viene comunemente utilizzata come tecnica di preparazione o per minimizzare danni neurologici.

Futurama tra scienza e fantascienza - Criogenesi

Futurama tra scienza e fantascienza – Criogenesi

In Futurama il concetto di sonno criogenico viene portato ad un livello successivo: un corpo viene completamente ibernato e rimane in uno stato di sospensione per addirittura mille anni. È dunque possibile questo oggi?
Sono molte le persone tutt’oggi che si fanno ibernare volontariamente in vista di un futuro in cui le malattie che ci affliggono verranno debellate. Attualmente non esistono tecniche per invertire il processo, quindi l’attesa primaria è l’invenzione di una tecnica di criogenia inversa. Per chi fosse interessato potete visitare il sito della Alcor Life Extention Foundation, azienda specializzata nella criogenia umana. Recentemente la NASA ha dato il via libera all’azienda SpaceWorks per lo studio di tecniche di sonno criogenico da applicare agli astronauti nei lunghi viaggi spaziali (ricordate le capsule criogeniche di Alien? O quelle di Pitch Black?). I presupposti per questa tecnica innovativa ci sono già. Non rimane che attendere.

Futurama tra scienza e fantascienza - Transport Tubes © Comedy Central Futurama

Futurama tra scienza e fantascienza – Transport Tubes © Comedy Central Futurama

Nella sigla iniziale di Futurama vediamo i personaggi sfrecciare all’interno di tubi in plexiglas, che attraversano la città.

Futurama tra scienza e fantascienza - Transport Tubes

Futurama tra scienza e fantascienza – Transport Tubes

Questa potrebbe sembrare fantascienza, in verità un primo prototipo di ferrovia pneumatica venne presentato nel 1866 dalla London Pneumatic Dispatch Company. Successivamente, nel 1867, l’inventore americano Alfred Ely Beach e la sua Beach Pneumatic Transit Company costruirono una linea sperimentale di metropolitana pneumatica. Le carrozze venivano mosse dalla pressione dell’aria. Oggi la posta pneumatica è utilizzata per centinaia di usi.

Con oggi abbiamo terminato la prima parte dedicata a Futurama. Nella prossima puntata scopriremo la scienza dello sniffoscopio e le teste un barattolo. Alla prossima puntata con Scienza & Gnorri.

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