La Roma non ha fatto la stupida e ha battuto il Barcellona di Messi 3 a 0. Non commento la partita che non ho visto ma mi chiedo Manolas…

L’impresa della Roma contro il Barcellona nei quarti di finale di Champions League entrerà nella storia della società ma anche del calcio internazionale.
Forse ero uno dei pochi che mercoledì scorso alla fine della partita di andata pensava che c’era più di una speranza per la squadra Eusebio Di Francesco. Il gol di Dzeko al Camp Nou è stato fondamentale, perché in queste partite devi pensare di giocarne una di due tempi da 90 minuti ciascuno. Detta così suona come una banale cazzata. Andatelo a chiedere ai tifosi romanisti che, se hanno dormito, stamattina si sono svegliati con le guance indolenzite dalla paresi alla Joker dalla quale sono stati colpiti ieri sera e il cuscino zuppo di lacrime di gioia.

Non ho visto la partita, ero a casa da solo con la prole e il primo tempo è andato via col bagnetto e il librino da leggere. All’intervallo ho visto il risultato parziale. Sono riuscito per caso a vedere gli ultimi minuti, quelli più bestiali durante i quali tutti i tifosi se non avevano già le mutande sporche avranno avuto i crampi alle chiappe e le mandibole fratturate o le gole arse dai canti e le urla.
Temevo in un blitz di Messi ma la fase difensiva della Roma è stata, per quel che ho visto, impeccabile mentre molto meno quella di possesso palla. Due palle perse a fine partita possono essere letali quando ti giochi il passaggio del turno. Ma alla fine è stata festa.

Non voglio né posso commentare la partita, perché come detto ero impegnato in altro. Però qualcosa ha colpito la mia attenzione in modo particolare. Anzi, qualcuno e cioè Kōstas Manōlas, stopper della Roma che ha segnato il gol decisivo.
Lo guardavo esultare dopo aver infilato la sfera alle spalle di Marc-André ter Stegen con gli occhi spalancati a cercare chissà che chissà chi chissà dove, in percentuali varie di gioia incredulità ed euforia, come tutti i suoi compagni di squadra e tutti i sui tifosi.

Lui che di professione evita i gol, difende la sua porta, è andato ad attaccare quella avversaria, ha rubato il tempo all’avversario andando incontro al pallone che gli arrivava quasi dritto e lo ha incrociato nel palo più lontano. Il viaggio della palla dalla sua fronte in fondo al sacco è stato un flash ma in mezzo c’era un sacco di cose: fame di vittoria, paura di vincere, speranza, curiosità, caparbietà, desiderio di affermarsi. Un viaggio che ha soffocato il boato dello stadio Olimpico e di tutti gli appassionati di calcio davanti la televisione (perché ieri anche quelli che non lo sono mai stati erano romanisti, ad eccezione dei laziali!).
Il colpo che tutti aspettavano, a una manciata di minuti dalla fine. Sono proprio questi minuti che mi hanno elettrizzato: seppur a livelli infimi rispetto a quelli di un quarto di finale di Champions League, so cosa significa essere a un passo da una vittoria sulla quale pochi ci avrebbero scommesso (tra questi pochi un amico, col quale per altro ho condiviso questi momenti sul campo, che adesso offrirà una cena!).
E mi sono chiesto, quasi glielo stessi chiedendo direttamente:

Sei Kōstas Manōlas, hai appena segnato il gol che qualifica alla semifinale di Champions’ League la tua squadra, la Roma, che tutti gli esperti e non del settore davano per spacciata perfino nella fase ai gironi, hai appena messo fuori dalla porta il Barcellona, la squadra più forte del mondo, Andrés Iniesta, Lionel Messi, Luis Suarez, Gerard Piqué, colleghi che una bacheca per loro non basta a raccogliere tutti i trofei conquistati, sei un umile stopper greco e stai correndo in giro per il campo impazzito inseguito da compagni di squadra e dirigenti.

Come cazzo la giochi, la vivi, quella manciata di minuti che manca al primo dei tre fischi dell’arbitro?

Lo so mica ci sei solo tu in campo, ce ne sono altri 10 ma tu Cristo Santo ma sei l’eroe della serata, sei entrato nella storia dell’AS Roma, te ne rendi conto? Nemmeno la leggenda Francesco Totti era stata capace di tanto!

Manolas ha appena deviato in porta il pallone del 3-0- Fonte: facebook.com/ChampionsLeague/

Te ne rendi conto o l’adrenalina che ti è esplosa nelle vene ti ha mandato in trance agonistico?
Mancano 7 minuti più recupero e stai trattenendo una crisi di pianto isterico, ogni palla che passa per i piedi di Iniesta e Messi è potenzialmente fatale, il tuo stomaco sobbalza le tue gambe sono due colonne doriche (o preferisci ionicche? Meglio corinzie? Vedi tu che sei greco!).
Non vedi l’ora che l’arbitro fischi, quei minuti finali sono un’agonia, come fai a rimanere concentrato e mantenere la lucidità di non sbagliare una palla una diagonale un contrasto a non farti trasportare dall’entusiasmo e a spingerti oltre?
Il ruolo dell’eroe di solito è del centravanti, di Dzeko di El Shaarawy, o ci si aspetta un colpo da Nainggolan (ma è stato sostituito da quel pazzo di Di Francesco con El Shaarawy, un centrocampista seppur offensivo per un attaccante, mica un cambio banale se sei la Roma e ti giochi una semifinale contro il Barcellona) o la resurrezione di Schick. Invece no, come il migliore degli outsider, sei sbucato tu e ci hai messo la capoccia che a Roma piace tanto.
Mi hai ricordato il tuo connazionale Traïanos Dellas e il suo gol alla Repubblica Ceca nella semifinale dei campionati europei del 2004: anche lui eroe indimenticabile per averci messo la testa su un calcio d’angolo. E guarda il caso, anche lui al tempo difensore dell’AS Roma.
Hai fatto piangere tutti ieri: i tifosi della Roma ma anche quelli del Barca (forse anche quelli della Lazio). Tutti ti ricorderanno, nel bene e nel male.

Come hai fatto a gestire quegli interminabili minuti solo tu lo sai. Io posso saperne qualcosa nel mio piccolo, posso immaginare perché le sensazioni possono essere simili ma il confronto è penoso.
Poi non potevi più trattenerti e sei crollato lasciando andare quel pianto isterico di gioia ed incredulità.
Adesso avete battutto il Barcellona, gli avete dato 3 sberle. Complimenti! Però questa impresa non può rimanere un’autocelebrazione fine a se stessa però, sarebbe un peccato.

L’esultanza euforica dopo il gol decisivo di Manolas. Fonte: facebook.com/ChampionsLeague/

 

Foto di copertina: facebook.com/ChampionsLeague/

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ALESSANDRO DA RIN BETTA

ENTRA NELLA COMMUNITY