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Ecologia, prenderci cura della nostra terra è vitale

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Una volta andai sulla cima di una montagna, urlai a voce piena “Ecooo” e dalla valle tornò indietro “logiiiaaa”. Lo so, sono caduta in basso dopo essere salita sulla cima, ma d’altronde entrando nel vivo dell’argomento “Ecologia”, ci rendiamo conto di quanto poco ci sia da scherzare e di come tale vocabolo nella vita di tutti i giorni ci riguardi…anche se viviamo in una metropoli, in una città o in una piccola località.

Ma esattamente cosa significa il termine Ecologia?

Sappiamo per certo che ogni organismo, vegetale o animale, ha innumerevoli relazioni con il proprio ambiente di vita. L‘albero, ad esempio, per mezzo delle sue radici è strettamente legato alla terra in cui è nato in modalità spontanea, oppure in seguito alla piantumazione, e proprio tramite l’apparato radicale ottiene quel nutrimento di cui necessita per crescere. Le foglie gli consentono di entrare in contatto con l’AMBIENTE ESTERNO (l’aria), dal quale assorbe l’anidride carbonica, fondamentale per la produzione di ossigeno da parte delle piante. Lo studio di questi rapporti si può chiamare, ma anche urlare, “ECOLOGIA”.

Fintantoché l’uomo, per la sussistenza ha praticato la caccia e raccolto i frutti le relazioni tra ambiente e organismi viventi, sono rimaste invariate. Ma a seguito della scoperta dell’ agricoltura, imboccando la strada del progresso, o pseudo tale, il suo agire ha iniziato a condizionare in modo sempre più invadente, l’equilibrio naturale. Nel corso dei secoli, aver modificato  in modo esponenziale tali relazioni stabilite dalla natura, ha portato all’inquinamento.

Il progresso, o meglio dire, l’evoluzione di tale processo, ha generato per l’essere umano, sempre meno rispetto per le leggi naturali a tutela dei suoi interessi egoistici.

  • La crescita a dismisura di città, groviglio di asfalto e cemento,
  • Gli scarichi fognari che sfociano in fiumi e mari,
  • I veleni sprigionati dall’incontrollata diffusione di autoveicoli,
  • L’industrializzazione ad oltranza realizzata perfino in aree protette,
  • Il potenziamento di intere realtà divenute depositi di residui tossici,
  • Il disboscamento selvaggio non gestito e non controllato;

Sono tutte costanti e ripetitive violenze quotidiane che la natura subisce e che prima o poi saranno riscattate a prezzo di un disastro ecologico. Per questo è necessario che gli interessi dei singoli individui non siano più importanti di quelli della collettività. È proprio indispensabile che l’uomo rifletta, mettendo un freno alla sua azione distruttiva, lasciandosi guidare anche solo dal buon senso, impegnandosi nel compimento di elementari gesti volti alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente.

 In che modo possiamo tutelare la natura?

Tutto sarebbe possibile se  con intelligenza si optasse  per scelte individuali e collettive ecocompatibili. O ancora se l’uomo agisse  da modello responsabile, vigilando e denunciando gli scempi di cui viene a conoscenza. Ma si sta agendo in questo modo? Se non si è in grado di migliorare il nostro habitat,  bisogna almeno rispettarlo seguendo il pensiero che i nostri avi ci hanno sempre ricordato:

 ” Lasciamo ai figli la terra, almeno come l’abbiamo trovata”

È la nostra terra e va difesa con la stessa cura e la stessa attenzione con cui difendiamo ciò che ci appartiene. Gli avvenimenti che stiamo vivendo negli ultimi anni, fanno presagire un domani senza futuro. Se non cambiamo rotta ci attende uno scenario desolato, molto diverso da quello che Madre Natura ci ha assegnato.

PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA TERRA È VITALE,

 PERCHÉ NON ABBIAMO NESSUN ALTRO POSTO SU CUI ABITARE!

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