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Dopo Rachida, Briatore

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Non c’è due senza tre, dicono. Secondo me potevamo fermarci all’uno. I programmi come i film, si sa, dopo il secondo annoiano parecchio. Tralasciamo il discorso di Fast&Furious nel particolare perchè siamo tutti molto dispiaciuti per la morte di Paul Walker. Probabilmente l’ultimo F&F, se verrà fatto, farà incassi record proprio perchè sostituiranno una delle icone del film. Ma, diciamocelo, o sei un fanatico di Fast&Furious oppure dopo il secondo cominci a romperti anche tu. Uguale per la serie infinita dei Saw…Alien… Sempre la stessa storia, le dinamiche, i personaggi, gli obbiettivi. Non c’è mai nulla di nuovo in qualcosa che si ripete.

Lo stesso vale per le serie tv, anzi, forse sono anche peggio. Dopo Il boss delle torte abbiamo Il re del cioccolato, Torte in corso con Renato, Bake off Italia..dopo Cucine da incubo USA abbiamo Cucine da incubo Italia…dopo Masterchef 1,2,3 USA abbiamo Masterchef 1,2,3 Italia.

L’Italia arriva sempre dopo. Strano.

L’unica cosa che cambia sono i giudici e neanche tutti. Canavacciuolo che prende il posto di Gordon non è un gran bel vedere. Faccio fatica io a capirlo quando parla, non oso immaginare mio nonno. Una poltrona ambulante che cerca di arrabbiarsi come il suo corrispettivo americano ma risulta sempre un panzerotto bonaccione. Decisamente non fa lo stesso effetto, tantomeno un effetto migliore. Il boss Buddy se la deve vedere con un pluripremiato Ernst Friedrich Knam che ha delle doti in cucina sicuramente superiori di quelle attoriali. La Parodi fa pappagallo al signor Knam in BakeOff Italia mentre Renato Ardovino, cake designer, spiega come usare chili e chili di pasta di zucchero per decorare una torta che scompare sotto i colori.

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Ultimo ma non ultimo Masterchef. Cracco sicuramente meglio di Graham Elliot che da l’impressione di volersi mangiare i concorrenti più che le pietanze. Troviamo poi, sia in America che in Italia, la pietra miliare Joe “Muoro” Bastianich che, a dispetto dei suoi commenti esilaranti, ancora non è crepato. Per il resto nulla di nuovo sotto il sole, anzi. Tutte ste ripetizioni hanno veramente stancato e portano il programma ad avere un livello di preparazione decisamente inferiore rispetto alla prima edizione. Già alle preselezioni di questo Masterchef ho capito che questa edizione del noto programma sarebbe stata di basso livello. Dalla ragazzina ventenne, quella che non sapeva come si faceva il ripieno dei tortellini, a Rachida che è l’emblema della scarsa preparazione dei cuochi.

Se Barbieri avesse chiesto a me il ripieno dei tortellini mi sarei girata sui tacchi e sarei uscita per conto mio prima ancora di sapere il  voto dei giudici, perchè parliamo di cucina! non puoi andare senza un minimo di conoscenze. Come se mi presentassi ad un programma per diventare una grande sarta e non sapessi tenere nemmeno l’ago in mano.

Con Rachida mi sarei tirata una fucilata sui piedi. “Lo so. Mi sto imozionandi. La imozione mi fa bruti schersi. Voi siete cusi bravi. Meritate di più brave. Io no merito di stare qui………No vi pregu tenetemi. Io imparo veloce. Questa è mia vita…..Grazi. Grazi. Grazi!….No io no merito questo..”

rachida

HAI RAGIONE! Non lo meriti. Hai svangato le balle dopo i primi 10 minuti, tenerti per il programma intero mette a dura prova il sistema nervoso di molti.

Come ha fatto notare un’altro appassionato fan in rete di Rachida

La battuta che gira in rete è la sintesi perfetta di questa edizione 2014 di MasterChef Italia: il vincitore morale è il marito di Rachida che si è levato di torno la piagnona per qualche settimana. Beato lui. Mentre noi dobbiamo sopportare gli spettacolini della signora, lui starà alla Mecca ringraziando Maometto. E non solo: un’araba incapace di cucinare un carrè di agnello è come un’italiana che sbaglia la cottura della minestrina col dado Knorr. Ma naturalmente non le è stato fatto presente. Lei si giustifica dicendo: “Sono troppo vera, allora sono diventata scema”. Probabile che resti dov’è perché fa colore, ma il personaggio sta “diludendo” di brutto. Restituiamola in fretta alla sua famiglia, per favore.

Perfino la Lucarelli scomoda le chiappe per intervenire, in maniera pungente, sulla questione.

Quelli che si chiedono quale sia il ruolo della piagnona Rachida in Masterchef, sottovalutano il valore narrativo della faccenda. Rachida pensa di saper far tutto senza saper far nulla, scarica le colpe della sua incapacità sugli altri, cucina sempre la stessa cosa riuscendo a spacciarla per altro e condisce il tutto con una decisa propensione al vittimismo. La genialità sta nell’aver fatto interpretare il ruolo dell’italiano medio a una marocchina.

Dunque Rachida personaggio dell’anno. E Briatore non ci sta. Così riporta in scena un The Apprentice alla Masterchef.

apprentice-briatore-assistenti-concorrenti

Nella prima puntata i 14 concorrenti della seconda serie del programma di Sky si sono dovuti sfidare in una prova (anche) culinaria. Sono stati divisi in due squadre, uomini contro donne, e piazzati fuori dal circuito automobilistico di Monza nel giorno delle qualifiche con due classici camion per la vendita di panini. Commenta pure un pò alla Bastianich.

Qui tutti bravi a fare le robe teoriche, poi se c’è da soffiarsi il naso non ci riescono.

Immancabili, poi, le domande trabocchetto del SeiFuori.

“Ma tu fai breakfast o colazione?”.

Come? Cosa? Scusa?…Occhi spalancati da cernica e mutismo.

L’unica che risponde è Rachida. “Io faccio tutto, un pò di imozione, ma faccio tutto. Grazi. Grazi. Grazi.”

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