Noir, sex & rock'n'roll

FORSE ANCHE IO MORIRÒ IN UN ATTENTATO.

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In memoria delle anime scomparse.


Giorni fa ho letto alcune righe scritte dalla giovane Marta Baggiani che mi hanno colpito, molto forte. Forse anche io morirò per mano di un folle, un codardo, un invasato, un estremista. Sarà comunque la mano di una persona a togliermi la vita e non la mano di un fantomatico dio; e dio lo scrivo con la lettera minuscola, perchè al giorno d’oggi la maiuscola non se la merita per come si interpreta la figura di un dio.

La serenità non fa più parte del mio essere, lo ammetto. E per un piccolo momento ho pure ceduto alla rabbia, allo sconforto e alla disperazione. Ho visto fotografie, video, letto storie, confessioni di esseri umani trucidati come insetti, sbaragliati come birilli, fucilati o bruciati vivi. È stato un colpo basso, infimo al mio cuore che ogni giorno prende atto di oscenità causate da uomini contro loro pari. La riflessione però, giorno dopo giorno, si fa sempre più profonda, mi scava nel petto e nell’anima e cerca disperatamente una ragione a tutto ciò. Invano.

Perchè veniamo trattati come ragazzini ai quali dare una spiegazione superficiale, tanto per toglierseli dai piedi. Ma io non mi accontento di un “Perchè sì”, una risposta così non fa altro che spingermi a voler sapere di più, io voglio la verità. Perchè ci sono persone, nel mondo, lontane dalla nostra piccola quotidianità, che pensano di avere il diritto di giocare alla guerra sulla nostra pelle. E non è che perchè noi viviamo in Italia, nella nostra beata ignoranza, tra calcio e veline, possiamo permetterci di far finta di niente.


Perchè a Orlando, in quella discoteca dove sono morti CINQUANTA ragazzi avrei potuto esserci anche io, a ballare e divertirmi; così come al ristorante di Dacca, o al concerto al Bataclan di Parigi; e ancora avrei potuto trovarmi all’aeroporto di Bruxelles, in partenza per chissà dove oppure alla redazione di Charlie Hebdo. Avrei potuto morire sotto una delle migliaia di bombe su Damasco, mentre cercavo di fotografare uno squarcio di vita così lontana dai nostri agi e vizi oppure mentre passeggiavo sulla Promenade di Nizza. Avrei potuto essere in ognuno di questi posti, perchè per me viaggiare è linfa vitale, crescita, amore, rispetto, felicità e NON paura.


Quando successe la strage nella redazione parigina di Charlie Hebdo scrissi un articolo a riguardo. La vicinanza a persone “come me”, che vivevano di scrittura, mi aveva colpito e strodito. Ricordo benissimo che scrissi: “Io sono Charlie ed ho paura”. E bene, adesso non ho più paura. Adesso un poco vacillo, lo ammetto, ma ho deciso di non permettere al terrore di prendere il sopravvento su di me. Non voglio tenere lontane queste tragedie dal mio cuore, bensì accoglierle perchè fanno parte del nostro mondo, malato. E se il fine del terrorismo è, appunto, quello di insinuare terrore e paura, il lo combatto, nel mio piccolo con le mie parole e la mia forza. E ricordiamoci che siamo fatti tutti allo stesso modo, con gli stessi diritti e opportunità.

Non smetterò MAI di viaggiare, studiare leggere e conoscere; non permetterò mai a nessuno di placare la mia indole e di lottare anima e corpo contro un mondo ingiusto.

Je suis Arianna e non ho paura.

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