Cipolle rosse

Etnico is the new black

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Questa è una notizia che si può digerire solo alle porte temporali del Carnevale: la prossima sarà la primavera dell’Etnico Metropolitano. Mi dispiace darvi cotanto dolore anche se, per le modaiole, certo, non è una grande novità. Loro hanno già rispolverato qualche capo maculato e sono pronte ad instagrammarsi nella posa della cacciatrice di elefanti. Si faranno fotografare distese sopra una pelle di tigre e sfoggeranno copricapi etno-chic. Le più votate alla causa pretenderanno di vestirsi solo di monili africani o di vivere, per il tempo della tendenza ovviamente, nel così detto “indigeno mood”. Ma in fondo, lo so, anche loro, nel buio della loro cameretta, in un raro momento di distacco da WhatsApp, si faranno prendere dallo sconforto e malediranno il giorno in cui hanno aperto il loro fashion blog. Stiletti, frange e animalier: preparatevi al peggio perché quel gruppetto di cinici – chiamati per cortesia “stilisti” – han pensato proprio a tutto. Che poi, cosa voglia dire “etnico metropolitano” o “nomadismo urbano” lo sanno solo loro … ma si sa, la moda non pretende spiegazioni. Se quindi per Martedì Grasso non avete ancora scelto il vostro look, io vi consiglio di fare le prove generali. Sarà una primavera impegnativa ma che potrebbe anche piacervi, in verità. Alla fine ammettiamolo: ci siamo fatte convincere che i leggings floreali non sono un crimine contro l’umanità, che le ballerine non ci ammazzano la gamba (e anche l’autostima) e che le t-shirt asimmetriche, corte sulla pancia e lunghe sul sedere, non sono capi fallati ma il capolavoro di uno stilista visionario. Siamo passate dalla punta rotonda a quella quadrata e di nuovo a quella tonda, ogni volta storcendo il naso. Abbiamo alzato e abbassato la vita dei pantaloni con la frequenza con cui tiriamo lo sciacquone del water. Abbiamo passato estati intere con i pantaloni a pinocchietto per poi deriderli e giurare di non averli mai provati. Quindi perché questa volta dovrebbe essere diverso? Perché terrorizzarsi all’idea di dover  comprare un top leopardato se poi giureremo tutte di avere il Mal d’Africa? Anche l’abito più orrendo diventa meraviglioso nell’ordinaria fashion-follia. Perché l’unico amore veramente cieco è quello per la Moda.

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