È notte, sono sola.

Distesa a letto, sono nuda.


Fa caldo, di quell’afa pesante che ti sudare ad ogni minima esitazione; ogni respiro lo percepisci perfettamente, profondamente, pesante.

Sono nuda anche nell’anima, non mi posso più nascondere, non mi posso più nascondere da me stessa.

Guardo i miei piedi, macchiati dell’inchiostro dei miei tatuaggi e abbandonati tra le lenzuola stroppicciate in fondo al letto, verdi, cotone egiziano.

Le tengo lontane da me, non voglio che non mi tocchi niente, nessuno. Nessuno che non sia tu.

Al cuore arrivano le note di Beth Hart, mi stordiscono, mi sospendono. E allora la mente parte, inizia a viaggiare, può volare dove vuole, lei. E allora perchè no.

Immagino i tuoi piedi avvinghiati ai miei, sento il tuo alito caldo, profuma di Mentos, sul mio collo e una mano che si posa leggera, quasi timida, sulla mia spalla. L’indice sfiora la mia pelle, dal collo, alla spalla, ai fianchi… ogni centimetro toccato, conquistato, è una pugnalata al ventre, una stilettata al cuore. Vorrei girarmi, guardarti, baciarti ma non lo faccio, perché se lo facessi, se mi girassi… potrei vedere la realtà che si fa beffa di me, cioè che tu non ci sei, che tu sei vivo solo nei miei sogni ma più vivo che mai.

E così resisto alle tentazioni, guardo i miei piedi, ancora vicini ai tuoi, così lunghi, così nervosi.

Richiudo gli occhi e finalmente ti permetto di avvicinarti, poggi il tuo corpo al mio, confondendo ogni mio senso.

Chi sono? Chi sei? Dove siamo?

Non posso vederti ma posso sentirti, eccome.

Sento il profumo della tua pelle, me lo ricordo bene… sai di buono, di caramella; come dimenticarlo.

Un sorriso timido mi si insinua sulle labbra e il mio corpo è più in allerta che mai, in attesa, in attesa di un contatto, brama la tua bocca, le tue mani, la tua anima.

E tu lo sai, ma sai anche che l’attesa rende tutto più magico, così mi lasci sospesa… ancora una volta.

La temperatura sale, i corpi vicini di surriscaldano e finalmente ecco le tue labbra, su di me, sul mio collo, lungo, bianco, cervino e indifeso; è lì per te e tu lo sai.

Un brivido mi scuote, corre veloce dalla testa ai piedi che si tendono e si stringono ancora di più ai tuoi.

Un bacio dolce ma capace di accendere ogni mio desiderio.

Ed io non resisto, non ti resisto più, mi volto, ti voglio.

Mi volto ma tu non ci sei.

Non ci sei mai stato.

Una lacrima brucia sulla guancia; è una lacrima triste?

No, è solo vera, autentica, è tua.

Stremata dal lungo pensiero di te, chiudo gli occhi e sprofondo in un sonno nero.


Ti aspetto domani.

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