Far East Film Festival

L’Urlo dell’Horror terrorizza il FEFF 2015

Il mercoledì del Far East Film Festival 2015 si tinge d’orrore con ben tre pellicole proiettate in giornata dedicate al brivido e agli incubi che più hanno appassionato i registi in concorso al festival.

locandina

Tremate, tremate, al FEFF le pellicole dell’orrore son arrivate. Si potrebbe riassumere così un’intensa giornata infrasettimanale del festival friulano. Un mercoledì caldo e soleggiato cominciato sotto il segno di due titoli intenzionati a spaventare anche gli spettatori meno suscettibili. Mi riferisco al vietnamita “Hollow”, diretto da Tran Ham e al tailandese “The swimmers” di Sophon Sakdaphisit.

Il primo è un film che rimanda vagamente a classici come “The ring” e “La madre” grazie alle sue atmosfere paranormali e disturbanti. Il secondo invece, è un prodotto dall’ottimo potenziale tecnico, sprecato però al servizio di una storia che con il passare dei minuti rivela tutti i suoi limiti e le sue assurdità. Ambientato ai giorni nostri in Thailandia, il film racconta la storia di Perth e Tan, amici per la pelle ma da sempre in competizione tra loro nel mondo del nuoto agonistico. Per quanto ci provi, Perth non riesce mai a surclassare Tan. La vita diventa ancora più complicata per i due nuotatori quando Perth si invaghisce di Ice, la ragazza di Tan, che prova anche lei dei sentimenti per Perth. Quando improvvisamente Ice si toglie la vita, nella piscina dove si allenano i due ragazzi con la loro squadra di nuoto, Tan non riesce più a tenere sotto controllo la sua depressione e smette di allenarsi. Perth diventa così il candidato più scontato per l’unica posizione rimasta libera nella squadra sportiva universitaria. L’opportunità di eclissare finalmente Tan spinge Perth ad allenarsi ogni volta che può, anche se ciò significa nuotare da solo di notte nella stessa piscina dove Ice è stata trovata morta. Un giorno, Tan rivela a Perth che Ice si è suicidata perché era incinta. Inizia così un’incessante ricerca per trovare il colpevole e vendicarsi, fino a quando una verità sconcertante verrà a galla stravolgendo completamente le vite dei protagonisti. In “The swimmers” la regia di Sakdaphisit è pregevole, con soluzioni stilistiche capaci di stupire lo spettatore. Il ritmo è incalzante in molti punti e i colpi di scena non mancano di sicuro. La forzatura di una trama plausibile, portata qui ai limiti dell’assurdo, finisce però per indebolire tutto il prodotto mentre la sequenza finale lo condanna a essere un’opera incompleta.

Se dunque già “The swimmers” ci aveva fatto capire che ai registi asiatici non tutti gli horror riescono a meraviglia, la proiezione serale di “The wicked” di Yoo Young-seon ce ne ha dato la conferma definitiva. L’opera coreana è stata definita un thriller d’ufficio, riferendosi all’ambientazione della storia. Ma la vicenda di una strega vendicativa che uccide e tortura i colleghi di lavoro e gli amici che la deridono, è totalmente priva di suspense, con una violenza inutile e spesso fine a sé stessa, girata con un budget di soli diecimila dollari che ne ha limitato in buona parte gli esiti finali. Ecco allora che le due perle di giornata si rivelano: “Uncle victory” e “Meeting Dr. Sun”. Due film molto distanti tra loro: il primo è un noir comico e grottesco allo stesso tempo su un ex carcerato che decide di aprire un asilo, ma non riesce a chiudere i conti con il suo fosco passato. Il secondo è invece una splendida commedia sul mondo dei giovani di Taiwan e sulla loro voglia di provare a uscire dalla crisi esistenziale ed economica che li attanaglia. Film diversi dicevamo, ma entrambi capaci di inserire un tocco poetico raccontato attraverso originali soluzioni stilistiche che ci ricordano come il Far East Film Festival riesca sempre a mantenere la qualità come elemento imprescindibile all’interno del suo programma.

Alvise Wollner

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