Dall'altra parte del vetro

Fiorello & Baldini: sono cose della vita

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«Sono cose della vita»

cantava il buon Ramazzotti e alla fine è veramente così. Noi siamo sempre pronti a puntare il dito contro e a giudicare, sembra che per forza dobbiamo sempre dire la nostra. Viviamo nella generazione degli hashtag, dove per sentirti parte di qualcosa devi per forza dire la tua, essere irriverente e magari fare in modo di guadagnarti qualche retweet, invece poi spegni la vita tecnologica, accendi quella reale e basta aprire il tuo cassetto degli scheletri per capire che nessuno è migliore di qualcun altro.

In questi giorni se ne sono sentite tante, i commenti si sono veramente sprecati, il mondo radiofonico non è mai stato così al centro dell’attenzione.

In primis con l’abbandono di Marco Baldini dallo show FuoriProgramma, dove andava in onda ogni mattina su Radio1 insieme a Fiorello. Un addio in sordina, senza un se e senza un ma, forse perché la situazione non era così facile come poteva sembrare, ma in un’era dove non sono più le agenzia stampa a fare la notizia ma i social network non poteva che pensarci Twitter a spargere questa macchia olio.
Una macchia d’olio che è servita solo a condire delle verità inesistenti, a farci cadere nei soliti cliché e che costringe spesso le persone interessate a correre ai ripari per non creare dei danni peggiori.
Invece alla fine si trattava “solo” della vecchia e cara amicizia, quella vera, quella che ogni tanto qualcuno cerca di seppellire ma che se esiste davvero e non muore mai. L’affetto a volte ti porta a compiere le scelte più brutte della tua vita, ma se servono per proteggere le persone alla quale tieni veramente non si rivelano mai tali.

L’affetto di un’amicizia ma anche l’affetto del pubblico, quello che sicuramente sta ricevendo anche Alan Caligiuri.
Componente dello Zoo di 105 che questa settimana è stato condannato a 5 mesi di reclusione in seguito ad una denuncia per uno scherzo telefonico fatto durante il suo programma.

Anche in questo caso è partito tutto dai social, dal profilo Facebook dello stesso Alan, con uno sfogo, lo sfogo di una persona che si sente impotente davanti a certe decisioni, perché poi alla fine tutti nella vita almeno una volta ci sentiamo un po’ impotenti, soprattutto quando veniamo privati di qualcosa, può essere la nostra libertà, l’affetto di una persona cara, il lavoro che abbiamo sempre desiderato. La vita può anche costruirsi da sola, ma siamo noi che con la nostra costanza e la nostra forza, dobbiamo costruire delle buone fondamenta per non farci crollare tutto addosso, perché saranno pure cose della vita…

Ma la vita poi dov’è?

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