Arte in pillole

Feltre: la mia gita un po’ “spontan”

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In questo periodo, grazie ad un’amica, ho imparato una parola nuova: Spontan.

È una parola tedesca, da pronunciare un po’ tipo “shpontan”, col significato di “senza troppo preavviso”, insomma una cosa all’ultimo momento!

Un po’ come quando, in treno, dopo una giornata di stage passata in piedi a sorridere a tutti, accetti la proposta di una piccola gita fuori porta fregandotene della stanchezza che pesa sulla tua schiena.

Questa volta la nostra meta è stata Feltre (decisa anche questa un po’ spontan!!)

Feltre: cittadina dal sapore medievale così graziosa da farmi camminare per strada con gli occhi luccicanti, è stata persino nominata da Dante, nel primo canto dell’Inferno e molto più esplicitamente nel IX canto del Paradiso, subito dopo aver parlato di Treviso!

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Come tutte le città medievali nasconde scorci mozzafiato, rivela case in pietra con i balconi fioriti, custodisce scalinate e ambienti che percorrendoli ci si chiede se hanno subito un sortilegio che ha bloccato il tempo nel XII secolo: scenari incantati!

In più, a dominare sulla città sottostante, sullo sperone del Monte Miesna, sorge il complesso architettonico del Santuario e Convento dei Santi Vittore e Corona (protettori della città).

Bando alla pigrizia! Parcheggiate la macchina, lasciatevi alle spalle il caos cittadino e percorrete l’antico sentiero immersi nella natura. Lungo il cammino troverete sei cappelline che i Padri Somaschi edificarono verso la fine del 1600.

I Santi Martiri accolgono i visitatori ai piedi della scalinata ottocentesca, non proprio breve… ma lo spettacolo, arrivati in cima, è quanto meno gratificante!

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La Basilica è in stile romanico e il suo interno è interamente affrescato.
Tutti i dipinti sono stati attribuiti alla scuola di Giotto e di Tomaso da Modena.
Impressionanti sono le volte, minuziosamente decorate a motivi geometrici.

Entrando per la porta laterale il mio occhio è caduto in uno degli affreschi nelle lunette prima del loggiato… ho trovato qualcosa di familiare!

Giotto nel 1305 aveva appena concluso il suo lavoro alla Cappella Scrovegni, realizzando, fra gli altri, lo stupefacente Giudizio Universale in controfacciata!
Si vede che anche i suoi allievi, all’epoca, ne erano rimasti molto colpiti, tanto che hanno riprodotto la stessa identica scena anche in questa lunetta! Naturalmente il risultato è completamente diverso, ma mi ha fatto sorridere: dopo giorni di stage in Cappella degli Scrovegni, pronta a svagarmi durante una gita con amici, mi ritrovo a contatto con i soggetti che illustro, in più lingue, ogni santo giorno!

La scena è molto ridotta: si vede il Cristo in mandorla attorniato dagli angeli, con la mano destra verso l’alto a sollevare i beati e la sinistra abbassata a schiacciare i peccatori, mentre alla sua destra i santi formano le schiere del Paradiso e alla sua sinistra il diavolo mangia le persone e altre sono costrette alle pene dell’Inferno. E proprio come Giotto aveva fatto, ai piedi dei beati, da una spaccatura del terreno i morti escono dalle proprie tombe pronti ad essere giudicati.

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Uscendo, sempre immersi da un silenzio rilassante si accede al Chiostro costruito attorno al 1495: edificato a due ordini di loggiati e decorato da una serie di affreschi della fine del secolo XVI che raffigurano, con stile popolare, la storia del Santuario e della Città di Feltre.

Se avete voglia di pace, di natura, di arte medievale… se volete ascoltare il silenzio, fateci un salto: come sempre le parole non riescono ad esprimere quanto invece il cuore percepisce.

 

(Alcuni scatti di Andrea Montanari… altri miei!)

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