Il gol in rovesciata è IL gol, IL gesto tecnico e atletico più spettacolare del gioco del calcio. Prima di quello di Cristiano Ronaldo nell’andata dei quarti di finale di Champions’ League tra Juventus e Real Madrid, ci sono stati altri gol in rovesciata che hanno fatto la storia.

La rovesciata, IL gol, IL gesto

Può un tifoso juventino elogiare il gol in rovesciata poche ore dopo averlo subito? Fa male come mettere sale sulla carne viva di una ferita fresca ma nel bene e nel male ho sempre preferito vedere il lato sportivo delle gare. E quello di ieri è uno stadio che, dopo lo sgomento iniziale, riconosce la bravura e si alza in piedi a rendere il giusto tributo al calciatore che ha realizzato quel gol di rara bellezza.
Guardando il lato più tecnico del calcio, mi irrita com’è nato perché ci sono state diverse schifezze difensive in quella azione, culminata in modo spettacolare. Citando un mio allenatore, “se le difese fossero perfette tutte le partite finirebbero 0-0”.
Ma quando giochi contro calciatori come Cristiano Ronaldo la perfezione non è sufficiente e ieri il portoghese lo ha dimostrato. Due volte. Ancora. Anche qui, come fa lui dopo aver cacciato la palla in rete.

Che cos’è la rovesciata?

Ieri sera Ronaldo non ci ha fatto vedere un semplice gesto di bravura, come direbbero senza originalità e ancor meno sentimento molti giornalisti.
Intanto la rovesciata non è un semplice gesto e non è solo un gesto di bravura. Nemmeno una combinazione di tasti alla console di un videogame.
Che cos’è la rovesciata allora?
La rovesciata è l’essenza del calcio, il sogno di ogni bambino che una volta cercava di materializzare al parco o nei campi da calcio dell’oratorio e oggi in insipidi campi sportivi sintetici.
La rovesciata è un gesto di follia, un embolo che scoppia quando vedi la palla inaspettatamente sopra la tua testa, ma troppo per poterla raggiungere con la fronte, per te ma anche per gli avversari.
La rovesciata è un altro punto di vista, è mettersi sotto sopra per arrivare dove gli altri neanche pensano di arrivare e solo chi si capovolge vuole arrivare.
La rovesciata è una lampadina che si accende nel buio più profondo.
La rovesciata è una capriola improvvisa nell’immobilismo più totale.
La rovesciata è un gesto rivoluzionario, eversivo che cambia il destino di una situazione persa per tutti. O quasi: tranne per chi la compie perché ci crede ancora.
La rovesciata è un gesto tecnico e atletico impressionante, inaspettato, originale, pazzesco, spettacolare, stupefacente.
La rovesciata è IL gol, IL gesto del calcio.

Le rovesciate che hanno fatto storia

Non è un caso se le Figurine Panini ha scelto la rovesciata come immagine per l’album e le bustine delle figurine.
La cosa curiosa è che quella ritratta non è una rovesciata classica, cioè compiuta per fare gol ma al contrario è una azione difensiva: il protagonista entrato nella storia infatti è Carlo Parola, difensore della Juventus negli anni ’50.
Corrado Bianchi, l’autore di questa storica foto il 15 gennaio 1950, descrive quel gesto come “uno stacco imperioso, un volo in cielo” che “non dà il tempo di agire” all’avversario, una “prodezza”.

Un’altra rovesciata storica è quella di Gigi Riva, il bomber del Cagliari campione d’Italia. Rombo di Tuono realizzò quel gol spettacolare avvitamento volante il 18 gennaio del 1970 purtroppo contro il Lanerossi Vicenza, la mia vera squadra del cuore.

La rovesciata di Gigi Riva in L. R. Vicenza – Cagliari. Fonte: Wikipedia.

Me ne ricordo due del centravanti più forte dell’era moderna: Marco Van Basten. La prima contro il Den Bosch quando giocava ancora nell’Ajax  il 9 novembre 1986 e la seconda con la maglia del Milan contro il Goteborg il 25 novembre 1992 nella prima prima edizione della Champions League. Quella fu la terza di quattro reti con le quali il cigno di Utrecht battè la squadra svedese.

Le papinate sono i colpi che hanno reso famoso JPP, al secolo Jean Pierre Papin, attaccante francese dell’Olympique Marsigilia, Milan e Bayern Monaco. Dicesi papinata quel colpo improvviso, per la maggior parte delle volte un tiro al volo inaspettatto e tanto potente che il portiere nemmeno ci metteva le mani. Tra queste ne ricordo una in un Milan-Porto nella Champions League del 1993/94 e un’altra un paio di anni dopo in Bundesliga con la maglia del Bayern.

Anche la rovesciata di Youri Djorkaeff  in un Inter – Roma del 5 maggio 1997 è entrata negli annali del calcio. La palla impazzisce come in un flipper nell’area giallorossa e il franco armeno ben pensa di risolvere la situazione incrociandola dalla parte opposta, da posizione defilata.

La rovesciata di Wayne Rooney

Quella che mi ha emozionato più di tutte è la rovesciata di Wayne Rooney nel derby di Manchester all’Old Trafford il 12 febbraio 2011 e questa merita di essere raccontata.
Per la prima volta il derby tra Red Devils e Citizens è una sfida di vertice in Premier League.
Lo United va in vantaggio con Nani ma viene raggiunto da Dzeko nel secondo tempo.
Al 77mo minuto, il ManUtd manovra palla nella tre quarti campo avversaria. Scholes riesce ad addomesticare una palla imperfetta e la allarga sulla destra a Nani. L’ala portoghese stoppa e un po’ guardando in area di rigore e un po’ guardando l’avversario deve decidere se saltarlo o metterla in mezzo: sta arrivando anche Tevez in raddoppio così sceglie la seconda opzione e con un interno destro disperato butta la palla sperando ne esca qualcosa di buono. Li c’è Wayne Rooney che vede arrivare il pallone. Su di lui c’è Kompany ma perde la marcatura andando in cerca di questa mina vagante che scende dalla sinistra. Richards non fa in tempo a stringere su Rooney.
Il nr 10 dello United è in lieve contro tempo e la palla vola sopra l’area di rigore. È a quel punto che sorprende tutti interrompendo la corsa leggera saltando e andando a testa in giù. Colpisce come meglio non può, il suono dell’impatto della sua scarpa con la palla è un botto e la spedisce dove palo e traversa si baciano. Hart non può fare niente altro che accorgersi che la palla gli è finita alle spalle.
Scelta di tempo, esecuzione, gesto atletico, impatto. Allo scoccare del minuto 78 la rovesciata perfetta che decide il derby. LA rovesciata, quella che molto probabilmente lo stesso Rooney sognava da bambino, magari in un derby tra l’Everton e il Liverpool visto che lui è cresciuto nei Toffees.
L’attaccante del Manchester United esulta correndo verso la bandierina del calcio d’angolo e li si inchioda girandosi verso i suoi compagni a braccia spalancate, per abbracciare sia i suoi compagni che tutti i suoi tifosi. Mancano 12 minuti scarsi alla fine del derby di Manchester.
Quella rovesciata entra nella leggenda, non solo del derby, non solo della Premier League. Ma di tutto il calcio. E non è banale che sia stata realizzata all’Old Trafford, lo stadio soprannominato The theatre of dreams.

La rovesciata nel cinema

La trasposizione cinematografica più famosa di questo gesto spettacolare è la rovesciata di Pelè ne La fuga per la vittoria film del 1981 di John Huston che racconta la partita giocata a Kiev il 9 agosto 1942 tra una squadra mista di calciatori di Dynamo e Lokomotiv e una squadra di ufficiali dell’aviazione tedesca. Pelé, nonostante una spalla malconcia, entra in campo e poco dopo realizza il gol capolavoro.

La rovesciata di Roberto Sedinho in Holly e Benji

Per chi ha vissuto l’era dei cartoni anni ’80, non può dimenticare le rovesciate interminabili di Oliver Hutton, ovvero l’Holly di Holly e Benji.
Ma la prima rovesciata che abbiamo potuto ammirare nel cartone animato entrato nei cuori di tutti noi piccoli calciatori sognatori, è la rovesciata di Roberto Sedinho, che pur di dimostrare a Bruce Harper di essere l’allenatore giusto, abbandona la bottiglia lasciando tutti a bocca spalancata centrando la porta come meglio non può e perfino bucando la rete. Perché anche se un po’ ubriacone lo è, un buon allenatore non può non sapere fare una rovesciata.

La rovesciata vista da vicino

Subire la rovesciata è un colpo davvero tosto. Ve lo posso dire per esperienza, nella mia carriera di calciatore dilettante. Una botta psicologica notevole. Mi è successo nelle giovanili, in un Altair-Rettorgole del campionato Allievi Eccellenza 1992-1993. Giochiamo in casa sotto il diluvio, loro sono una delle squadre di vertice mentre noi siamo in fondo alla classifica. Il nostro campo fa schifo, è al limite della praticabilità come ogni volta che piove. La differenza tra le due squadre è netta, soprattutto quella fisica in un paltano del genere si fa sentire inoltre loro possono contare sui fuoriquota mentre noi no. Siamo 0-2 per loro nel secondo tempo ma non mi do per vinto perché manca ancora molto alla fine. Dalla sinistra taglio verso destra e mi faccio dare la palla poco oltre la metà campo. Non ci penso su due volte e corro verso la porta con un loro difensore che cerca di fermarmi, ma caparbiamente resisto e non appena entro in area calcio forte. Basso. Che è una scemata col fango. Ma per fortuna calcio più forte del fango e la palla supera ogni resistenza e si insacca sul secondo palo. 1-2 palla al centro e partita riaperta. Per poco però.
Infatti il Rettorgole riparte e la sua prima azione finisce in calcio d’angolo. L’avversario batte e il suo compagno gira il cuoio (all’epoca usavamo palloni in vero cuoio che con acqua e fango erano più simili a palle mediche) in porta con un colpo in rovesciata splendido quanto potente. Ho sentito l’impatto del collo del piede sulla palla. Il nostro portiere ha solo accennato una reazione ma era il massimo che potesse fare.
Quella rovesciata era una affermazione di superiorità tremenda che ha stroncato il nostro entusiasmo tanto che nel giro di poco è arrivato anche il quarto gol. Alla fine della partita sono andato dall’attaccante avversario a congratularmi, lui gentilmente ha fatto lo stesso, con la differenza che si è portato a casa i 2 punti e io una grossa piva nel sacco.
No, non ci sono video di quella partita, nelle giovanili reali non si gioca in diretta tv in stadi da decine di migliaia di spettatori.

Quando parte l’embolo: la rovesciata di Bressan

Per giocare a calcio si dovrebbero avere piedi buoni eppure tra i calciatori che hanno avuto l’occasione di alzare al cielo un trofeo se ne annoverano alcuni che non hanno brillato per finezza tecnica, compensando questa deficienza con altre caratteristiche, più caratteriali e fisiche.
E un certo filo di pazzia. Già scegliere di andare in rovesciata è una cosa fuori dagli schemi. Vedi la palla arrivare verso di te, scende, ti affidi al tuo colpo d’occhio per sperare che tutto sia giusto. Hai pochissimo tempo per decidere e devi essere sicurissimo. Perché altrimenti quella che rischi è una figura davvero pessima.
Chissà cosa mai è passato per la testa di Mauro Bressan, onesto centrocampista della Fiorentina la sera del 2 novembre 1999 in una sfida di Champions League contro il Barcellona.
Al 14° minuto del primo tempo la palla vaga tra l’aera e la tre quarti campo catalana. Bressan è spalle alle porta a 20-25 metri di distanza, senza riferimenti visivi. Deve essergli scoppiato un embolo per capovolgersi e spedire la palla come un bolide sotto la traversa di un esterrefatto Arnau.
Alla fine la Viola pareggerà 3-3 contro un Barcellona dai nomi importanti: Rivaldo, Luis Enrique, Guardiola, un giovanissimo Xavi, Figo e Kluivert ma quella rovesciata di Bressan passa alla storia perché contribuisce alla qualificazione della Fiorentina agli ottavi come seconda nel girone e perché qualche anno dopo viene inserita dall’UEFA nella lista dei gol più belli della storia della Champions League.

Alla fine non devi essere un campione. Ma avere quel filo di pazzia per sorprendere tutti compreso te stesso e fare quello che nessun altro ancora ha pensato di fare, di arrivare dove nessun altro crede di arrivare.
E scoprire che effetto che fa sentire il profumo dell’erba così vicina, colpendo la palla col piede a due metri d’altezza.

 

Foto di copertina: il gol in rovesciata di Cristiano Ronaldo contro la Juventus nei quarti di finale di Champions League 2017-2018.
Fonte: realmadrid.com

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