Texas Stripes

To drink or not to drink?

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4ef2ae3efc969d54d81e91a7ca3143b9Chi l’ha detto che il proibizionismo è morto? Vive e prospera come non mai, soprattutto in quella dimensione parallela che il mondo chiama Texas ma che per me non è altro che casa. Il rapporto tra texani e alcool non è mai stato tra i più semplici, fin dai tempi in cui Butch Cassidy crivellava di pallottole le bottiglie di birra nei saloon, e anche nel West del terzo millennio i paradossi dello “spirito” continuano ad esistere bizantini e imperiosi. Giuro che quel che sto per descrivere è vero ed è stato sperimentato sulla mia pelle.

Innanzi tutto. In America la maturità alcolica si raggiunge a 21 anni. Fino a 21 anni tutti astemi? Si, buonanotte. I genitori, per esempio, possono comprare alcool ai minori e gli stessi possono devastarsi d’alcool pur che lo facciano sotto gli occhi dei genitori. Idem se per caso siete sposati con un uomo (o una donna) maggiorenne. Loro potranno comprare drink per voi. E voi potrete berlo, anche se minorenni. Se per caso avete la sfiga di vivere in alcune contee del territorio di Houston – sono 10 attualmente, tra cui la “cool” Houston Heights – bere alcolici è ancora vietato. Sulla carta. Ma in pratica i baristi più svegli si sono inventati di chiamare il proprio bar, “private club” e in questo modo possono somministrare alcoolini a chi vogliono. Se invece della birra preferite robe leggerine tipo il Daiquiri (rum, lime e zucchero di canna), e il Margarita, siete fortunati. Perché i drive through cocktail bar, ovvero quei posticini in cui ti fermi con la macchina ancora in moto e ordini attraverso una finestrella, non vi guarderanno la carta di identità. Quindi rum e tequila sono ok purché ve li beviate a casa e non in macchina. Che differenza fa, lo sanno solo i texani. Gli alcoolici, di nessun genere, possono esser comprati con gli onnipresenti “coupon”. Nessun tipo di alcolico può essere venduto durante le fiere di vendita d’armi. Cioè: le armi possono essere vendute senza problemi ma l’alcool in abbinata, no. Logico. Schermata 2015-02-27 alle 00.15.36

E ancora: nelle bische, che in Texas sono legali, se state scommettendo forte, non potete bere alcoolici. Se invece state bevendo, tecnicamente la vostra scommessa è illegale e non verrà pagata. Ah! I food track – quindi tutto l’universo dello street food – è alcool free, condannato alla coca-cola. Leggo inoltre che c’è una cittadina sperduta dello stato del Texas (New Braunfels) in cui l’alcool è stato definitivamente abolito se lo consumate in riva ad un fiume (no, dico, nel caso…). Infine, l’alcool non può essere bevuto in pubblico e comunque la sua vendita è vietata la domenica e fine all’anno scorso nessuno non-texano poteva vendere alcolici.

Un limite diverso è quello che fino a 3 anni fa metteva in discussione la definizione stessa di birra. Perché, fino al 2012, il Governo del Texas aveva stabilito che al di sopra dei 4% di gradazione alcoolica (ovvero per la maggior parte di quelle che noi in Europa definiamo indiscutibilmente “birre”) la bevanda si trasformava in “liquore al gusto di malto”. Per cui, per dire, la mia amatissima Guinness era un liquorino e non un bicchiere di birra.

Per finire, nessuna entità commerciale, neppure la multinazionale più potente del mondo, l’americana Walmart, può avere più di 5 licenze per vedere alcolici all’interno del medesimo edificio. Motivo per cui la settimana scorsa il colosso del commercio al dettaglio ha portato in tribunale lo Stato del Texas.

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