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Franciacorta per iniziare…

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Parliamo un po’ di storia, perché di questo si tratta quando si parla del vino, storia del territorio, di quello che un tempo era ricoperto da boschi, lì nel centro nord, dove i monaci benedettini hanno insegnato le tecniche di coltivazione alle popolazioni del posto.

Un territorio che non supera i 431 metri di altitudine e che nell’alto medioevo chiamava i principali centri di commercio limitrofi al Lago di Iseo, “Curtes Francae”.

Guarda caso, proprio quei territori prendono il nome “Franciacorta”, ma è solo negli anni ’60 del secolo scorso che gli imprenditori si decidono ad investire sulla produzione vitivinicola, per produrre e commercializzare su vasta scala il vino metodo classico che oggi delizia i nostri palati.

Metodo Classico?! Si avete capito bene, il Franciacorta è un vino metodo classico, viene usata infatti la rifermentazione in bottiglia del vino facendolo riposare sui suoi lieviti, e vinificato con Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Queste uve sono molto simili a quelle usate per lo Champagne, il quale invece, usufruisce di cinque tipologie: oltre allo Chardonnay e al Pinot Noir, anche il Pinot Meunier, L’Arbanne e il Petif Meslier. Come potete ben capire la particolarità del “Goût maison deriva dalla combinazione dell’uvaggio impiegato.

Uva per FranciacortaLe differenze quindi non sono molte ed è per questo che il nostro italianissimo Franciacorta non ha nulla da invidiare allo Champagne Francese.

Il nostro DOCG prevede cinque versioni di spumante: Franciacorta, Franciacorta Rosé, Franciacorta Satèn, Franciacorta Millesimato e il Franciacorta Riserva.

In particolare il Satèn è da considerarsi unico al mondo perché ha un basso contenuto di CO2 che gli conferisce una delicata percezione setosa, cremosa, meno pungente al gusto.

Calici FranciacortaIl Riserva invece si differenzia dal Satèn per il fatto di poter riposare sui lieviti per almeno 60 mesi e messo in vendita dopo i 67 mesi dalla vendemmia.

Questo lungo periodo permette quindi la creazione di questa quinta tipologia che esalta al massimo le peculiarità di questo vino, che potete gustare per esempio in uno locale che per qualità del servizio e per l’atmosfera surreale è uno dei nostri preferiti.

Il Retrò a Montebelluna è davvero un posto “da provare” , il concept è molto simile ai Castelli in aria di Castelfranco, ma la vera differenza è data dal fatto che è molto più ampio, non da in strada e organizzano molte degustazioni tra le tante quelle di Franciacorta in abbinamento a Sushi come quella a cui noi abbiamo partecipato.

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