L'angolo di Key

Curtun: Il segreto del popolo etrusco

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Torna L’Angolo di Key su Gushmag e lo fa con una nuova uscita letteraria: “Curtun, il segreto degli Etruschi“. Questo è il nuovo libro di Lucia Tilde Ingrosso, edito da Salani. Nel blog ne ho parlato in anteprima, ora è il momento di condividerlo anche con i lettori di questo fantastico Social Media Magazine.

Dopo i gialli e alcuni lavori in rosa, la giornalista di Millionaire si dedica alla narrativa per ragazzi.
Lo scorso 21 Gennaio è uscita in libreria con un libro davvero particolare, in cui Lucia Tilde Ingrosso mixa avventura, mistero e amore attraverso la storia della diciassettenne Arianna. Una specie di  Twilight italo-toscano.

Ma sentiamo direttamente l’autrice:

Lucia_Tilde_Ingrosso

Perché ha iniziato a scrivere narrativa per ragazzi?
“Tutta colpa di Sandrone Dazieri e di mia figlia Stella! Qualche estate fa, dopo aver letto un mio racconto, Sandrone mi dice che secondo lui posso scrivere qualcosa per i ragazzi. Mi regala Hunger games e mi dà un bel po’ di consigli. Nel frattempo mia figlia fa pressione perché scriva qualcosa che può andare bene anche per lei. Così leggo un po’ di romanzi di genere, prendo appunti, cerco uno spunto originale. Lo trovo negli etruschi, popolo affascinante e misterioso e argomento abbastanza vergine. Da lì, la storia prende forma velocemente e appassiona me per prima.”

Il libro è dedicato ad un pubblico giovane, che apprezza il romanzo paranormale. Lucia scrive ai ragazzi e racconta di storie di loro coetanei, certamente particolari, tra mistero e avventura. Ma ne parla come se stesse scrivendo un libro dedicato agli adulti. Almeno è ciò che sembra a me. Ci sono differenze di scrittura e di approccio in questo libro, rispetto ai tuoi lavori precedenti?
“L’idea di partenza è stata quella di scrivere un romanzo per ragazzi. Poi, alla fine, la mia è una storia e, come tale, può piacere ai ragazzi e anche ai loro genitori. Parlo di tante cose – amore, mistero, avventura – più adatte a un pubblico di young adult. Ma tocco anche tematiche diverse, che possono stuzzicare la curiosità degli adulti. Una questione ancora aperta che metto sul piatto riguarda la lotta fra etruschi e romani, vinta duemila anni fa da questi ultimi. Se le cose fossero andate diversamente, come vivremmo noi oggi? Il mio messaggio di fondo è che non è mai troppo tardi per scrivere un finale diverso, nella Storia con la ”s” maiuscola, così come nelle piccole storie di ognuno di noi. Quanto alla diversità di approccio, direi che la differenza fondamentale sta nell’età dei protagonisti. Per il resto non ho dovuto fare particolari adeguamenti di stile (già la mia scrittura è lineare e semplice, pur mirando a non essere banale). Quanto alla profondità delle tematiche e alla complessità dei ragionamenti… be’, gli young adult sono più avanti della maggior parte degli adult!”

Come nasce l’idea di mixare l’amore giovane con  l’avventura e il mistero della civiltà etrusca, tra sfide, pericoli, rivelazioni e paura?
“Leggendo libri come la saga di Twilight, i romanzi di Lisa Jane Smith o il già citato Hunger games ho trovato degli elementi ricorrenti: l’importanza dell’amicizia, la difficoltà di rapportarsi con gli adulti, la ricerca dell’amore, l’attrazione/avversione nei confronti del diverso. Poi, da giornalista, ho “intervistato” ragazze fra i 15 e i 18 anni, per costruire la mia protagonista in modo credibile. A quel punto, sono arrivate la collocazione spaziale (la Toscana) e il tema forte (gli etruschi).”

E’ una scrittrice/giornalista eclettica, quale genere le piace scrivere più tra gialli, noir e temi di normale quotidianità?
“Mi piace scrivere, punto. Che si tratti di un articolo sul franchising per Millionaire o della scena di un interrogatorio per un mio giallo, quello che amo prima di tutto è proprio il riuscire, con le parole, a trasmettere qualcosa ai lettori. Non importa se informazioni, incoraggiamenti, emozioni, divertimento, l’importante è trasmettere. Mi diverto più a scrivere fiction, ma il lavoro giornalistico mi aiuta moltissimo a conoscere storie e persone sempre nuove e a raccogliere fonti di ispirazione.”

Torniamo a libro: Arianna e Cortona. Un po’ come lei e Cortona.
“Sono nata a Milano, ma mi sono trasferita a Cortona che ero molto piccola. Lì ho fatto tutte le scuole, dalla materna al liceo. Anche se poi sono tornata a Milano, dove vivo da molto tempo, Cortona mi è sempre rimasta nel cuore. Ero lì, quando avevo l’età di Arianna, perciò mi è stato più facile raccontarla. In Arianna ci sono le mie emozioni di allora, anche se lei è a tutti gli effetti una ragazza di oggi, più simile a mia figlia che a me, quindi.”

Il libro potrebbe suggerire l’idea per una saga di quelle alla Twilight. Le piacerebbe?
“Se Curtun diventasse una saga vorrebbe dire che i lettori hanno apprezzato Il segreto degli etruschi. L’idea sicuramente c’è, anche perché, volendo, sono ancora molte le storie da raccontare. La vicenda si chiude, ma con dei risvolti che lasciano spazio a un seguito. Per non parlare di una storia d’amore e di sangue di trent’anni fa, di cui si parla nel romanzo, a cui potrebbe essere dedicato un prequel.”

Perché i lettori dovrebbero appassionarsi a Curtun?
“Perché l’ho scritto con amore e passione, raccontando una storia che, pur nel rispetto dei canoni classici dello storytelling, introduce tanti elementi di novità”

Nuovi progetti editoriali?
“Dopo aver raccontato per anni le vicende di un poliziotto maschio (l’ispettore Rizzo, al centro dei miei cinque gialli, da “A nozze col delitto” a “I fantasmi non muoiono mai”), in questo periodo mi trovo a scrivere storie al femminile. Sto lavorando a un nuovo romanzo per ragazzi, con protagonista una ragazzina che vuole diventare giornalista. E un giallo al femminile, con protagonista una mamma single funzionario alla Consob, che deve risolvere l’omicidio di uno startupper.”

Curtun

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