Arte in pillole

David, con Firenze nello sguardo!

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Si è appena conclusa la Serie Evento di quest’autunno: “Medici: Master of Florence” una coproduzione Lux Vide, Big Light Productions, Wild Bunch TV e Wild Bunch.

Questa prima stagione ha avuto enorme successo, in parte grazie ai grandi nomi che vi hanno partecipato (Dustin Hoffman, Richard Madden, Alessandro Preziosi, Sarah Felberbaum e molti altri), in parte dovuto alla sapiente regia nell’ incastrare mistero e intrighi in modo da accattivare lo spettatore.

  • L’ho amata per diversi motivi:
  • Si parla di Firenze, città che trovo affascinante, peraltro nel mio periodo storico preferito (soprattutto dal punto di vista artistico).
  • Mi è piaciuto il taglio dato a Cosimo e alla famiglia, come mecenati delle arti oltre che banchieri.
  • Ho apprezzato molto com’è stato raccontato il personaggio di Brunelleschi e come si raccontava egli stesso: ovvero con gli occhi e le parole di noi posteri che abbiamo studiato e apprezzato il suo operato.
  • Poi, personalmente sono del partito “Marco Bello”: vogliamo parlare di Guido Caprino nei panni del leale personaggio? Magari, però, in un’altra sede, perché non sono qui a parlarvi della Serie TV!

I Medici mi danno spunto di parlare di uno dei simboli indiscussi di Firenze: Il David

[title maintitle=”Chi era David?” subtitle=””]

Troviamo la storia di David tra le pagine della Bibbia: con lo sfondo della guerra nell’anno 1000 a.C. tra i Filistei e il popolo di Israele guidato dal Re Saul, si narra di un giovane pastorello ebreo e del gigante Golia appartenente all’esercito nemico. Golia nel mezzo dello scontro lancia una sfida: un duello a due, contro di lui, per decretare le sorti della battaglia.
Mentre tutti si ritirano impauriti, si fa avanti solo l’audace Davide che sconfigge il gigante con un sasso e una fionda.
Mi piace il commento di Sant’Agostino: “Il pastorello ha vinto perché non era armato di ferro ma della propria fede”

[title maintitle=”” subtitle=”Le diverse (più famose) interpretazioni del David nella storia dell’arte dal Quattrocento“]

IL DAVID DI DONATELLO

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Donatello fonde in bronzo questa scultura, attorno al 1440 sotto commissione di Cosimo de Medici che la voleva come opera per abbellire il suo cortile.
L’eroe biblico è raffigurato in piedi, trionfante, mentre calpesta la testa mozzata del gigante sconfitto.
All’epoca era stato a lungo criticato perché molto sensuale e vestito solo da un insolito cappello a punta e da calzari alati (che ci rendono incerti: potrebbe essere il giovane dio Mercurio, divinità del commercio – attività della famiglia Medici, dopo aver decapitato Argo Panoptes).
Il modellato e l’iconografia comunque è quella tradizionale, con una minuziosa cura nei dettagli soprattutto per quanto riguarda la testa del gigante.

IL DAVID DI MICHELANGELO

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Michelangelo, nel 1501, sotto commissione della corporazione della lana e per volere di Pier Soderini, dà la sua versione in marmo, con un modellato che ricorda molto le sculture classiche dall’anatomia equilibrata e precisa.
La novità che porta Michelangelo sta nel carattere di Davide: non è un giovinetto indifeso e armato solo della sua fede. In continuità con gli studi dell’artista, è raffigurata tutta la tensione umana racchiusa nelle vene che sporgono dalla mano serrata, nello sguardo fisso e concentrato durante momento esattamente precedente alla battaglia.
David, qui, è rappresentato mentre decide che cosa fare!

IL DAVID DI BERNINI

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Questo confronto sembra quasi un’evoluzione nel movimento e nell’azione di Davide!
Nel 1623 Bernini, a Roma, sperimenta un’altra idea dell’eroe, questa volta nel momento in cui si sta svolgendo l’azione.
Bernini va oltre: la scultura determina lo spazio attorno a sé, non è statica e diritta come quelle dei suoi predecessori, girandole attorno si ha quasi l’impressione che il Divide di marmo si muova!
Visto di lato risulta instabile nella sua posizione mentre tende la fionda con la massima potenza che ha, per colpire Golia. Sta prendendo la mira con la classica espressione corrucciata di chi vuole a tutti i costi fare centro e sconfiggere il nemico.
Frontalmente invece, è come Davide fosse stato fotografato: il momento è sospeso nel divenire dell’azione.

[title maintitle=”” subtitle=”Perché David divenne simbolo di Firenze?“]

Qualunque sia la sua rappresentazione questo personaggio ha molto da insegnarci!
I Fiorentini, dopo il lavoro di Michelangelo, si immedesimarono nell’aspetto fiero del giovane eroe, interpretandolo come espressione della forza e della potenza della città.

Ecco che David diventa simbolo della Repubblica, in quanto visto come rappresentazione della vittoria della democrazia sulla tirannide, e simbolo del Rinascimento con la sua forza morale e razionale, in quanto incarna perfettamente l’uomo-eroe protagonista della storia e consapevole delle proprie potenzialità.

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