Quando i presupposti non sono dei migliori.

Sono passati solo 20 giorni ma io sono già stanca di questo 2015. È che proprio arranca, c’è poco da dire, in giro l’aria non pullula di ottimismo e anche se la nostra vita prosegue per il migliore dei modi siamo masochisti e per solidarietà proviamo anche noi ad essere tristi. Non siamo egoisti quando si parla di sentimenti, almeno in quello.

Ieri era il cosiddetto Blue Monday, a detta degli studiosi il giorno più triste dell’anno, beh questi studiosi non avevano previsto che i 19 giorni precedenti non sarebbero stati certo migliori.
Ripenso ai messaggi di auguri che si mandano nella notte a cavallo tra il 31 dicembre e il 1º gennaio, quelli copia e incolla, che ogni anno ti capita di riceverne almeno 5 uguali, anche se adesso l’avanguardia è il video su Whatsapp che, scusate la cattiveria, il mio primo pensiero quando ne ricevo uno è sempre questo «cazzo, tre mega byte buttati al cesso», insomma sto incominciando a pensare che questi auguri non tanti sinceri portino solo sfiga, l’anno prossimo mi accontenterò di un “ti auguro un anno che vada mediamente bene” almeno non m’illudo e non sollevo l’asticella delle aspettative.

Ma quanto è brutto dover già tirare le somme? Sono stati 20 giorni veramente innequarabili: i terroristi che ogni tanto ci rimembrano “uh-uh! Guardate che ci siamo ancora”, Dio che ogni tanto ci porta via qualcuno di cui non possiamo fare a meno, la Carrà che ci propone con orgoglio Forte Forte Forte, insomma se in così poco tempo abbiamo vissuto tutto questo che cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi 345 giorni? Gli altri, quelli cattivi, vorrebbero vederci vivere nel terrore, poi noi italiani che abbiamo l’Expo alle porte dovremo dormire sempre con un occhio aperto. Gli altri, quelli che ci governano, ci fanno già vivere nel terrore con le l’inutilità e le idiozie che sfornano ogni giorno (dovevo aggiungere alla lista delle cose brutte di queste due decine anche Gasparri, anche se mi sa che ce lo possiamo giocare tutto l’anno). Poi ci sono gli altri, grazie a Dio, quelli che ci vogliono bene e sono loro la nostra vera e unica speranza. In questi giorni ho notato quanto sia importante la serenità delle persone alla quale teniamo veramente e di quanto sia brutto rendersi conto, a volte, di non poter fare niente per poter porre rimedio a certe brutte situazioni. Abbiamo un mondo che ci circonda con il coltello dalla parte del manico ed è inutile, per quanto lottiamo e per quanto cerchiamo di lavorare sodo ce l’ha sempre vinta lui.

Ho capito che non abbiamo nemmeno tempo per pensare a dei buoni propositi, perché ormai li viviamo solo sotto forma di ansia, quindi non va’ per niente bene. Bisogna vivere il momento, perché quello che hai la mattina magicamente la sera potrebbe non esserci più. Rendersi conto di quello che abbiamo e godercelo, perché a volte abbiamo mille fortune e noi ci passiamo amabilmente sopra, ma soprattutto non aver paura di vivere perché la nostra vita è una e il treno, in questo caso, non passa una seconda volta.
Peace & Love & Live.

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