CartaCarbone Festival

Diamo i numeri tra poesie e rap – Diario di una volontaria al CartaCarbone festival

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Per raccontare la seconda giornata di CartaCarbone, esce la mia vena di ragioniera: mi lego un po’ ai numeri oltre che alle sensazioni.

In Loggia dei Cavalieri ieri per Maino-Cinquegrani e Cheap and Chic, 90 sedie occupate per ciascun evento, andirivieni, richieste e si vocifera in infopoint che tutte le location sono gremite di un pubblico sostanzioso, desideroso di scoprire!

CartaCarbone ha sfidato il tempo ieri, e oggi la storia si ripete, ma a vincere è sempre il festival (per fortuna)!
Che sia per il sorriso dei volontari? Per la determinazione e la passione delle organizzatrici? Per la curiosità del pubblico? Ognuno ci ha messo del suo e il sole ha deciso di fare capolino, e se non lo ha fatto almeno la pioggia ha evitato di cadere.

Parliamo sempre della Loggia dei Cavalieri, oggi pomeriggio è diventata teatro di una performance piena di energia e armonia, proprio come richiama il titolo dell’evento “Rhythm & Poetry”.
E si parla proprio di ritmo e poesia, perché Taiyo Yamanovchi, ci ha insegnato oggi che sono cose che vanno di pari passo nella sua vita.
Hyst, nome d’arte col quale è meglio conosciuto, prima di essere rapper è illustratore, attore, scrittore (a dicembre uscirà “Fare il Rap”), insomma è un artista a tutto tondo.

Un giovane energico, simpatico, dalle origini paterne giapponesi, tanto che la sua cultura si fa sentire vivida in alcuni versi delle sue canzoni, aggiungendo haiku qua e là rendendo i testi ancora più vivi, più puntuali.

HYST

Giovane (classe 1975), che accompagnato dal DJ Dust, richiama giovani (e non solo!), infatti su una cinquantina di presenze il 70% erano ragazzi adolescenti attirati, ipnotizzati dalle rime e molleggianti a ritmo del sound.

Parla dell’arte come qualcosa dal doppio volto, e dal doppio scopo: analisi critica, polemica ma anche col ruolo di immettere energie costruttive, positive, PROPOSITIVE. Parla del rap come la (necessaria) commistione delle due sfaccettature, e metaforizzandolo come una sorta di integratore vitaminico, e ci propone “L’arte di essere felici” dal testo ridondante, preciso e toccante.

Un poeta, dicevo, prima che rapper, che fa tesoro della sua esperienza di attore per la dizione e l’interpretazione. Talmente carismatico che l’affluenza va crescendo.

Il ritmo chiama.

CartaCarbone attira.

Ti aspettiamo per questo week-end culturale!!

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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