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Coez e le rime quelle belle

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‘Amami o scrivo un articolo’

Avrei voluto un incipit scoppiettante per questo articolo, ma temo che l’essere andata a cercare su Google ‘Modi simpatici per iniziare un articolo’ mi abbia precluso ogni tipo di simpatia prima ancora che mi venisse l’idea di scriverlo. Mi rifarò quindi al modello standard anglosassone delle 5W che oltre a rendermi un pochino più professionale mi aiuterà ad essere meno prolissa e a non trasformare il tutto in un flusso di coscienza alla Joyce (questo riferimento a Joyce vuole essere un po’ di show off della mia cultura letteraria).

Il ‘WHO’ è semplice Io, Coez e le sue canzoni, che detta così potrebbe sembrare l’avvincente storia di come ho conosciuto Coez ed è sbocciato l’Amore ad un suo concerto grazie ai suoi testi, ma ahimè è molto meno romanzesca la faccenda e molto più disperata. Premettendo che io posso benissimo essere definita come la fruitrice musicale più generalista del Triveneto, un annetto fa mi sono imbattuta su Youtube in una canzone di Coez ‘Niente che non va’ e l’ho ascoltata per mesi continuando a collezionare fallimenti nella mia vita, ma con un’ottima colonna sonora nelle orecchie. Dopo qualche mese ho cambiato canzone per cui stare in fissa e di Coez mi sono dimenticata, ma come precedentemente detto sono sempre stata superficiale come ascoltatrice, sono solo i primi tre singoli di ogni Cd quello di cui ho bisogno e qualche volta nemmeno quelli. Qualche mese fa però il buon Silvano ha fatto uscire ‘Faccio un casino’, io sono ricaduta nella sua trappola e non ne esco più.

Ho 24 anni e non sono mai stata fan di nulla se non delle Speedy pizza Findus negli anni ‘90 e ora mi ritrovo con l’animo della fangirl quindicenne in un corpo da quasi trentenne (iperbole), un film dell’orrore praticamente. ‘Faccio un casino’ mi piace tanto, così tanto da abbandonare il generalismo per entrare nel magico mondo della fanbase ed ascoltare tutto, ed informarmi su tutto quello che riguarda collaborazioni, band, amici e parenti di Coez, ma tranquilli ho controllato non è Stalking fino a quando non scrivi un articolo sul cantante in questione sperando che lo pubblichino. Più ascoltavo, più ci rimanevo sotto, anche canzoni meno Pop e più Rap mi piacevano e non capivo cosa avesse in più lui rispetto ad altri cantanti che avevo ascoltato.

Poi in una notte di Giugno, ma poteva essere anche Maggio, ecco svelato l’arcano: Silvano nei suoi testi utilizza rime che vengono definite equivoche o identiche, fa infatti ricorso a parole omofone, ma dal significato diverso o ripete proprio la stessa parola. Non so per quale strana ragione del cuore questa cosa mi abbia colpito così tanto al punto di arrivare a scrivere un articolo, consiglio comunque a voi lettori, che non sarete più di dieci (altro show off letterario, più raffinato in cui cito Manzoni) di ascoltare Coez, ma tutto Coez non solo l’ultimo Cd che piace tanto ai giovani. Piace così tanto ai giovani che al suo concerto quando ho preso una birra mi hanno chiesto i documenti e mentre i miei vicini di bancone lamentavano il fatto che avevano addirittura la patente io ringraziavo il barista, la Vichy e la sua crema notte e anche Coez per avermi fatta sembrare una giovanotta.

Per quanto riguarda le altre quattro domande del bravo giornalista anglosassone WHAT, WHERE, WHEN e WHY ho già ampiamente risposto nella prima parte dell’articolo in cui avrei dovuto analizzare solo il WHO, rovinandomi un futuro da giornalista in UK, ma aprendomi un un futuro da giornalista caotica e dispersiva nel Bel Paese, e poi con la Brexit dove volevo andare? Ah non ci sono più le mezze stagioni..

Ecco come riverso tutta la mia passione per questo tipo di rime riportando i versi in cui Coez fa ricorso a questo escamotage, mi limiterò all’ultimo Cd perché sono pigra:

 

FACCIO UN CASINO

‘Da ragazzino ero bravo coi Lego

e cazzo è chiaro che adesso mi lego’

‘Sono partito senza salutare

E senza fare il biglietto.

E in fondo cosa avrei dovuto fare boh

forse lasciare un biglietto’

 

E YO MAMMA

‘E non ti leggere gli insulti su di me

non fanno un cazzo e sanno tutti più di me’

‘Che tutti quanti abbiamo un po’ di marcio dentro

e prima o poi dobbiamo un po’ guardaci dentro’

 

PARQUET

Chiudi la porta col resto del mondo fuori con te sto bene

Anche quando rompi i coglioni se non me n’esco bene

 

STILL FENOMENO

‘Se poi c’è da festeggiare siamo sempre in tre

Io sono mare in tempesta tipo che in testa siamo in tre

E andiamo poco d’accordo ma sempre più che con te’

 

CIAO

‘E guardo spesso in alto cerco di non cadere

Sono a terra e rido ciò che è a terra non può cadere’

 

OCCHIALI SCURI

‘Dovrei tornare verso casa mia

Non ho una casa mia’

 

SORSO D’IPA

‘ Ma so sputare in un valvolare un rimedio

Rime di Dio’

‘Nemmeno per fare la star o almeno non solo

Come una stella ho imparato a stare solo’

 

Sono troppo fan per essere pigra.

 

NON ERANO FIORI

‘Vostro Onore la verità è che ero pazzo di lei

E non l’ho odiata mai non ce l’avevo con lei’

 

JET

‘Con le radici forti in un campo di sale

Baciarti sulle guancie mentre piangi sale’

‘Pensavo fosse tardi invece sono le due

Sentirsi solo solo o essere soli in due’

‘Hai mai bevuto un bicchiere di vetro

pieno di schegge di vetro’

‘E non so bene chi sei ma se mi cerchi

Divisi non abbiamo senso come semicerchi’

 

FOREVER ALONE

‘Bevo una patita mentre penso a una partita, persa

e quella tipa l’ho persa

ed ho una vita diversa’

‘Luci bianche blu vado in giro da solo

mangio junky food quando giro da solo’

 

SIAMO MORTI INSIEME

‘Pioggia nelle pupille e il liquore nel frigo,

Puoi trovartene mille con il cuore nel frigo’

 

LA STRADA E’ MIA

‘Mi resta mezza sigaretta dividiamo

Tu dici ti amo io dico andiamo che poi finisce che ci dividiamo’

 

COSTOLE ROTTE

‘Grida un uomo per strada

venditori di fumo!

Forse ha perso la strada’

‘Esce un uomo in divisa

forse tornerà presto

forse quella divisa

lo divide dal resto’

 

BUONA FORTUNA

‘Come ci fosse un metodo per farsi male in un punto preciso

ma vestito preciso’

 

NIENTE DI CHE

‘E correre di più

O solamente non ci sei più’

 

STILL LIFE

‘Ho perso la donna che amavo, non l’amavo abbastanza

ho perso una parte di me che non tornerà

probabilmente ne avevo abbastanza’

‘Still life dovevo far pace con il mio vecchio

Perchè l’odio ti strozza, il tempo che perdi in fondo nessuno te lo ridà

Questo qui non ti piace meglio il mio disco vecchio.’

 

TI SPOSERAI

‘O forse no, non mi ricordo più

le stelle sono in cielo e spegni la tv

da troppo tempo non le guardi più’

‘Allora è vero non ritorni più

le stelle sono tante e forse anche di più

c’era la nostra non la trovo più’

 

DOVE FINISCONO LE FAVOLE

‘Segue il traffico non delle macchine

E’ nel traffico ma senza macchine’

‘Muore per lui

E torna sempre da lui’

 

SENZA MANI

‘Mi son fatto da solo

Tutto da solo’

 

INVECE NO

‘La via di fuga ye! M’assento per un po’

Scavo a buca te consentimelo un po’’

 

VOLARE

‘Ma ho una medicina

Che cura un cuore made in China.’

 

Questa è una piccola ragione del perché io mi sia invaghita della musica del caro Silvano, perché è doveroso ammetterlo i suoi testi non si limitano a questo tipo di rime, anche se io apprezzerei molto in ogni caso. Dopo questa ulteriore sviolinata da vera fan a Coez posso concludere questo articolo con una frase ad affetto che vorrei appartenesse al mio repertorio, ma non è così ‘ buongiorno e caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!’

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