Torna il cosmocoffee del Venerdì, siamo da Jasmine a prenderci un caffè in questa grigia giornata di primavera.

Oggi cerchiamo di discutere un argomento un po’ più speculativo rispetto al solito: il principio antropico cosmologico.

Il principio antropico cerca di dare una risposta pseudo-filosofica alla domanda: perché l’Universo è fatto così?

In cosmologia tale questione non si tratta di una domanda di senso, cioé un chiedersi quale sia (se c’è) lo scopo della vita umana o dell’esistenza dell’Universo; questo aspetto viene infatti affrontato dalle religioni e le varie filosofie, non è di competenza della scienza (anche se le sue scoperte e conoscenze dovrebbero essere tenute in considerazione, ma questa è un’altra storia).

In cosmologia la domanda “perché l’Universo è fatto così?” è una domanda di natura pratica. 

Mi spiego meglio con un esempio.

Immaginate di prendere una pallina da tennis. Di solito le vendono in quei tubi di plastica tipo Pringles, ecco non buttate via il tubo che ci serve.

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Mettete il tubo al centro di un parco alberato, non necessariamente in uno spiazzo libero, anzi più alberi ci sono meglio è. Ora allontanatevi un centinaio di metri, voltatevi di spalle al punto in cui avete messo il tubo e tentate di fare entrare la pallina da tennis nel tubo-pringles, lanciandola all’indietro.

Facile?

No, per nulla. Praticamente impossibile. Potrebbero volerci cento, mille, milioni di lanci, ci saranno sparse palline per tutto il parco, in tutte le direzioni, prima che riusciate nell’impresa.

Ora immaginate le palline come universi.

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Ecco, il nostro Universo potrebbe essere quell’unica pallina che è entrata nel tubo.

Studiando come si è evoluto nel tempo, ci viene da dire che c’erano miliardi di miliardi di altri modi con cui poteva andare, e in maggior parte di questi probabilmente non saremmo potuti esistere, non si sarebbero manco formate le stelle e i pianeti.

Molti universi per esempio potevano richiudersi in se stessi appena dopo il Big Bang, e sarebbe stato plausibilissimo, molto di più di quello che sembra essere successo al nostro.

Dunque, da un punto di vista scientifico, spiegare un Universo così poco probabile come il nostro diventa difficile, perché bisogna trovare tutta una serie di meccanismi affinché la storia di evolva in modo tale da spiegare quello che vediamo.

Sostanzialmente, quello che ci troviamo oggi davanti in cosmologia è un Universo la cui storia può essere quasi interamente descritta grazie a una serie di parametri, dei veri e propri numeri, alcuni dei quali ormai sono fissati con grande precisione.

Un qualsiasi altro universo avrebbe altri numeri, ma il nostro ha questi (o almeno il modello che descrive il nostro Universo, ha questi numeri).

Sono arrivato finalmente alla spiegazione del principio antropico.

Il principio antropico dice che l’Universo deve essere come lo osserviamo perché una vita cosciente come la nostra possa osservarlo. Sostanzialmente, c’è un legame indissolubile tra l’esistenza dell’Universo e la coscienza di esso da parte di una vita.

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Se ci pensate, è una cosa piuttosto ovvia: non abbiamo altre esperienze di Universo perché viviamo solo in questo e viviamo in questo in virtù del fatto che è fatto proprio come è fatto.

Altri Universi non saranno mai osservati perché non sono in grado di ospitare vita in grado di osservarli.

Tornando all’esempio delle palline, identifichiamo il nostro Universo come la pallina che è entrata nel tubo solo perché siamo la pallina entrata nel tubo, una sorta di mania di protagonismo.

In realtà potremmo essere una qualsiasi pallina caduta a caso nel parco.

Solo che dal nostro punto di vista, le altre palline sono completamente diverse da noi, perché in via teorica non possono ospitare la vita, dunque ci viene da dire che siamo noi ad entrare nel tubo.

Mi seguite?

Ovviamente agli scienziati non piace molto questo principio, non perché non sia sensato, ma perché non da spazio a ulteriori ricerche: una volta ammesso che questi numeri che spiegano il nostro Universo sono tali perché altrimenti non potremmo osservarli, che si fa?

Invece, l’approccio generale è di ammettere la sensatezza del principio, ma sbattersene altamente e andare avanti con la ricerca.

Questo è bene, perché ovviamente ci potremmo sbagliare. Certo, alcuni aspetti della storia dell’Universo sembrano estremamente chiari, ma non si è mai sicuri.

Basti pensare che fino a qualche decennio prima della Relatività Ristretta di Einstein si pensava di aver capito tutto della meccanica!

Ecco, vi ho dato un assaggio di principio antropico, ovviamente c’è molto altro da sapere e di cui discutere, se siete interessati potreste leggervi per esempio questo libro, credo tra i primi a formalizzare l’idea con un taglio scientifico-cosmologico.

Troppo filosofici oggi?

Beh, in ogni caso il caffé è finito e con lui un’altra settimana di lavoro (seh, magari), quindi vi saluto e ci si vede la settimana prossima!

Buon weekend!

 

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