La metà della meta

Due chiacchiere con il Dalai Lama

0
Like

Ovviamente questa non è una vera e propria chiacchierata con il Dalai Lama.

Se avessi avuto la possibilità di intervistare il Dalai Lama, me la sarei letteralmente fatta nelle mutande.

In primo luogo, non avrei nemmeno saputo da dove incominciare.

Che cosa chiedere ad una delle massime autorità in fatto di pacifismo, amore, rispetto e gratitudine? Cosa domandare a un uomo tanto immenso, a un rifugiato politico, alla ex carica spirituale dello Stato Tibetano? A un uomo che a 81 anni gira ancora il mondo portando le Sue parole di pace? A un anziano che si mette un fazzoletto in testa perché ha caldo, mentre ti spiega il suo ultimo progetto?

Come fai a chiedere, in un pianeta in cui nessuno ha più il coraggio di sperare in un mondo migliore, come sia possibile per lui, classe 1935, una guerra mondiale e civile alle spalle, come diamine possa fare ad essere certo che la via dell’Amore sarà finalmente possibile?

No. Parlare è argento, ma tacere e ascoltare è d’oro.

Ho visto Sua Santità il Dalai Lama a Milano, in occasione della sua recente visita organizzata dall’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling, una ONLUS Milanese che insegna – fra le altre cose – la meditazione, lo yoga, il Tai Chi Chuan e presidenziato da Venerandi Lama Tibetani. Vi invito anche a guardare il loro sito internet e vedere quante bellissime opere di solidarietà hanno intrapreso e concluso tra India e Tibet: http://www.ghepelling.com/

Insomma, sto parlando di gente che sa perfettamente quello che fa, predicando bene e razzolando meglio.

[title maintitle=”Una chiacchierata con il Dalai Lama” subtitle=”La Fonte dell’Autentica Felicità.”]

La conferenza pubblica verteva sul concetto di FELICITÀ AUTENTICA.

Si presenta con il suo seguito di giovani monaci e Richard Gere, grande estimatore del XXIV Dalai Lama, o “my friend”, come lo ha chiamato Sua Santità.

Ci invita immediatamente a sederci e a smettere di applaudire. “Sono solo un vecchio“, ci dice.

Tenterò di essere breve e leggibile, ma sarà un compito molto arduo. Il Dalai Lama parla per 2 ore e mezza a 12.000 persone che ordinate lo ascoltano in uno dei padiglioni di Rho Fiera, dove, generalmente, sei più abituata a fare compere a Sant’Ambroeus alla Fiera dell’Artigianato. Vedere questo immenso luogo aperto con solo un altare e un trono, ti fa sicuramente un certo effetto.

La più alta carica spirituale Buddhista attacca raccontandoci con altre parole una delle sue più famose citazioni.

image

A giudicare dalla foto che vedete sopra, deve avere detto questa cosa decine di centinaia di volte, perché oggi, il piccolo uomo ricurvo (piccolo nel senso di statura, mai e poi mai in altri sensi) vestito di rosso e giallo dimostra qualche ruga in più.

Esistono 2 tipi di felicità:

  1. Quella materiale, data dalle cose, dal successo, dal sudore della fronte che viene ripagato in carta per l’acquisto di oggetti.
  2. Quella che viene dalla mente e dal modo di pensare.

Gli occidentali, in tutto questo, sembrano preferire la prima. Quello che denota è che siamo pieni di stress, di ansia, di paure. Siamo concentrati perennemente su noi stessi, chiudendo la mente in uno stato di perenne claustrofobia che genera frustrazione. Più una società appare industrializzata, avanzata, più mostra segni di disquilibri psichici.

Se invece provassimo – e riuscissimo – ad allargare questo orizzonte, spalmando la nostra visione sull’umanità, ci sentiremmo meno soli. In fondo, tutti gli esseri – animali compresi – provano le stesse nostre emozioni. Provano gioia, dolore, paura, rabbia. È questo che ci accomuna. Ci accomuna sentire tutti le stesse cose.

Quello che ci differenzia dagli animali è la compassione: l’unico, vero motore della felicità. Tutti noi, in tutte le Nazioni, di tutte le Religioni e sparsi per ogni angolo del globo abbiamo un solo obiettivo: VOGLIAMO ESSERE FELICI. Non possiamo esserlo focalizzandoci su banali diversità che sono minime in confronto all’uguaglianza di essere tutti fatti di carne e di emozioni.

 

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ALESSIA BALLESTRERI

ENTRA NELLA COMMUNITY