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Flavio Insinna e la povertà

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Se aprite un sito di gossip a caso troverete mille e mille notizie su “Belen e Santiago. Bacini sulla spiaggia”, “Melissa Satta un lato b perfetto”, “Scarlett sbaglia look sul red carpet”. E infatti questa intervista non l’ho trovata in un sito di gossip. E non la troverete mai in un sito di cose frivole perchè, che piaccia o no, è molto profonda, molto vera e molto, molto….diversa.

Non mi capita spesso di sentire di famosi personaggi della televisione che compiono opere benefiche (apparte la Jolie e Pitt che sono una coppia aliena secondo me). Invece, proprio ieri ho letto la testimonianza di Flavio Insinna e del suo Natale tra i disagiati della comunità di Sant’Egidio, del pranzo che LUI serve ai poveri nella Basilica romana di Santa Maria in Trastevere e degli spettacoli che porta a Santo Stefano nelle carceri di Regina Coeli.

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Non essere sposato e non avere figli è un grande svantaggio, ma in queste circostanze diventa un vantaggio: mi da la possibilità di essere presente a questi appuntamenti.

Il conduttore e attore gira fra i tavoli servendo i poveri con lasagne fumanti, tra una battuta e l’altra. Qualcuno gli chiede un autografo, qualcuno una foto ricordo. Lui sorride e spiega che

..si respira un clima disteso, di familiarità fra chi serve e chi è servito..”

Poi si sposta tra i detenuti accompagnato da due amici, il cantante ed intrattenitore Medda e il mago illusionista Lupis. Fa un’ora di spettacolo..improvvisato, autentico.

Non è per niente facile nè scontato creare un clima di allegria ed entrare in empatia con questo pubblico. Bisogna entrare in questi luoghi con entusiasmo e soprattutto in maniera sincera. Chi ascolta sente l’onestà, avverte l’autenticità di chi parla: allora tutto diventa bellissimo. Ed è questa la versione più importante di quello che facciamo, in grado di nobilitare il nostro lavoro: quando porti un sorriso a chi soffre, a chi si sente dimenticato e che invece in quel momento si accolto e benvoluto.

E alla fine racconta

Non possiamo vivere in una piccola isola, senza accettare di guardare il dolore negli occhi e la vita delle persone che stanno sotto lo stesso cielo. Chi non accetta di soffrire non entra nel senso profondo dell’esistenza…Mi piace che la mia mano sinistra non sappia cosa fa la destra, facendo quello che posso a fari spenti. I miei genitori mi hanno educato ad una vita di partecipazione, di condivisione. Con queste premesse viene tutto spontaneo. La vita è così: dare. E’ bizzarro chi non lo fa.

Forse non farà notizia come il lato b della Satta o la pancia piatta della Hunziker, ma valeva la pena parlarne. Perchè è un bel modo per iniziare questo 2014 che è già partito male per tanti. Perchè e sollevante sapere che c’è qualcuno che si interessa anche agli altri, soprattutto se quel qualcuno è un personaggione famoso di quelli che siamo abituati a vedere come i superagiati. Di quelli che non penseresti mai di trovare in piazza tra gli umili (Si bè, tranquilli Belen non la vedrete mai. Non è una che si smentisce). Sono certa che molti metteranno la malizia anche in questo, che vedranno il tutto come “un mezzo per farsi pubblicità”. L’ho già messo in conto. Non importa. Io ci ho visto solo un uomo come tanti altri volontari.

Ragazzi chiudo. Sto diventando smielosa e non è da me. Buon Lunedì a tutti e bravo Flavio! :)

 

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