Coni et Amo

Di presentazioni, principesse, prospettive e parolacce – ep.10

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Questa non è una puntata di Coni et Amo.

Questa è una presentazione dei personaggi dalla prospettiva di un’esterna. Dell’ultima arrivata, di quella che non si è accorta di una liaison se non dopo l’apertura di Coni et Amo.

Ma andiamo con ordine, rigorosamente alfabetico.

AB è il perfetto mix tra una principessa ed uno scaricatore di porto Veneziano, pur essendo Lombarda ed avendo solo il Po come sbocco sull’acqua.

AB è apparentemente una primadonna che necessita di stare al centro dell’attenzione senza che però le persone si accorgano che ella voglia stare al centro dell’attenzione, perché non le piace che gli altri pensino che lei pensi che stia a pensare di voler essere al centro dell’attenzione.

AB fa fatica a trattenere le parolacce, una, soprattutto, che ricorda vagamente l’incredibile exploit alla ruota della fortuna che comprendeva vittorie ed amazzoni.

AB però pensa questo non sia colpa sua ma delle sue origini ed a causa di ciò spesso è al centro dell’attenzione. Ma lei odia sembrare una che vuole rubare le scene.

RB è il tizio strano con le sopracciglia da Mefistocle. AB non ha la certezza che Mefistocle sia un personaggio reale anche nella testa delle altre persone, ma non se ne cura.

RB, si diceva, assomiglia sempre ad un tipo vagamente incazzato. Sarà l’urletto che salta su quando RC lo fa incazzare, saranno le mani dietro la schiena tipo vecchio al cantiere, sarà la padovanità che trasuda, sarà che AB c’è stata sempre un po’ alla larga.

RB poi ha una mente analitica, si definisce il Mr. Wolf di Excel e parla di numeri e report. Precisamente, 4 delle centinaia di migliaia di cose che AB non ama. E poi una volta, quando faceva il PM, era lei Mrs. Wolf: non è che je puoi rubà la scena così, alla principessa AB, eh.

Poi RB ha scritto. Poi RB ha condiviso la sua playlist “Childhood” con AB. AB e RB hanno un solo anno di differenza ed hanno vissuto la stessa, meravigliosa, truzza infanzia sul tagadà a dominare la piazzetta, a km di distanza, indossando le Silver, le felpe della Lonsdale e le cinture Fucking Criminal.

AB e RB dicono parolacce senza sentirsi giudicati l’uno dall’altra.

AB così si approccia di più a RB, lo sente già più amico. Ma lui non la caga, è troppo preso da RC.

RC è quello che in Lombardia AB definirebbe “un tettolone”, e tutti la capirebbero. In Veneto no, quindi AB deve tradurlo in “tenerone, cucciolone”.

RC e AB sono d’accordo nel 90% dei casi. Talvolta AB sbuffa perché RC pontifica, o nazifica, che dir si voglia, ma AB sente di avere a che fare con qualcuno che ne sa. A pacchi.

RC e AB diventano amici da prima di vedersi di persona, in una relazione e-pistorale che Jacopo Ortis scansati proprio. Parlano, di marketing – perché RC ne è un vero fanatico –  anche se AB ha fatto l’università nel mesozoico, senza manco finirla, tra l’altro.

RC è un sapiente incrocio tra una principessa ed un raro senso del tatto, come quella volta che ha detto ad AB che un suo comunicato stampa faceva “sboccare”. Con questo lessico.

RC è un’altra principessa, sempre rintanata nella sua torre, in attesa che qualcuno la salvi dalla propria insicurezza ed è un altro scaricatore di porto, ma non Veneziano, di Padova.

RC è apparentemente una primadonna che necessita di stare al centro dell’attenzione senza che però le persone si accorgano che egli voglia stare al centro dell’attenzione, perché non gli piace che gli altri pensino che lui pensi che stia a pensare di voler essere al centro dell’attenzione.

AB e RC sono legati a doppio filo da un bipolarismo incomprensibile che duella e trova la sua giostra in Skype. RC talvolta non caga AB, AB talvolta non caga RC e già essi si ritrovano a pensare di aver fatto qualcosa all’altro senza volerlo.

Dura la vita dei paranoici.

AB d’un tratto si desta, come se per gli ultimi 7 mesi fosse rimasta chiusa in una grande bolla. Le battute fioccano, le balconate della “pausa cicca” – la cicca si mastica, non si fuma, direbbe AB, la Lombarda – cominciano a parlare e lei si ritrova testimone di un immenso amore.

AB ci prova, ma non riesce mai ad entrare nella loro discussione. Li osserva, tenta di intervenire per soddisfare la principessa che risiede in lei: ogni tentativo è vano. Sandra e Raimondo, pardon, RC e RB cominciano a battibeccare, si raccontano delle chiamate rapide impostate sul telefono anche se RB, da buon Mefistocle, non chiama mai.

 

Da quel giorno AB, vedendo RC e RB con occhi nuovi, in quel canal grande che è Venezia, li immagina scendere dal ponte degli Scalzi –  si chiamerà così? – mano nella mano.

Persone giurano di averli visti davvero, poco dopo essi si confessassero “Galeotto fu San Giobbe, Twitter ed il post che lui scrisse”.

 

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