L’estate è davvero scoppiata, me ne sono accorto prima quando il mio shortsometro in vera pelle è schizzato a valori altissimi. Ragazze in shorts, ragazze in shorts ovunque, per un momento ho pensato di essere finito dentro ad uno di quei video rap pieni di hot chicks, poi però l’assenza di twerking convulso mi ha fatto tornare alla realtà.

Probabilmente penso di intuire cos’avrà sognato William Shakespeare durante quella notte di mezza estate, anche se dubito che nel 1600 andassero di moda pantaloncini così corti.

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Tutta questa pelle esposta mi ha fatto pensare alla campagna “Free the Nipples” portata avanti tra le altre da Scout Willis (nientepopòdimenoche la figlia di Bruce Willis e Demi Moore) e dall’attrice/regista Lina Esco. Attrice che come direbbero i nostri amici d’oltre oceano è ”highly bangable” – altamente pisellabile tanto per essere chiari – e quando una ragazza di cotanta caratura ci mette tutto il suo impegno per liberalizzare il topless noi non possiamo far altro che drizzare le antenne, tutte e 3.

I motivi che stanno alla base del movimento sono molti seri in realtà, si punta ad assottigliare sempre di più le differenze discriminatorie e sessiste tra uomo e donna. Così come noi omaccioni siamo liberi di mostrarci a petto nudo senza suscitare scalpore, anche le donne vorrebbero sentirsi libere di mostrare il proprio seno, capezzoli inclusi, senza che questo significhi infrangere una legge.

Ora, se pensate che sia la persona adatta per fare un’analisi socio-culturale seria dell’argomento avete frainteso la rubrica, quindi ci limiteremo all’aspetto più superficiale e spiccio: donne, donne in ogni parte del mondo reclamano il diritto di mostrare le tette con disinvoltura… lascio rispondere Barack Obama.

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Sono favorevole alla liberalizzazione del capezzolo femminile? Avete davvero dei dubbi in merito? Sicuramente non concepisco la sua demonizzazione, dopotutto la cosa “peggiore” che potrebbe capitare sarebbe quella di ritrovarsi con migliaia di account Instagram dedicati alla tetta ribelle pieni zeppi di capezzoli di ogni forma e colore. Cosa che al momento non avviene in quanto con la policy attuale ogni zizza viene bannata ogni 2×3 dal popolare social di photo sharing.

Se da un lato il topless femminile vive ancora border line, una zona grigia senza chiara legislazione, dall’altro il mondo dello star system ci ha abituati a trasparenze e nude look sempre più spinti e provocanti. Ultimo caso quello di Rihanna che in occasione di… boh, sinceramente non lo so quale occasione fosse ma dubito fosse uscita a fare la spesa, ha sorpreso tutti quanti (compreso il tipo che l’ha aiutata a fare le scale) con un abito che ben poco lasciava all’immaginazione.

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nota dello scrivente: al momento di pubblicare l’articolo ha cominciato a piovere come se non ci fosse un domani… non preoccupatevi, le legioni di shorts e gambe scoperte ritorneranno al primo timido sole!

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