Coni et Amo

Di flussi, caffè e pessimi inizi – ep.1

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RC segue una dieta ferrea a base di long form e junk food, e invece di quello americano, persegue il “sogno mestrino”. Ama talmente tanto il suo lavoro, che fosse per lui ogni ufficio dovrebbe fornire non solo l’asilo, ma pure la casa aziendale, così da poter rispondere su Skype anche dal cesso. Affetto da un complesso di Biancaneve non risolto, è rimasto talmente sotto con le mele che ne ha una sempre in tasca, dalla forma rettangolare e sempre più slim.

RB non è ancora riuscito a prendere in mano la sua vita, e ogni volta che ci prova, nel mentre si rolla una sigaretta. Orgoglioso delle sue origini provinciali, non concepisce come si possa vivere in metropoli dove la sagra paesana non rappresenti il massimo della mondanità. Nevrotico per colpa di una gastrite cronica, prova quotidianamente a tentare un Incantesimo di Trasfigurazione verso ogni divinità, sebbene non abbia mai ricevuto la lettera per Hogwarts. Rimasto sotto in tenera età con le strisce (nerazzurre), è fervente androidiano sin dai tempi di “Around the world” dei Daft Punk.

RC nutre una sconfinata quanto immotivata ammirazione nei confronti di RB.
RB prova una profondissima stima per RC, a livello umano e professionale.

RC e RB condividono lo stesso ufficio, e anche la stessa casa.

[Interno di una cucina, ore 6.50 di una fredda mattinata di ottobre]

RC sorseggia il caffè, rigorosamente amaro, mentre muove compulsivamente il pollice destro sopra il suo iPhone, salvandosi articoli che non leggerà mai.

RB entra in cucina con l’entusiasmo di un azionista di Snapchat dopo che Instagram ha lanciato le Stories, dirigendosi automaticamente alla macchinetta del caffè.

RC: Occhio che la macchinetta deve avere qualche problema, il flusso con cui scende il caffè va un po’ a cazzo.

RB: Ma pure quando parli di caffè devi metterci in mezzo la parola “flusso”?

RC: Come altro dovrei dirlo? Occhio che il caffè sgorga a cazzo? Come dite voi in campagna?

RB: (trattiene un’imprecazione, non certo la prima della giornata) Intanto il mio paese è appena fuori dall’area metropolitana di Padova, e poi in campagna siamo così indietro che usiamo ancora la moka, pensa un po’.

RC: Figurati se la mattina ho pure tempo di mettere l’acqua nella moka, riempire il filtro col caffè in polvere e aspettare 5 minuti che esca.

RB: (Con l’aria di un nobile francese del ‘700) Esiste un miglior modo di spendere il tempo, che non sia pregustando un caffè? (tornando serio) Finché guardi Facebook, lo aspetti.

RC: Eh ma finché lo faccio non voglio avere il pensiero che potrei distrarmi troppo, rischiando che il caffè sgorghi fuori. (assume un’espressione beffarda)

RB: *impreca*

RC: Che poi, volendo dirla tutta, il feed di Facebook, per le caratteristiche intrinseche di aggregatore di contenuti e per la sua natura esperienziale, che ti porta a scorrerlo in maniera compulsiva e continuativa, potrebbe essere definito anche flusso(l’espressione beffarda si allarga)

RB: …

RC: Sì o no?

RB: (alzando gli occhi al cielo) Ma io cos’ho fatto di male quella volta? È questa la punizione che mi merito perché ogni tanto mi scappa una bestemmia?

RC: (con un’espressione sardonica) Dai, non puoi dire che non è così! È un flusso virtuale!

RB: (il counter delle bestemmie sale) Se volevo sentire così tanto la parola flusso durante il giorno, mi sarei trovato una coinquilina, cazzo!

RC: Esageratoooooo!

RB: Vabbé fanculo anche il caffè, berrò quello delle macchinette appena arriviamo in ufficio.

RC: Così poi bestemmierai perché ti viene la gastrite!

RB: Eh, d’altronde non bestemmiando il mio stomaco sarebbe d’acciaio, no?

(Si preparano per andare a prendere il treno. RC – già in maniche di camicia – prende un giubbotto leggero e lo zaino. RB si veste con l’intento di lasciare basiti persino gli esploratori del Polo Nord, e prende lo zaino.)

RC: Ma come fai a metterti tutte quelle robe addosso? Io sto già morendo di caldo!

RB: Guarda, se il cazzo che me ne frega della tua opinione su come mi vesto fosse un capo d’abbigliamento, indosserei anche quello!

(Risata bonaria di RC mentre infila la porta per uscire, seguito da RB)

RB: Ridi ridi, vediamo quanto riderai quando perdiamo il treno!

(Scendono frettolosamente le scale)

RB: Muoviti cazzo, che almeno riusciamo a fumare una sigaretta prima!

RC: Sì scusa, è che stavo leggendo questo articolo pazzesco di Mashab…

*fine*

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