Odio i ricci

E il paradiso, forse esiste…

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Sono una persona che non ha mai fatto pace con la vita. Non capisco perché si debba invecchiare. Non capisco perché si debba stare male. Non mi arrendo alla natura. E la morte, figuriamoci. Un mistero. In molti credono nell’aldilà, credono nella reincarnazione, credono ci sia un perché. Io non credo in niente. Per me quando finisce, finisce. E il perché non lo vedo. La pensavo così. Poi, dopo la morte di Pino Daniele, mi è scattato qualcosa dentro. L’immagine di centomila persone in Piazza del Plebiscito che intonano “Napul’è” è qualcosa che arriva dritto al cuore. L’affetto, gli occhi lucidi, le emozioni. Poi domenica, allo stadio, prima della partita. Tutti che cantano per Pino. Brividi. E per la prima volta ho immaginato una persona che non c’è più, sì da qualche altra parte, ma con la possibilità di guardarci. Tutto l’affetto che in questi giorni si è scatenato nei suoi confronti, non può non averlo visto. Nemmeno il mio cinismo può credere ad una cosa simile. Lui c’è. Vede l’amore che ha seminato e vede la sua famiglia. E me lo immagino di nuovo a comporre poesie accanto a Massimo Troisi, felici di essersi ritrovati. E’ la mia prima volta ed è una sensazione bellissima. Ciao Pino, so che stai leggendo, sei andato via troppo presto, ma tutto quello che ci hai lasciato, vivrà per sempre.

“E vivrò, sì vivrò
tutto il giorno per vederti andar via
fra i ricordi e questa strana pazzia
e il paradiso, forse esiste…”
-Quando-

PINOMASSIMO

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