Fuori dal cinema

Fuori dal cinema, dentro il cinema

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Questa rubrica si chiama “Fuori dal Cinema” non solo perché ci piace discutere del mondo della cinematografia e di tutto quello che sta attorno al contenuto, ma anche perché viviamo tangibilmente sulla nostra pelle un passaggio epocale: i giovani della nostra generazione (Millennials o Generazione Z, comunque nel range di età tra i 15 e i 35 anni) vanno sempre meno al cinema.

O almeno questa era la nostra percezione.

Fino a quando, dopo essere convinti che l’arrivo di Netflix e il proliferare delle piattaforme di streaming online come Sky Online e Infinity, queste vacanze di Natale non abbiamo visto quale fosse la voglia degli italiani – di tutte le fasce di età – di godersi quelle due ore di svago settimanale al cinema.

Quo Vado” è l’esempio più grande: il 13 gennaio 2016 è diventato ufficialmente il film con più incassi in Italia nella storia. L’ultimo film di Checco Zalone, infatti, in soli 13 giorni ha incassato più di 52 milioni di euro, battendo così il precedente record di 51 milioni e 948mila, fatto nel 2013 da “Sole a Catinelle”, il precedente film di Zalone (Fonte: Cinetel).

Ma le conferme – che poi sono le smentite – delle nostre percezioni arrivano dall’Istituto Nazionale di Statistica, che ieri ha pubblicato l’Annuario Statistico Italiano 2015.

Citando il rapporto dal Capitolo 8 – Cultura e Tempo Libero:

Il 2015 segna la ripresa anche del cinema: il numero di spettatori, dopo anni di incessante calo, risulta in aumento rispetto ad un anno fa. I maggiori fruitori dei diversi intrattenimenti o spettacoli nel tempo libero sono i giovani, in particolare i ragazzi fra 18 e 19 anni, che registrano i tassi di presenza più elevati nelle visite a siti archeologici, monumenti, a teatro, cinema, spettacoli sportivi e nei luoghi dove si balla.

Sono proprio quei giovani più abituati all’utilizzo di internet che spingono la ripresa del cinema. Una generazione abituata al digitale, che lo vive nativamente, ma che non rinuncia a un’esperienza reale, fisica, tangibile, da vivere come è stata concepita dal produttore cinematografico, come è stata pensata dal regista-sceneggiatore (ricordate Quentin Tarantino e la sua crociata contro il digitale?).

Forse il generale aumento di interesse attorno a film e serie TV sta stimolando un ritorno di interesse per il cinema, non nella sua accezione di “film” ma come formato e luogo di socializzazione. E al cinema è bello andarci se ci sono persone di tutti i tipi, se è un luogo frequentato e vivace, ma allo stesso tempo sa offrirci prodotti di qualità.

E poi al cinema si possono vivere esperienze sempre più complete: non sto parlando dell’ormai passato di moda 3D, ma della possibilità di guardare concerti musicali o mostre museali sullo schermo cinematografico. Ma di questo parleremo presto in un altro articolo.

E voi cosa ne pensate?

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