I social sono diventati i necrologi per eccellenza e se una mattina ti ritrovi ad aprire Facebook e a vedere campeggiare nella home una foto di David Bowie senza un commento o un emoji che possa esprimere un vario sentimento capisci lo stesso che c’è qualcosa che non va’ e non capisci il perché anzi, ti chiedi il perché: come si può passare nel giro di tre giorni dalla “rinascita” con il nuovo disco, uscito dopo tanti anni, alla morte? Forse è l’uscita di scena che ogni artista vuole lasciare in questo mondo, anche se come dicono tutti da ormai più di 24 ore «la sua musica non morirà mai».

Non sono qui per profanarmi come la sua più grande fan, credo che non sarei nemmeno degna di parlarne, ma sono cosciente del fatto che la sua musica è storia e non si discute, non bisogna nemmeno esserne fan, l’arte con la A maiuscola si apprezza indiscutibilmente.

L’8 gennaio, giorno del suo 69º compleanno è uscito il suo ultimo album BlackStar accompagnato dall’uscita del suo ultimo video Lazarus. La sua visione fa tanto pensare, come il testo che inizia con un «Look up here, I’m in heaven», è lo specchio di un periodo sicuramente non facile e forse era un monito per darsi un po’ di forza in un momento in cui la tua vita è segnata dal male.

Un altro portato via da “quella malattia”, a casa mia la chiamiamo così, perché negli anni ha fatto talmente tanti danni che non è degna nemmeno di avere un nome.

Adesso le classifiche iTunes si stravolgeranno, tutti avranno questa esigenza di possedere un album post mortem o di dedicare un RIP, la prima non la capisco e la seconda spero solo sia sentita, fatto sta che qui in questa rubrica parliamo di radio e vogliamo ricordare David Bowie a modo nostro. Nel 2000 uscì una raccolta intitolata Bowie at the Beeb (“Beeb” è il nomignolo che usano gli inglesi per indicare la BBC n.d.r.), tre CD dove nei primi due si raccoglievano le varie session live registrate tra gli anni 60 e 70 negli studi della BBC, mentre nel terzo CD si poteva trovare un live registrato nel BBC Theatre di Londra. Il terzo era un bonus disc, si trovava solamente nella prima release, ma per chi non ne fosse in possesso ringraziamo YouTube per offrirci dopo 16 anni perle così.


Photo credit: Michael Ochs

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