Cipolle rosse

Ci mancava solo lo Sport Couture

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C’è una cosa che, delle palestre, mi disturba molto. Non sto parlando del sudore o della fatica (dati, questi, per scontati), mi riferisco piuttosto alle fanciulle che in sala pesi si presentano con tanto di rossetto e messa in piega. Negli anni, il sentimento di ammirazione e invidia (ma come fa a correre sul tapis roulant con la frangia davanti agli occhi?) è stato sostituito da perplessità e preoccupazione (con quella frangia davanti agli occhi, tra quanto cadrà dal tapis roulant?). Non meno turbamento mi provocano le ragazze che curano il total look ginnico con precisione maniacale: forse sono all’oscuro del fatto che, per una strana reazione chimica, se la suola della scarpa è in tinta con l’elastico del perizoma si perdono molte più calorie. Il mio giudizio è sicuramente offuscato dalla pigrizia: per me è già impegnativo coordinare i vestiti per andare in ufficio, figuriamoci in palestra.

Ma la Moda è crudele, si sa. E mentre tu, dopo anni, superi finalmente la vergogna di indossare la stessa tuta in ogni stagione, vieni sorpresa da una favolosa novità: lo Sport Couture. Pare che il responsabile della genialata sia il solito Karl Lagerfeld che, lo scorso gennaio a Paris, ha fatto sfilare le sue (altissime, magrissime e sicuramente non iscritte in palestra) modelle in scarpe da ginnastica e vestiti che citano il guardaroba sportivo. Ovviamente nessuno pretende che saliamo sulla cyclette con uno di quegli abiti Chanel, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro: voi che pensavate di essere immuni dalle regole del fashion solo perché siete impegnate a sudare i chili di troppo, vi sbagliate! La moda si impone anche in palestra, in piscina e ovviamente sulle piste da sci. Non importa, poi, se le discese le fate tutte con la faccia nella neve. Se il casco è firmato, credetemi, la medaglia d’oro a Sochi è assicurata.

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