Vena chiusa

Franz Ferdinand al Marostica Summer Festival 2019

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Si balla, si salta e si canta sulla Piazza degli Scacchi al Marostica Summer Festival 2019 con i Franz Ferdinand!

Il Marostica Summer Festival si sta confermando anno dopo anno uno degli eventi musicali più prestigiosi non solo del Veneto ma di tutta Italia. Sarà per la qualità degli artisti che Due Punti Eventi riesce a portare sul palco, per l’atmosfera del tutto particolare che crea l’antica scacchiera della piazza di Marostica incorniciata dalle mura del 1300, sarà per la magica combinazione dei due fattori. Non potevo perdermi quest’anno, anche questa volta, i Franz Ferdinand, a pochi chilometri da casa. Se aspetto un concerto del genere nella mia città, credo di dover aspettare che mio figlio confermi i suoi gusti musicali, al momento in piena sintonia con i miei. Per questo devo ringraziare Due Punti Eventi, Mara Bisinella e lo staff di MaBi Comunicazione per avermi permesso di seguire lo spettacolo.

Le premesse non erano del tutto invitanti. Si sa quanto i primi giorni d’estate siano alquanto instabili, soprattutto dopo giornate tanto calde: infatti il cielo non mandava messaggi di una serata serena. Ho vissuto il tragitto con un doppio stato d’animo: ammiravo il minaccioso gioco di luci che il palco di nuvole stava proponendo, tra un tramonto dei più tragici e fenomeni temporaleschi che in lontananza si stavano sfogando, ma visto che ero in moto sotto al casco temevo di prendere una tempesta epocale e anche il rinvio del concerto, ma per fortuna un vento che mi faceva stringere il manubrio con un certo sforzo ha spazzato via qualsiasi timore.

Al mio arrivo la Piazza degli Scacchi era già piena, solo posti in posizione piuttosto laterale. Ma il palco era ben visibile. Qualche chiacchiera con conoscenti incontrati al chiostro della birra e poi Alex Kapranos, Bob Hardy, Dino Bardot, Julian Corrie e Paul Thomson sono apparsi sul d’innanzi al proprio pubblico. Devo riconoscere alla band di Glasgow un notevole potere magnetico e di aver costruito in questi anni una fan base davvero solida: alla prima nota sono tutti quanti scattati in piedi a cantare e accompagnare i propri idoli e finché Kapranos e soci non se ne andranno non smetteranno più. Anzi no, a un certo punto il frontman della band ha invitato tutti ad accucciarsi e poi saltare. Ovviamente hanno tutti obbedito e seguito le indicazioni del leader dei Franz Ferdinand, uno più divertito degli altri, dimostrando una complicità non così facile da riscontrare.
L’abbandono del chitarristca Nick McCarthy nel 2006 mi sembra sia stato assorbito senza problemi: dire che Dino Bardot e Julian Corrie sono a loro agio è un eufemismo, almeno per quanto visto sul palco l’altra sera.

Già al primo attacco di “The Dark Of The Matinèe”, il delirio inizia a scatenarsi e prepara a “Always Ascending”, l’ultimo album che i fan dimostrano di aver apprezzato. “No you gilrs” mi ha ricordato la vacanza dell’estate 2009 e mi chiedo ancora come l’autoradio abbia potuto resistere ai 12 brani di quell’album, ripetuti fino allo sfinimento (dell’autoradio, s’intende!). La scaletta prosegue senza sorprese, o potremmo annotarne una in “Michael”, introdotta dall’inconfondibile giro di chitarra ma con la voce di Kapranos filtrata che sembrava provenire da un altrove. Forse dalle nuvole che alle spalle del Castello Inferiore non hanno smesso di accompagnare la performance dei Franz Ferdinand.
“Ulysses”, almeno al sottoscritto, ha fatto il suo effetto, mettendo in mostra una certa capacità di fondere rock e dub dando vita a un sound armonioso e non a un pezzo crossover dalla doppia anima. “Love Illumination” è stata presentata in una versione molto più punkettona mentre “Take me out”, uno dei capisaldi del repertorio della band scozzese, non può non farti saltare come una cavalletta imbizzarita con la birra che salta da bicchiere in bicchiere se va bene.
“Jacqueline” ha aperto il triduo di canzoni che ha composto il bis, intramezzato da “Lucid Dreams” e concluso con un body surfing di Kapranos in una versione extra di “This Fire”.

Un concerto che alla fine è durato meno di una partita di calcio, o di basket con poche interruzioni: 75 minuti giocati però a ritmi intensi, durante i quali i Franz Ferdinand hanno preferito non azzardare. Perché alla fine questi sono i Franz Ferdinand, decisamente professionali e fedeli a se stessi, proprio come concepiscono i loro lavori. Quelli sono e quello daranno al pubblico. Che apprezza, eccome.

Ero molto curioso di vederli dal vivo: adoro i Franz Ferdinand fin dall’omonimo album di esordio (2004, già un pezzettino!) per diversi motivi, da quelli musicali a quelli personali, perché nessuno può negare di avere dei riferimenti musicali lungo il cammino della propria vita. I Franz Ferdinand sono uno dei miei: hanno spiazzato la musica di inizio millennio, non sono così main stream come altre band, difendono le proprie origini artistiche, non sono brit pop ma neanche così eccessivamete alternativeindie. Quando si sono presentati sulla scena mondiale musicale, dannazione se non erano esattamente quello di cui avevo bisogno!

Ah, i baleni temporaleschi non hanno smesso un attimo, né prima né durante il concerto, creando una scenografia naturale alle spalle della sagoma scura del Castello Inferiore. Ma sono tornato a casa asciutto, godendomi la nottata che mi sbatteva in faccia.

La setlist dei Franz Ferdinand a Marostica Summer Festival 2019

1. The Dark of the Matinée
2. Always Ascending
3. No You Girls
4. Do You Want To
5. Glimpse of Love
6. Right Action
7. Evil Eye
8. Love Illumination
9. Walk Away
10. Darts of Pleasure
11. Michael
12. Take Me Out
13. Ulysses

Bis:
14. Jacqueline
15. Lucid Dreams
16. This Fire

Pubblicato da Marostica Summer Festival su Mercoledì 10 luglio 2019

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