Coni et Amo

Di consuetudini confortanti, birre scadenti e caffè – ep.2

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RB e RC arrivano in ufficio alle 8.44, dopo l’esperienza dimenticabilissima di un’ora di treno regionale e un cambio a Mestre tra la nebbia, le parole taciute per la sonnolenza, lo scroll sulle mele e sui robottini, e soprattutto il sogno di vivere un giorno in quella città per fare un cambio in meno di treno per arrivare a lavoro.

RC anticipa RB e infila la chiavetta nella macchinetta del caffè prima di timbrare. RB la prende così bene che inizia a valutare la rinuncia al battesimo.

Scatta il caffè espresso con 0 pallini di zucchero, seguito dal consueto odore di salamoia. RB timbra, RC timbra, aspettano il caffè con la consuetudine noiosa ma confortante di una routine che ormai si protrae da mesi.

RC: (aspettando il flusso del caffè) Che caffè di merda che ci tocca bere anche oggi.

RB: (alzando gli occhi al cielo) Ma se devi lamentarti sempre di una cosa che fai, perché cazzo fai quella cosa?

RC: Lamentarsi è sintomo di voler migliorare le cose. Le cose belle partono sempre dall’analisi dello status quo per poter avere gli elementi per porre le basi di un cambiamento.

RB: Ma ti escono così o te le scrivi di notte e te le impari a memoria per poi recitarle il giorno dopo?

RC: Sono insite esistenzialmente in me.

RB: (alza gli occhi al cielo e inizia a girare una sigaretta)

RC: Fallo dopo, dai. Non rovinare l’ambiente impeccabile fatto di legno, piante e natura incontaminata.

RB: Me la sto solo girando, non voglio mica accendermela qui. Ti aspetto su.

RC: Non prendi il caffè?

RB: Da come me lo stai reclamizzando, direi che mi rivolgo a un prodotto sostituto, la nicotina! (blinkando gli occhi, inarcando le sopracciglia e mostrando la busta di tabacco)

RC: (imitando l’emoji con occhi a cuore) Mi esalti quando parli così!

RB: Lo so, ma non farci l’abitudine.

*in terrazzo, dopo qualche minuto*

RB: Hai visto l’ultimo post di Ceres sull’Avellino?

RC: sì, sono sempre più geniali. Spontanei, irriverenti, posizionati con una personalità precisa.

RB: Ma come? Non hai detto che iniziano a starti sul cazzo queste azioni?

RC: Tendenzialmente sì, ma in questo caso ci sta. Ho letto che ad Avellino hanno una penetrazione molto più alta rispetto alla media nazionale. E un’assonanza con i colori della squadra. Lì hanno il motto “NaCeresDueBicchieri”, lo sapevi?

RB: No, al massimo conosco “er calippo e poi na bira”. A cosa si riferisce ‘sto motto? Alla lattina?

RC: penso di sì, la Ceres Top Pilsner. Peggio della Wuhrer cazzo.

RB: La peggiore sarà sempre e solo la Faxe. Madonna quanto odio la birra in lattina.

(fumano assorti per alcuni secondi)

RB: E insomma, Ceres ha giocato su questa affezione degli avellinesi verso il proprio prodotto e l’ha portato ad avere una risonanza nazionale…

RC: …e ha sponsorizzato davvero l’Avellino per una partita, contro il Bari, il cui sponsor è Birra Peroni.

RB: Non male, si legano bene anche all’ignoranza – tatticamente parlando – che contraddistingue la Serie B.

RC: a proposito di calcio e Campania, questo sabato col Napoli?

RB: ci fanno il culo a strisce, e non nerazzurre.

Il caffè e la nicotina hanno sortito il loro effetto principale delle 8.49 di mattina. Il bruciore di stomaco imperversa, la peristalsi aumenta, e nel frattempo le notifiche di Outlook iniziano a lampeggiare sui computer Windows che hanno impiegato troppi minuti ad accendersi.

Un’altra giornata di lavoro ha inizio, e non potrebbero chiedere di meglio.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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