La mattina del 6 gennaio – che per me è domani, visto il fuso orario – tutti i bambini latinos del Texas (ovvero più del 60% della popolazione infantile di questo Stato) si sveglieranno all’alba per scoprire i regali ricevuti da Los Reyes Magos, i Re Magi. In queste ore migliaia di tavole vengono imbandite da piccole manine con piatti di dolcetti per misteriosi sovrani d’oriente e tazze d’acqua per ristorare cammelli invisibili. E domani mattina saranno ricompensate gioiose con mille pacchettino da scartare. Come un secondo Natale. Questa è l’Epifania in Texas, una festa equamente divisa tra l’antico cuore cattolico spagnolo e il venale, modernissimo spirito yankee.

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Per molte famiglie la celebrazione del Dia de los Reyes non sarà completa senza una fetta di Rosca de Reyes, che tradotto è la “torta dei Re”, una ciambellona tonda che gli Americani sono convinti venga mangiata da tuuuutti i cristiani del pianeta nel giorno dell’Epifania. Effettivamente assomiglia molto al pan dolce di Natale che si mangia in Italia, che però a me è capitato di mangiare una sola volta in vita e sotto crudele insistenza di mia madre che voleva sperimentare la ricetta. La particolarità della rosca sta nel fatto che è decorata con frutta secca, caramelline (rigorosamente alternate di colore giallo, rosso e verde) e, dentro l’impasto, nasconde dei piccoli Gesù. Chi, mangiando, trova il bambinello, dovrebbe, secondo la tradizione, organizzare una festa a base di tamales (rotolini di mais ripieni) per il giorno della Candelora – Candlemas – ovvero il giorno della presentazione di Gesù al Tempio.

Any way.  Oltre alle manine speranzose di migliaia di bambini, a lavorare febbricitanti in queste ore sono, neanche a dirlo, le mani di fornai e pasticceri texani che, nel giorno dei Re, rischiano seriamente di guadagnare l’equivalente di un mese di lavoro grazie alla vendita delle corona di pane dolce. Dallas, Houston, san Antonio ed El Paso sono le metropoli che celebrano il 6 gennaio con particolare impegno gastronomico e consumistico.

Mangerò la rosca de reyes quest’anno? Non credo. Devo ancora riprendermi dall’indigestione di guacamole di ieri. E di quella di tamale l’altro giorno. Per non parlare delle enchiladas di qualche giorno fa. Qualsiasi cosa dobbiate celebrare il Texas – eccetto il 4 luglio che è il giorno del BBQ per eccellenza – sulla tavola governa il tex-mex. Il buon gusto ringrazia. God bless tex-mex. Ciao befana, non mi manchi.

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